“Dicono che Dio sia a nostra immagine e somiglianza. Deve essere piuttosto brutto.”another quote »

Segnalazioni e Avvistamenti


10
Aug 10

Antologia “Poetarum Silva”: Alessandro Assiri

Il linguaggio di Alessandro Assiri è semplice, misurato. Il gioco poetico dei suoi componimenti si sviluppa quasi totalmente a livello sintattico, attraverso una struttura capace di unire in maniera impercettibile il passaggio logico al salto pindarico, con un utilizzo mimetico della metafora all’interno di un discorso che dà l’impressione di lesinare le parole. Più che dal classico “lavoro a togliere”, è dal bisogno di essenzialità che a me sembra nascano direttamente i versi di questo poeta. Ed è proprio grazie a questi versi “scarni” che la poesia di Assiri guadagna in immediatezza: ogni verso è un suggerimento, un indizio ben preciso a cui segue il successivo; sta al lettore tenere il passo, unire i puntini per ritrovarsi sorpreso di fronte ad una figura scolpita nella carta, dal taglio netto, sincero nonostante una considerevole dose di ambiguità. Se le poesie di Assiri fossero un romanzo non avrebbero trama, ma solo un lungo colpo di scena. Come sassi levigatissimi, viaggiano veloci privi di attrito, raggiungendo prima il colpo.


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io non vado, ti anticipo
non lascio, preparo
ogni passione è a primavera,
quando la vita dovrebbe sbocciare
invece spesso si infligge,
passione è farsi uomo
dove non occorre nulla
per descriversi
difendersi senza cambiarsi il nome


*


Se ti immagino salire
vedo la fatica
di dar le spalle al mare,
ma poi ripenso che tutto nasce
da un digiuno
e che si mangia per tradire.
Il resto è farsi mondo
che poi è il rischio nostro
di scoprire il letto vuoto,
di domenica quando i giochi sono fatti
ma adesso che si è compiuto quasi tutto
e ogni padre fa supplenza,
siamo ancora schiavi tra gli schiavi
naufragati nel ritorno
quando somigli sempre meno


*


è una sera da dietro,
dove il tuo viso
è una misura per i vivi
e tutto il tempo
che si prende i lunedì
lo riduco a barchette
o a raffreddori
che sono solo scuse
per non andare a vela
e far finta che ci sia il motore
rottamo qualche inizio al giorno,
il nuovo mi disturba
approfondisce troppo il niente
chi scrive lo fa per non marcire
e allora ci contiamo
per sembrare meno,
un intermezzo di continua
a ridarci il benvenuto




Alessandro Assiri è nato a Bologna nel 1962, vive nel Trentino. Ha pubblicato, per Aletti Editore, Morgana e le nuvole (2004) e Il giardino dei pensieri recisi (2006). Per Lieto Colle ha pubblicato Modulazione dell’empietà (2007) e Quaderni dell’impostura (2008). Con Chiara De Luca ha pubblicato, per Fara Editore, Sui passi per non rimanere (2008). Co-curatore del progetto Poeti a Nord-Est che si occupa di creare sinergie tra artisti prevalentemente del territorio e di portare la parola poetica all’interno delle scuole, con seminari e dibattiti. Fa parte della redazione della Kolibris Edizioni e del comitato editoriale di Opera prima. Collabora con riviste cartacee e telematiche. Promotore del Festival “Terzolas in poesia”.
È rintracciabile su http://www.lettereanessuno.splinder.com/


10
Aug 10

Raduga Premio letterario italo-russo per i giovani autori

 

1. Obiettivo del Premio: rafforzare i rapporti culturali italo-russi e valorizzare le opere di giovani narratori e traduttori, sia russi che italiani, dando loro la possibilità di trovare un editore e di confrontarsi, in tal modo, con un più ampio numero di lettori.

2. Organizzatori:

• In Russia: Istituto Letterario A. M. Gorky, Società russa degli autori (RAO) e altri enti pubblici e privati interessati;

• In Italia: Associazione Conoscere Eurasia, Istituto Italiano di Cultura a Mosca e altri enti pubblici e privati interessati.

3. Oggetto del Premio: racconti di giovani autori (da 18 a 30 anni). Le opere, non superiori a dieci cartelle, devono essere inedite, non premiate in precedenza, né segnalate in altri concorsi letterari. Ogni partecipante deve inviare un solo testo, scritto nella propria lingua, in italiano o in russo.

