La poesia di Luis García Montero abita un territorio in cui convivono le preoccupazioni soggettive e i dolori collettivi, la singolarità dei propri sentimenti e la pluralità dettata dagli imperativi del presente, la bellezza e la pietas. È un disegno verosimile di una realtà sognata, immaginata, amplificata, distorta dal sentire poetico; mai intrisa di mero realismo e sempre concentrata a confrontare l’estetica del reale con un’epica del possibile.
La sua è una Poesía de la experiencia, caratterizzata da un linguaggio colloquiale e dalla presenza della quotidianità attraverso cui l’io si diluisce nel collettivo grazie ad un processo di estetizzazione dell’esperienza del singolo che, in tal modo, diventa patrimonio di tutti, umano. La poesia di Luis García Montero è un viaggio che riesce ad attraversare trasversalmente ogni lettore, il quale torna a casa con quel bagaglio senza il quale era partito.
(Le tre poesie sono tratte dalla raccolta Vista Cansada, Visor 2008. La traduzione è di Luigi Bosco)