Archives for category: Inchieste

[L’intervista che segue è stata realizzata grazie alla collaborazione dell’Ufficio Stampa di DRY del movimento 15-M. In particolare ringrazio Dario Lovaglio, Aitor Tinoco, Adrià Rodriguez e Klaudia per la disponibilità e la pazienza.
Inoltre, ringrazio Alfabeta2 per l’ospitalità. (L.B.)]

  

Chi sono gli indignados che fanno parte di questo movimiento così eterogeneo? Riuscite ad offrirci un identikit “socio-demografico” del movimento?

Il Movimiento 15-M riunisce gente di tutte le classi, età e condizioni economiche.

In termini generali, il movimento è composto da persone che si sono rese conto del fatto che il sistema attuale non funziona.

Nonostante la grande diversità che caratterizza i suoi membri, il movimiento riesce a mantenersi unito attorno a dei principi comuni. Cosa vi unisce rendendo “innocue”, fin quasi ad annullarle, le diversità?

Ciò che ci unisce è un nuovo modo di relazionarci con l’altro, prestando meno attenzione alle cose che ci differenziano per concentrarci maggiormente su quelle che abbiamo in comune.

Ora, sebbene ciò sia inizialmente complicato – poiché veniamo addotrinati sin da bambini a fare il contrario – una volta superata questa barriera, ci si rende conto del fatto che le cose che abbiamo in comune sono infinitamente più importanti e profonde rispetto a quelle a cui prestavamo attenzione anteriormente. Read the rest of this entry »

L’operazione Piombo Fuso, che lo scorso anno a visto migliaia di civili palestinesi morire sotto una pioggia di bombre (anche) al fosforo, ha “macchiato” la dignità del governo israeliano con un’onta di vergogna che si è estesa a livello internazionale (anche se non si sono viste molte conseguenze, né i politici ed i militari israeliani arrossire). La principale ragione di tale vergogna sta nell’aver contravvenuto ad una serie di regole da rispettare in temppo di guerra, stabilite dalle varie Convenzioni di Ginevra.


Mi chiedo: ma quando esattamente è morta la nostra umanità, se è il mancato rispetto di una regola a scandalizzarci o inorridirci? Ma che livello di follia della ragione abbiamo raggiunto, se siamo stati in grado anche di darci delle regole per fare la guerra? Come se rispettandole, la guerra potesse essere benvista, accettata o magari auspicata più volentieri. Come se la guerra avesse bisogno di regole, essendo una circostanza assolutamente inevitabile. Il livello di paradossalità raggiunto supera Zenone di gran lunga. La guerra è un male sempre, a dispetto di coloro che credono che sia un male necessario: non vi sono guerre giuste e guerre sbagliate; non vi sono ragioni che le possano giustificare; non vi sono circostanze che le possano determinare prescindendo dal nostro giudizio.

(I due interessanti reportage che hanno raccolto ciò che non è “passato”, come spesso accade, per le vie maestre sono di Vanguard.current.com)


Nel suo film-inchiesta “Il Nuovo Secolo Americano”, Massimo Mazzucco – fotografo, regista e responsabile del sito luogocomune.it – si serve di ragionamenti logici, inquietanti coincidenze e documenti ed archivi storici per raccontare la storia di una strage annunciata: l’11/9.Il crollo improbabile delle torri, l’area più sorvegliata del pianeta invasa da aeroplani a bassa quota, l’aereo sul muro del Pentagono che produce un buco di soli 4 metri, la polizza assicurativa delle torri crollate, il bacino d’oro presente nel terreno sottostante l’attuale ground zero, i neocons, il PNAC, gli archivi ed i documenti storici, la CIA, l’FBI, l’Iraq, l’Afghanistan, il petrolio. Questi sono solo alcuni dei temi trattati.

Il documentario si concentra sulle cause dell’11/9 solo in apparenza: in realtà l’11/9 è il punto di partenza che Mazzucco ha scelto per raccontare gli obiettivi nascosti di una politica di respiro internazionale aggressiva e spregiudicata iniziata già più di un secolo fa, non solo da parte degli Stati Uniti ma anche di tutti gli altri Paesi che sempre (o quasi sempre) accorrono in suo sostegno. Un importante punto di vista che può sicuramente essere d’aiuto nell’interpretrare non solo quanto è accaduto nel recente passato, ma anche le scelte che caratterizzeranno il futuro prossimo.

(il video è su Arcoiris.tv)

Uccidete la democrazia!


(Avviso: non so per quale motivo mi si sovrappone un altro video in home page. Per vedere Uccidete la democrazia cliccate sul titolo dell’articolo per andare nella pagina del post.)


Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio, con la regia di Ruben H. Oliva, hanno pensato e prodotto “Uccidete la democrazia!”, un film che si concentra sulle polemiche riguardo le elezioni politiche dell’Aprile 2006, cercando di dare fondamento alle accuse di brogli ipotizzate dalla notte stessa dei risultati elettorali. Un film-inchiesta-documentario che ricostruisce vari pezzetti di quanto accaduto prima, durante e dopo quelle fatidiche elezioni, in parte con spezzoni di riprese televisive, interviste e filmati e in parte con riproduzioni scenografiche “essenziali” ed attori decisamente non professionisti.

Senza badare troppo alla forma, di contenuti ce ne sono da vendere. Anche perchè “Uccidete la democrazia!” è un docu-film di ampio respiro non solo giornalistico ma anche storico, capace di ripercorrere i pezzi più importanti della storia della nostra Repubblica, indispensabili per poter vedere gli eventi come risultati di una serie di concause che, viste isolatamente, possono sembrare solo coincidenze. Uno spasso per chi ama porsi questioni e cercare di darsi delle risposte, ed uno spasso anche per chi ama definire tale atteggiamento come “complottismo”.

Chiunque voi siate a guardare questo film, resta incontrovertibile il fatto che “noi votiamo ma non eleggiamo”. E questo dovrebbe farci riflettere.

(Il documentario è su Arcoiristv)