4. La frequenza dell’assegnazione del premio sarà annuale.

5. Giurie del Premio: sono previste due giurie nazionali. Ciascuna è composta da personalità della letteratura e sceglie cinque opere per ogni Paese di appartenenza. I lavori verranno tradotti e pubblicati nell’Almanacco letterario, edito con periodicità annuale. La composizione della Giuria sarà resa nota all’atto della premiazione.

6. Almanacco letterario: oltre alle opere in russo e in italiano, tutte pubblicate con traduzione a fronte, darà spazio anche a una nota critica sui vincitori. Il volume verrà distribuito in entrambi i Paesi al fine di far meglio conoscere il lavoro dei giovani narratori e traduttori. La traduzione dei cinque racconti selezionati da giurie nazionali verrà affidata a giovani traduttori della Russia e dell’Italia.

7. La partecipazione al Premio è gratuita.

8. Ciascuna delle due giurie nazionali conferisce il premio «Il giovane autore dell’anno» a uno dei cinque autori pubblicati nell’Almanacco letterario. Il Premio Il giovane autore dell’anno è di 5.000,00 Euro. L’annuale premiazione si terrà alternatamente in Russia e in Italia. In tale occasione, ciascuna delle giurie nazionali assegnerà anche il premio « Il giovane traduttore dell’ anno», a uno dei cinque traduttori di ogni Paese. Tale premio è di 2.500,00 Euro.

9. Modalità di presentazione delle opere: i testi vanno inviati in due esemplari entro e non oltre il 31 agosto 2010 (fa fede il timbro postale), accompagnati da una nota bio-bibliografica e dall’indicazione di nome e cognome dell’autore, data di nascita, indirizzo di residenza, numero telefonico ed e-mail. I manoscritti non saranno restituiti.

Le opere in lingua russa vanno inviate: all’Istituto Letterario A. M. Gorky, Ufficio relazioni internazionali Tverskoy Boulevard, 25, 123104, Mosca, Russia E-mail: pobeda65lit@litinstitut.ru, Tel.: +7-045-6940729, segretaria: Oxana Liskovaya.

Le opere in lingua italiana vanno inviate: all’Associazione “Conoscere Eurasia” Via Achille Forti, 10, 37121 Verona E-mail: info@conoscereeurasia.it, Tel.: +39-045-8020904, segretaria: Iryna Shmatco.


14
Jul 10

Poetarum Silva – Corpi a confronto


Libreria Interno 3 – Arti e Pensieri

Ateliers Via dei Due Gobbi 3 – Reggio Emilia

 

Sabato 24 Luglio

(dalle 21.00 alle 24.00)

 

 

POETARUM SILVA

(corpi a confronto)

 

READING LETTERARIO MULTIMEDIALE

a cura di Enzo Campi


con

 

Mariangela Guatteri, Arturo Moll, Mirella Gazzotti,

Silvia Molesini, Elena Lusvardi, Giovanni Campi,

Natàlia Castaldi, Antonella Taravella, Silvia Rosa,

Pierluigi Tedeschi, Federica Gramiccia, Anna Maria Meliga,

Stefania Crozzoletti, Enzo Campi,

 

 

 

Programma della serata

 

READING

 

Di sole voci (Silvia Rosa) – Ed. LietoColle

Ipotesi Corpo (Enzo Campi) – Ed. Smasher

Poetarum Silva (AAVV) – Ed. Samiszdat

Vertigini scomposte (Antonella Taravella) – Ed. Smasher

Prima vita (Stefania Crozzoletti) – Fara Editore

 

 

ANTEPRIME INEDITI

 

Due Dimensioni (Mariangela Guatteri)

La distruzione della morte affrescata (Silvia Molesini)

 

 

PROIEZIONI VIDEO

 

Simpliciter & Complicatibus ne La burla del tempo

di Giovanni Campi, interpretato da Nevio Gambula e animato da Orsola Puecher

Ipotesi Corpo

di Enzo Campi, con Mariaestella Coli, Chiara Puglisi, Antonio Iorio

 

 

PERFORMANCE

 

