Antologia “Poetarum Silva”: Alessandro Assiri

Il linguaggio di Alessandro Assiri è semplice, misurato. Il gioco poetico dei suoi componimenti si sviluppa quasi totalmente a livello sintattico, attraverso una struttura capace di unire in maniera impercettibile il passaggio logico al salto pindarico, con un utilizzo mimetico della metafora all’interno di un discorso che dà l’impressione di lesinare le parole. Più che dal classico “lavoro a togliere”, è dal bisogno di essenzialità che a me sembra nascano direttamente i versi di questo poeta. Ed è proprio grazie a questi versi “scarni” che la poesia di Assiri guadagna in immediatezza: ogni verso è un suggerimento, un indizio ben preciso a cui segue il successivo; sta al lettore tenere il passo, unire i puntini per ritrovarsi sorpreso di fronte ad una figura scolpita nella carta, dal taglio netto, sincero nonostante una considerevole dose di ambiguità. Se le poesie di Assiri fossero un romanzo non avrebbero trama, ma solo un lungo colpo di scena. Come sassi levigatissimi, viaggiano veloci privi di attrito, raggiungendo prima il colpo.

 

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io non vado, ti anticipo
non lascio, preparo
ogni passione è a primavera,
quando la vita dovrebbe sbocciare
invece spesso si infligge,
passione è farsi uomo
dove non occorre nulla
per descriversi
difendersi senza cambiarsi il nome

 

*

 

Se ti immagino salire
vedo la fatica
di dar le spalle al mare,
ma poi ripenso che tutto nasce
da un digiuno
e che si mangia per tradire.
Il resto è farsi mondo
che poi è il rischio nostro
di scoprire il letto vuoto,
di domenica quando i giochi sono fatti
ma adesso che si è compiuto quasi tutto
e ogni padre fa supplenza,
siamo ancora schiavi tra gli schiavi
naufragati nel ritorno
quando somigli sempre meno

 

*

 

è una sera da dietro,
dove il tuo viso
è una misura per i vivi
e tutto il tempo
che si prende i lunedì
lo riduco a barchette
o a raffreddori
che sono solo scuse
per non andare a vela
e far finta che ci sia il motore
rottamo qualche inizio al giorno,
il nuovo mi disturba
approfondisce troppo il niente
chi scrive lo fa per non marcire
e allora ci contiamo
per sembrare meno,
un intermezzo di continua
a ridarci il benvenuto

 

 

 

Alessandro Assiri è nato a Bologna nel 1962, vive nel Trentino. Ha pubblicato, per Aletti Editore, Morgana e le nuvole (2004) e Il giardino dei pensieri recisi (2006). Per Lieto Colle ha pubblicato Modulazione dell’empietà (2007) e Quaderni dell’impostura (2008). Con Chiara De Luca ha pubblicato, per Fara Editore, Sui passi per non rimanere (2008). Co-curatore del progetto Poeti a Nord-Est che si occupa di creare sinergie tra artisti prevalentemente del territorio e di portare la parola poetica all’interno delle scuole, con seminari e dibattiti. Fa parte della redazione della Kolibris Edizioni e del comitato editoriale di Opera prima. Collabora con riviste cartacee e telematiche. Promotore del Festival “Terzolas in poesia”.
È rintracciabile su http://www.lettereanessuno.splinder.com/