Un’altra voce che seguo piuttosto assiduamente sul web è quella di Ed Warner, il poeta-portiere. Quello che para tutte le cannonate che tira la vita, anche quelle in fuori gioco. La musicalità dei suoi versi, spesso taglienti, si attacca prepotente alle orecchie e da lì si trascina fino al cervello portandosi dietro il senso, che ti resta impresso come una macchia anche se non sei riuscito a coglierlo. Una musica fatta di immagini apparentemente separate: tante piccole scene che Ed è capace di racchiudere in un solo verso e che si snocciolano, l’una dopo l’altra, in un susseguirsi di visioni allusive sempre a qualcosa che è ciò che inscenano e, allo stesso tempo, ad altro.
Stripped

Sciacquati gli angoli
d’un non so dove
parlami ancora
d’un giorno, d’un ora
che beva alla goccia
l’ondata di pioggia
che non ho le palle di trattenere.
mani inutili
languide e futili
non sanno nemmeno accarezzare…
e se mi vedi passa oltre
al mio cazzare a volte
è il solo scroscio a trattenere
il rimbalzare d’un essere vile.
mi vedi nudo ma non abbastanza
battili
gli occhi
se non ci credi.
È stato un piacere
Ho visto solo ora questo tuo post e posso solo dire che ne sono lusingato…. grazie davvero di cuore, un saluto