Grevelieve

di e con Pierluigi Tedeschi, e con Lucia Bonacini, Luca Censi

I Cantastorie

di e con Mirella Gazzotti, Anna Maria Meliga

 

 

INSTALLAZIONI

 

Il profilo delle parole (Pierluigi Tedeschi)

Gesti d’aria e incombenze di luce (Enzo Campi)

 


10
Jul 10

Elephant & Castle n.3 – Call for Papers

Mutevoli labirinti di forme: la natura e le sue metamorfosi

Curatrice: Greta Perletti (greta.perletti@unibg.it)


Il numero della rivista Elephant and Castle che qui si presenta si propone di raccogliere testi, materiale iconografico e recensioni che abbiano come tema le metamorfosi nel mondo naturale, con riferimento in particolare alle trasformazioni che interessano il regno vegetale.  La molteplicità delle forme della natura ha affascinato nei secoli poeti e naturalisti, artisti e filosofi, generando infiniti dibattiti e riflessioni sulla bellezza, la complessità e l’origine del mondo naturale. Ma è soprattutto nell’incessante mutare e trasformarsi della natura – nel suo instancabile divenire ‘altro’ – che l’immaginario trova un laboratorio ricco di suggestioni, capace di esprimersi e affascinare in epoche e luoghi assai diversi. L’Origine delle Specie di Charles Darwin (1859) si chiude con un ammirato tributo alla magnificenza della natura, colta nel sofisticato movimento di trasformazione delle sue forme: “[c]’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita […]; da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolvono”. È noto come per Darwin l’arte potesse essere solo una pallida imitatrice dello spettacolo offerto dal mondo naturale, con la sua infinita varietà di forme in costante mutamento. Eppure le metamorfosi del mondo naturale costituiscono da sempre un ricchissimo terreno d’indagine per l’espressione artistica, secondo un filo rosso che collega la classicità alle avanguardie (specialmente simbolismo e surrealismo) e alle sperimentazioni contemporanee. Mentre lo studio delle metamorfosi (specie nell’opera di Ovidio e Apuleio) si è spesso soffermato sulle trasformazioni che coinvolgono il regno animale, l’ambito delle trasformazioni relative al mondo vegetale rimane relativamente poco esplorato, nonostante le numerose riscritture che ne sono state compiute (si pensi alla ripresa della vicenda di Polidoro nella Commedia dantesca o ne L’Orlando Furioso, o alla novella di Lisabetta di Messina riproposta dal romantico Keats). È dunque ai percorsi dell’immaginario generati dalle metamorfosi del/nel regno vegetale che questo numero di Elephant and Castle intende rivolgersi, per esplorarne le ricadute nel discorso letterario, filosofico, artistico e scientifico. Se una declinazione preponderante di questo tema è costituita dai movimenti metamorfici che coinvolgono i due regni del vegetale e dell’umano (per limitarci alla mitologia, basti pensare a Dafne, Narciso, Filemone e Bauci, ma anche al grano che nasce dal corpo di Osiride), i contributi della rivista potranno indirizzarsi anche all’analisi delle trasformazioni e evoluzioni che avvengono in seno alla botanica (emblematico il caso de La Metamorfosi delle Piante di Goethe), o ai mutamenti delle forme naturali nella loro contaminazione con l’arte e l’architettura (ad esempio nell’Art Nouveau o in alcune sperimentazioni artistiche e cinematografiche contemporanee). Alcuni possibili (non necessariamente vincolanti) aspetti d’indagine potranno pertanto includere:

  • Le metamorfosi di/in piante e fiori nella mitologia e nell’arte;
  • Contaminazioni e trasformazioni tra regno vegetale e regno umano, animale, o inorganico in letteratura e arte;
  • La fanciulla-fiore in letteratura e arte;
  • Lo studio dell’evoluzione della pianta e del fiore in filosofia e scienza;
  • Fitomorfismo e biomorfismo in architettura e arte.

È gradita una manifestazione di interesse a partecipare alla pubblicazione entro il 15 agosto 2010, inviando il titolo del contributo, un abstract di circa 300 parole e una breve nota biografica a greta.perletti@unibg.it

I contributi dovranno pervenire in redazione entro il 31 gennaio 2011.


