Archives for category: Segnalazioni e Avvistamenti

(di Francesco Colia su Filosofipercaso)

Ti affretti a rispondere in quell’universo che regola la sicurezza del guardare. Ma si guarda troppo senza vedere. Ci fermiamo spesso con i buoni propositi sulla riva della paura, in viottoli sotterranei pensando che le montagne nascondano un’impresa irraggiungibile. Tuttavia, gli sforzi non vengono ripagati dal risultato ma dal tentativo. L’aria si fa fitta di sostanze nocive, è il perdersi nelle fessure del quotidiano. Le crepe lasciate dal nostro passaggio sono la testimonianza di un volere. Le tasche sono vuote perché nulla può lasciarci un palcoscenico dove esibire il nostro talento. Sudati come una vernice fresca dobbiamo concedere i nostri doni al pubblico bisbigliante. Si cade spesso nell’oblio dello spazio e del tempo come se respirare fosse sufficiente a vivere. I passi sono incerti, si tende a cadere ai piedi degli ostacoli respinti come fossero dei nemici spietati. Con la borsa in spalla si parte alla conquista di nuove terre, le indie dell’essere. Dove viene piantata la bandiera del coraggio? Dove si annida la speranza di un abbraccio a colori? Ogni giorno è sgranato come una vecchia fotografia, una polaroid impallidita di ricordi. I muscoli fanno leva sulle idee, le uniche fiduciose del nostro avvenire. Perché un pensiero deve essere decorato da parole inutili? Si cerca insistentemente di uscire da quel guscio costruito su misura ma le sue pareti sono impastate di illusioni. C’è sempre un prezzo da pagare alla realtà, un pegno da devolvere alla frontiera dell’esistere. Soffiamo sulle nostre immagini più care come bolle di sapone in viaggio verso il cielo. Senti il cuore battere? Senti quel motore di cui non hai il controllo continuare il suo disegno stabilito? Lub-dub, lub-dub, lub-dub e ti accorgi che sei una macchina efficiente pronta a muoversi. Ma ci si muove con troppa velocità come se il correre fosse una soluzione ai nostri problemi. C’è un odore insopportabile che ti strattona per la maglia, è l’avido succo delle superstizioni emozionali, dove ogni cosa appare come una pallina di natale da appendere all’albero. Spicchi di sole come arance tagliate entrano nella tua casa perché il buio non può risiedere in eterno. Come cavalcare il fiume della serenità se ogni ragione è concessa al mercante dell’insensatezza? Mordi con voracità quel pezzo di felicità perché il dolore è un bene che deve spegnersi nel più breve tempo possibile. C’è un giorno da vivere e seduto sulla sedia leggo le nuvole.

È incredibile: mi allontano un attimo (beh, effettivamente qualcosa di più lungo di un attimo) e cose incredibili decidono di accadere.

(No, non mi sto riferendo al novo DDL D’addario che, con la scusa di impedire ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni, impedisce ai magistrati di farle. Non mi sto riferendo nemmeno al fatto che il nostro Premier da 15 anni è Silvio Berlusconi. E nemmeno alla proposta della Gelmini di far iniziare le lezioni della scuola dell’obbligo ad ottobre).

Mi riferisco, per esempio, al “caso letterario su internetThomas Leoncini: “giovane e bello come un tronista” è invece (purtroppo) un poeta. Di quelli cuore-amore che (a suo dire) scrive canzoni senza musica. Il problema è che qualcuno dovrebbe ricordargli che invece fa (e non “è”) il poeta.

Deve essere stato lui a proporre Musica e Parole. 10 in poesia, un cd nel quale fantastici protagonisti di Amici della De Filippi e altri personaggi dello spettacolo altrimenti disooccupati letteralmente ammazzano dieci tra i più bei pezzi poetici della poesia dell’ultimo secolo. Le musiche sono di Loriana Lana, quella di Meno male che Silvio c’è, quella che scrive le canzoni a quattro mani col premier e le musiche di Apicella. Read the rest of this entry »

Tutto iniziò quando i poeti della domenica pomeriggio (come me) tappezzarono il web di rime cuore-amore, dilettando una ristretta cerchia di amici, a loro volta poeti della domenica pomeriggio.

Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come riuscire ad andare oltre il romanico pollice all’insù di Faccialibro ai singoli componimenti galleggianti nella rete. Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come fare in modo che la poesia non diventi, col tempo, un mero sfogo egonico, una pratica pseudo-masturbatoria del più sterile solipsismo.

C’è stato Vimercate, poi Verona. Dopo una serie di lunghi ed accesi dibattiti, si son tirate le somme, e le conclusioni* a cui si è momentaneamente giunti sono:

1. la poesia, per la sua natura sempre meno adatta ai tempi che (letteralmente) corrono, non si presta al consumo né ad una ampia diffusione facilitata da un elevato tasso di commerciabilità – escludendo alcuni (fortunatamente) sporadici casi – e di questo bisogna farsene una ragione e tenerne conto;

2. la rete è l’amplificazione spettrale della realtà: se le rime cuore-amore prolificano, è segno che la cultura poetica, molto poco appoggiata da un contesto che non si può definire “accogliente”, ha fallito in qualche modo nei suoi obiettivi, nel tentativo di proporsimporsi in qualcosa di diverso dall’incolonnare piccole frasi, a volte in rima a volte no;

3. dunque si è capita la lampante necessita di costruire una rete di “addetti ai lavori” che lavori sinergicamente sul territorio, con l’obiettivo futuro di vedere i risultati dei suoi sforzi riprodotti anche sugli schermi dei PC. Read the rest of this entry »

UN MILIONE DI VOCI A FAVORE DELLE VITTIME DEL FRANCHISMO, DELLA DEMOCRAZIA, DEI DIRITTI UMANI E IN DIFESA DEL GIUDICE D. BALTASAR GARZÓN REAL

Noi sottoscriventi cittadini e le Associazioni in difesa della Memoria Storica, identificabili dai dati personali di ciascuno, impegnati a rendere giustizia alle vittime del franchismo e nella difesa della democrazia nelle nostre istituzioni, siamo a conoscenza che:

in questo momento il Consiglio Generale del Potere Giuridico e il Tribunale Supremo si dispongono a formulare una decisione sulla sospensione ed il processamento del Giudice Baltasar Garzón Real, per il suo cercare di giudicare il genocidio spagnolo ad opera della dittatura franchista, a seguito della querela presentata dai gruppi di estrema destra Falange Spagnola e Mani Pulite. Sappiamo, altresì, che il Giudice Baltasar Garzón Real e riconosciuto internazionalmente per i suoi incessanti sforzi nel perseguire i crimini contro la umanità. Ma le sue investigazioni sulle atrocità commesse in Spagna durante il franchismo, assieme agli scandali di corruzione, hanno causato una scandalosa offensiva politica e legale, volta ad escluderlo dalla carriera giuridica e ad evitare que affiori la verità. Read the rest of this entry »