Poesia


6
Mar 10

Pier Paolo 88

Cosa importano le grida

di tua madre se

dal corpo sgrava l’utero

della civiltà?

Sotto l’ampia fronte il tuo pensiero,

arricciato tra i solchi delle raggrinzite

rughe, grondava le parole

del suo privilegio

sui tetti gialli che otturavano le case,

fino a che non ti si smise

il fiato dalla bocca.

Dalle tue ceneri rinasce

ogni giorno da allora

zoppa la fenice

o senza un ala che muova

un poco d’aria intorno.

Non brilla la virtù opaca

dei discorsi ripetuti

alle televisioni violentate

da qualsiasi microfono.

Son di moda oggi i froci

comunisti: li puoi incontrare

ovunque nei palazzi

alti, tranne di domenica

Ché cantano nei cori.

I fetusi già

non tingono più le sabbie

né giocano con le palizzate delle spiagge:

rimboccate le maniche

per non sporcare il vestito buono

agitano gli avambracci pelosi

con la faccia all’ombra di un pino

sotto il quale scrivono le leggi

della religione del mio tempo: corpi

semimorti che accolgono

il riposo di assopite coscienze, stanche

dopo la visita al mercato centrale

tra i saldi sui saponi

e quelli sui fucili.

Nonostante gli sconti sui cuscini

su di essi ancora resta la mattina

l’orma del sogno di una cosa

che non riusciamo a ricordare.


Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 Marzo 1922. Morì assassinato il 2 Novembre 1975 e questo ancora ci duole.

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8
Feb 10

“Windows”

Questa vita

sempre più simile ad un foglio Excel: inutile

interminabile riempire infinite

celle vuote

e necrologi in PowerPoint

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7
Feb 10

Quei suoni che la mano non trattiene

Sospese come sassi sospettosi stanno

strette sulla sottile soglia del

senso che le aspetta sussurrando

son qui.

Si schiudono in un soffio schivo

svolando via se non

le sfiori neanche, ma se le tocchi

ti scavano la schiena oppure

ti sferzano la faccia con una carezza.

Soffocano in gola le sillabe

sedute sul silenzio mentre

sfuggono la voce che soffia un

parlami.

Sfiorita l’ugola dell’appasito canto

straripa la parola in un singhiozzo

con l’inchiostro che scorre dall’occhio

sull’ennesimo foglio di carta.

(a N.C.)

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5
Feb 10

Buonanotte

Dormire è difficile se penso

al risveglio. Sotto

il mio cuscino un cimitero

i sogni

mi aspettano in silenzio.

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4
Feb 10

Gaza – Non in mio nome

Gino Di Costanzo ha pubblicamente depennato il suo nome dalla lista degli italiani rappresentati dalle dichiarazioni del Premier in occasione della sua visita a Gerusalemme. Si è spontaneamente formata una lista di nomi che si stanno aggiungendo l’uno sotto l’atro al grido di “Non in mio nome”. Se sei dello stesso avviso, aggiungi la tua firma al post: farai parte dei depennati. Io ho aggiunto il mio, con una breve postilla.

Gaza – Non in mio nome

Non sarà in mio nome

che i gelsi reclineranno la testa

Non in mio nome

i rami dei salici penderanno

nei giardini spezzati delle case

Non in mio nome

le strade si riempiranno di pioppi

e la scritta: fate silenzio.

 

Non sarà in mio nome

che si griderà vittoria

Non in mio nome

si vendicherà una sconfitta

che io non ho cercato

Non in mio nome

una bandiera sventolerà sulle teste

di chi non la vuol vedere.

 

Non saranno in mio nome

le scie di cielo verde la notte

Non in mio nome

il fumo e i calcinacci

levarsi come incenso sulla strada, staccarsi dai palazzi

Non in mio nome

i padri fucilati

i figli coi fucili

e i ventri delle madri rattrappiti.

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29
Jan 10

Walt, dove sei?

Lascia

ciò che chiami Io

sospendersi nell’Altro

Ti sorprenderà

non riconoscere che

te.


Continua a leggere qui



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28
Jan 10

Haiti


A Port-au-Prince

(la terra trema)

le case sui tetti

(la terra trema)

le teste pendono

(la terra trema)

al di sopra dei petti

(la terra trema)

sotto i mattoni

(la terra trema)

le gambe rotte

(la terra trema)

le braccia monche

(la terra trema)

sparse per terra

(la terra trema)

macchie di sangue

(la terra trema)

sopra le pietre

(la terra trema)

fosse comuni

(la terra trema)

accolgono corpi

(la terra trema)

ardendo in rossi

(la terra trema)

mucchi di morte

(la terra trema)


A Port-au-Prince

(la terra trema)

zoppi rincorrono

(la terra trema)

bottiglie d’acqua

(la terra trema)

e tintura di iodio

(la terra trema)

mentre i vestiti

(la terra trema)

e le coperte

(la terra trema)

chi può le prende

(la terra trema)

a chi giace per terra

(la terra trema)


A Port-au-Prince

(la terra trema)

gli aiuti stranieri

(la terra trema)

subliman le colpe

(la terra trema)

delle loro colpe

(la terra trema)

mandando soldati

(la terra trema)

a puntare mitra

(la terra trema)

a dare botte

(la terra trema)

alle pance vuote

(la terra trema)

di un popolo morto

(la terra trema)

in differita

(la terra trema)


Noi dispiaciuti

(la terra trema)

preghiamo per loro

(la terra trema)

doniamo denaro

(la terra trema)

perchè in TV

(la terra trema)

vediamo un bambino

(la terra trema)

che ha perso una gamba

(la terra trema)

la casa e la mamma

(la terra trema)

poi ci sdraiamo

(la terra trema)

nel nostro lettino

(la terra trema)

spegniamo la luce

(la terra trema)

sul comodino

(la terra trema)


A Port-au-Prince

(la terra trema)

la terra ha tremato

(la terra trema)

quando nel mondo

(la terra trema)

i cuori già non battevano più.

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27
Jan 10

Auschwitz Birkenau – Trilogia di un deportato

Entrammo in massa,

uscimmo in mucchi.

 

Il Treno

Tra le fronde del Frassino vidi

arrivare

sulle rotaie ancora calde

dell’ultima partenza

vagoni vuoti e senza finestre

riempirsi di Uomo

e le sue carcasse.

Pianse la mamma

quando

mi vide arrivare in braccio

al bruno gendarme:

giocai

a nascondino con la vita

e la morte mi venne a cercare.




Il Campo

File di corpi

nudi

in mucchi

accatastati




Gas

Soffiava leggero

da sotto il soffitto

D’affanni e sospiri

gonfiava la stanza

stringendo la gola

al fiato sottile.


Ho visto la morte

e aveva i miei occhi.


(pubblicato su PoetarumSilva)

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23
Jan 10

Caro me stesso


Caro me stesso,

da quando non sei

mai esistito

non ti riconosco più,

rinchiuso in un usbergo

lippoloso che si appiccica

alla carne

come cispa sulla faccia

che ti strappa le ciglia se

apri gli occhi di mattina.

Dev’essere un segnale, penso

continua la lettura qui.

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22
Jan 10

Lo starnuto

Nascosto dietro un dente

coi piedi affondati nel Tartaro

solletico la punta

multiforme

della lingua

e aspetto lo starnuto.


Preferisco

schiantarmi contro un fazzoletto che

mettere

radici in una bocca.

Foss’anche la mia.


(In risposta a Gino Di Costanzo.)

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