Qui la pagina ufficiale della rivista

Qui le norme per la stesura dei testi


5
Jul 10

Premio Lorenzo Montano – Edizione 2010

Anche quest’anno, la giuria della XXIV edizione del Premio Lorenzo Montano ha designato i suoi vincitori.

Per la sezione opera edita, sono risultate vincitrici ex-aequo la raccolta Amarore di Alessandro Ghignoli, edita da Kolibris, e Magnificat di Cristina Annino, edita da Puntoacapo. Tra i finalisti per questa sezione:  Alessandro Assiri & Chiara De Luca, sui passi per non rimanere, Fara 2008; Enrico De Lea, Ruderi del tauro,L’arcolaio 2009; Carlo Invernizzi, Secretizie, Mimesis2009; Marica Larocchi, Solstizio in cortile, Passi Puntoacapo 2009; Daniele Mencarelli, Bambino Gesù, Nottetempo 2010; Andrea Raos, Le api migratori, Liquid Oèdipus 2007; Luca Salvatore, Dead City Radio, Arcipelago 2008.

Erika Crosara, con la sua opera prima, Ius ha vinto il premio destinato ad una raccolta inedita. Hanno concorso alla stessa sezione, risultando finaliste, le opere di: Antonella Doria, Millantanni; Mario Fresa, Aura; Carolina Giorgi, Leggendo Emily Dickinson; Alberto Mori, Financial; Guido Turco, Qui non è più adesso; Giovanni Turra Zan, Le costrizioni.

Il premio per il miglior componimento inedito è andato a Camillo Pennati, con la poesia Pino marittimo. Tra i finalisti della sezione: Sebastiano Aglieco, La resa delle foglie; Enzo Campi, Per disunite latenze; Albino Crovetto, Cinque giorni; Tiziana Gabrielli, Il cerchio oscuro; Marinella Galletti, Soloacqua.

Il Premio per la migliore prosa inedita è stato aggiudicato a Marco Ercolani per il suo Turno di guardia. Gli altri brani risultati finalisti della sezione sonodi: Bruno Conte, Quasi pagine; Federico Federici, Senza titolo; Lorenzo Gobbi, La rosa ultima; Vincenzo Guarracino, Interrogare la notte; Emidio Montini, Lo scriba.

In ultimo, il Premio Speciale della Giuria è andato a Sergio Givone per Vivavoce. Filosofia e narrazione, edita nella collana “Itinera” di Anterem Edizioni.


Il Premio Lorenzo Montano è organizzato dall’Associazione Culturale Anterem, Rivista di ricerca letteraria, con il patrocinio di Regione Veneto, Assessorati alla Cultura della Provincia, del Comune, della Prima Circoscrizione di Verona, Università degli Studi e Biblioteca Civica di Verona.



29
May 10

Bolle di sapone

(di Francesco Colia su Filosofipercaso)

Ti affretti a rispondere in quell’universo che regola la sicurezza del guardare. Ma si guarda troppo senza vedere. Ci fermiamo spesso con i buoni propositi sulla riva della paura, in viottoli sotterranei pensando che le montagne nascondano un’impresa irraggiungibile. Tuttavia, gli sforzi non vengono ripagati dal risultato ma dal tentativo. L’aria si fa fitta di sostanze nocive, è il perdersi nelle fessure del quotidiano. Le crepe lasciate dal nostro passaggio sono la testimonianza di un volere. Le tasche sono vuote perché nulla può lasciarci un palcoscenico dove esibire il nostro talento. Sudati come una vernice fresca dobbiamo concedere i nostri doni al pubblico bisbigliante. Si cade spesso nell’oblio dello spazio e del tempo come se respirare fosse sufficiente a vivere. I passi sono incerti, si tende a cadere ai piedi degli ostacoli respinti come fossero dei nemici spietati. Con la borsa in spalla si parte alla conquista di nuove terre, le indie dell’essere. Dove viene piantata la bandiera del coraggio? Dove si annida la speranza di un abbraccio a colori? Ogni giorno è sgranato come una vecchia fotografia, una polaroid impallidita di ricordi. I muscoli fanno leva sulle idee, le uniche fiduciose del nostro avvenire. Perché un pensiero deve essere decorato da parole inutili? Si cerca insistentemente di uscire da quel guscio costruito su misura ma le sue pareti sono impastate di illusioni. C’è sempre un prezzo da pagare alla realtà, un pegno da devolvere alla frontiera dell’esistere. Soffiamo sulle nostre immagini più care come bolle di sapone in viaggio verso il cielo. Senti il cuore battere? Senti quel motore di cui non hai il controllo continuare il suo disegno stabilito? Lub-dub, lub-dub, lub-dub e ti accorgi che sei una macchina efficiente pronta a muoversi. Ma ci si muove con troppa velocità come se il correre fosse una soluzione ai nostri problemi. C’è un odore insopportabile che ti strattona per la maglia, è l’avido succo delle superstizioni emozionali, dove ogni cosa appare come una pallina di natale da appendere all’albero. Spicchi di sole come arance tagliate entrano nella tua casa perché il buio non può risiedere in eterno. Come cavalcare il fiume della serenità se ogni ragione è concessa al mercante dell’insensatezza? Mordi con voracità quel pezzo di felicità perché il dolore è un bene che deve spegnersi nel più breve tempo possibile. C’è un giorno da vivere e seduto sulla sedia leggo le nuvole.


28
May 10

Torno subito…

È incredibile: mi allontano un attimo (beh, effettivamente qualcosa di più lungo di un attimo) e cose incredibili decidono di accadere.

(No, non mi sto riferendo al novo DDL D’addario che, con la scusa di impedire ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni, impedisce ai magistrati di farle. Non mi sto riferendo nemmeno al fatto che il nostro Premier da 15 anni è Silvio Berlusconi. E nemmeno alla proposta della Gelmini di far iniziare le lezioni della scuola dell’obbligo ad ottobre).

Mi riferisco, per esempio, al “caso letterario su internetThomas Leoncini: “giovane e bello come un tronista” è invece (purtroppo) un poeta. Di quelli cuore-amore che (a suo dire) scrive canzoni senza musica. Il problema è che qualcuno dovrebbe ricordargli che invece fa (e non “è”) il poeta.

Deve essere stato lui a proporre Musica e Parole. 10 in poesia, un cd nel quale fantastici protagonisti di Amici della De Filippi e altri personaggi dello spettacolo altrimenti disooccupati letteralmente ammazzano dieci tra i più bei pezzi poetici della poesia dell’ultimo secolo. Le musiche sono di Loriana Lana, quella di Meno male che Silvio c’è, quella che scrive le canzoni a quattro mani col premier e le musiche di Apicella.

Per fortuna a compensare ci pensano gli Absolutes. Il famoso blog gestito da Lello Voce, Absolute Poetry, ha chiuso per riaprire rinnovato nell’estetica e nei contenuti. Da qualche giorno, infatti, è nato AbsoluteVille: “un progetto, una città in continua evoluzione dove si fa e si ragiona di letterature, di poesie, di arti, nella speranza che questo ragionare e questo fare siano terreno di incontro per tanti scrittori, lettori, e chissà anche non lettori”. Ecco, appunto, speriamo nei lettori. Prima, però, bisognerebbe fare un porta a porta nelle scuole italiane e ritirare il CD maledetto per gettarlo al rogo.

Un’altra delle cose incredibili che potrebbe rivoluzionare il mondo (ma anche no) è la neonata collana Murene, edita da Nazione Indiana: “indifferente alle mode, propone testi di autori italiani e stranieri per sondare quelle esperienze letterarie che spesso l’industria culturale non ha il coraggio di sostenere. Scatto artistico e al tempo stesso etico, strumento leggero di esplorazione a tutto campo – narrativa, saggistica, poesia –, Murene respira nelle profondità, attraversandole”. Speriamo che quando parlano di “esperienze letterarie che spesso l’industria culturale non ha il coraggio di sostenere” non si riferiscano a Sergio Soda Star o a Immanuel Casto. Quelli il coraggio di sostenerli non l’avrei nemmeno io, che di coraggio di solito ne ho da vendere.

Incredibile è anche la crescita del blog collettivo PoetarumSilva. Superata la soglia dei trenta collaboratori, si è arricchito di contenuti interessanti che spaziano dalla produzione dei singoli autori, alle recensioni, ad articoli di interesse sociale e civile, alla narrativa. Alcuni dei membri del blog stanno per assistere alla nascita della loro prima antologia edita dalla Samiszdat. Presentazioni e reading sono previsti al momento in quel di Selvapiana e in Sicilia. A breve maggiori notizie per chi fosse interessato.

In ultimo, ma non meno importante, il Portale Poesia 2.0. Tra l’assopirsi dell’ispirazione ed un ritrovato slancio verso un desiderio di maturazione dello stile e della scrittura, mi sono intestardito in questo progetto che al momento prevede un forum di scambio per la redazione e l’abbozzo di un portale (il cui indirizzo terrò riservato fino a conclusione lavori in corso). Per fortuna, assieme a me si sono intestardite numerose altre persone il cui contributo diventa di giorno in giorno sempre più importante e indispensabile, per la nascita del sito e per la mia crescita personale. Non le ringrazierò mai abbastanza.

Ora vado. Questa volta, però, torno subito.


6
May 10

Poesia 2.0 – Step 1: il Forum

Tutto iniziò quando i poeti della domenica pomeriggio (come me) tappezzarono il web di rime cuore-amore, dilettando una ristretta cerchia di amici, a loro volta poeti della domenica pomeriggio.

Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come riuscire ad andare oltre il romanico pollice all’insù di Faccialibro ai singoli componimenti galleggianti nella rete. Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come fare in modo che la poesia non diventi, col tempo, un mero sfogo egonico, una pratica pseudo-masturbatoria del più sterile solipsismo.

C’è stato Vimercate, poi Verona. Dopo una serie di lunghi ed accesi dibattiti, si son tirate le somme, e le conclusioni* a cui si è momentaneamente giunti sono:

1. la poesia, per la sua natura sempre meno adatta ai tempi che (letteralmente) corrono, non si presta al consumo né ad una ampia diffusione facilitata da un elevato tasso di commerciabilità – escludendo alcuni (fortunatamente) sporadici casi – e di questo bisogna farsene una ragione e tenerne conto;

2. la rete è l’amplificazione spettrale della realtà: se le rime cuore-amore prolificano, è segno che la cultura poetica, molto poco appoggiata da un contesto che non si può definire “accogliente”, ha fallito in qualche modo nei suoi obiettivi, nel tentativo di proporsimporsi in qualcosa di diverso dall’incolonnare piccole frasi, a volte in rima a volte no;

3. dunque si è capita la lampante necessita di costruire una rete di “addetti ai lavori” che lavori sinergicamente sul territorio, con l’obiettivo futuro di vedere i risultati dei suoi sforzi riprodotti anche sugli schermi dei PC.

Per questa ragione  è nato il Forum Poesia 2.0, un gruppo di google a cui sono chiamati a partecipare tutti i principali protagonisti della scena poetica contemporanea, il cui obiettivo primario è unire sinergicamente gli sforzi delle innumerevoli realtà già presenti sul territorio impegnate anche da lunghissimo tempo nella diffusione della cultura della poesia – quella vera. L’intento non è quello di accorpare indistintamente; piuttosto, ciò a cui si mira è l’aggregazione, senza che ciò implichi l’annullamento delle diverse soggettività, nel rispetto della natura di ciascun soggetto partecipante.

Il Forum è il primo passo verso tale aggregazione: un luogo dove poter entrare in contatto con diverse realtà tutte impegnate a favore del medesimo obiettivo, superando le barriere geografiche e cercando di ridurre al minimo la dispersività che uno strumento quale è la rete può produrre involontariamente. L’importanza di avere un punto di riferimento comune per i partecipanti al progetto è fondamentale, ma non è l’unico vantaggio. Forse, grazie al Forum, sarà finalmente possibile iniziare a costruire la mappatura di tutte quelle realtà poetiche – grandi o piccole che siano – riuscendo a coordinarle più facilmente tra loro.

La speranza è che col tempo il Forum Poesia 2.0 si trasformi nella “stanza degli attrezzi” dove poter lavorare ad un portale internet di fruizione pubblica: se il forum è il punto di riferimento degli addetti ai lavori, il portale vuole essere il punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi alla poesia e importante strumento didattico per la diffusione di una più corposa e coerente cultura poetica. Nel Forum è stato caricato un abbozzo molto grezzo del progetto, accessibile ai membri. Mi auguro che possa diventare una realtà.


*Le conclusioni a cui accenno sono assolutamente personali (ho parlato al plurale perché ho degli amici immaginari).