Archives for category: Poesia Civile

 

L’Agnello e i pecoroni

Dicono che un giorno un Agnello
offrì all’Uomo il suo costato.
Da allora ancora si sentono
nell’aria profumo di patate
al rosmarino e le voci
belare.

 

 

La Resurrezione della salsiccia

A chi ti percuote su un gluteo, porgi anche l’altro; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.

(dal Vangelo secondo Luca)

(Chi ha orecchi per intendere, intenda.)

 

Salve,

la presente e il suon di lei
- come da oggetto, s’intende -
solo se con Outlook sennò è muta,
vale come richiesta d’iscrizione
ai sensi degli articoli non circoscritti, già
sottoscritti dalla segreteria del segretario del
partito mai tornato – nemmeno, chessò,
una lettera o una telefonata.

Raccomandata
con ricevuta di ritorno,
la carta spesso è straccia,
nonostante la marca da bollo,
se non canta.

La burocrazia lascia il tempo che trova,
quello che ci resta
prima della archiviazione.

Cosa importano le grida
di tua madre se
dal corpo sgrava l’utero
della civiltà?

Sotto l’ampia fronte il tuo pensiero,
arricciato tra i solchi delle raggrinzite
rughe, grondava le parole
del suo privilegio
sui tetti gialli che otturavano le case,
fino a che non ti si smise
il fiato dalla bocca.

Dalle tue ceneri rinasce
ogni giorno da allora
zoppa la fenice
o senza un ala che muova
un poco d’aria intorno.

Non brilla la virtù opaca
dei discorsi ripetuti
alle televisioni violentate
da qualsiasi microfono.

Son di moda oggi i froci
comunisti
: li puoi incontrare
ovunque nei palazzi
alti, tranne di domenica
Ché cantano nei cori.

I fetusi già
non tingono più le sabbie
né giocano con le palizzate delle spiagge:
rimboccate le maniche
per non sporcare il vestito buono
agitano gli avambracci pelosi
con la faccia all’ombra di un pino
sotto il quale scrivono le leggi
della religione del mio tempo: corpi
semimorti che accolgono
il riposo di assopite coscienze, stanche
dopo la visita al mercato centrale
tra i saldi sui saponi
e quelli sui fucili.

Nonostante gli sconti sui cuscini
su di essi ancora resta la mattina
l’orma del sogno di una cosa
che non riusciamo a ricordare.

 

Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 Marzo 1922. Morì assassinato il 2 Novembre 1975 e questo ancora ci duole.

Gino Di Costanzo ha pubblicamente depennato il suo nome dalla lista degli italiani rappresentati dalle dichiarazioni del Premier in occasione della sua visita a Gerusalemme. Si è spontaneamente formata una lista di nomi che si stanno aggiungendo l’uno sotto l’atro al grido di “Non in mio nome”. Se sei dello stesso avviso, aggiungi la tua firma al post: farai parte dei depennati. Io ho aggiunto il mio, con una breve postilla.

Gaza – Non in mio nome

Non sarà in mio nome
che i gelsi reclineranno la testa
Non in mio nome
i rami dei salici penderanno
nei giardini spezzati delle case
Non in mio nome
le strade si riempiranno di pioppi
e la scritta: fate silenzio.

Non sarà in mio nome
che si griderà vittoria
Non in mio nome
si vendicherà una sconfitta
che io non ho cercato
Non in mio nome
una bandiera sventolerà sulle teste
di chi non la vuol vedere.

Non saranno in mio nome
le scie di cielo verde la notte
Non in mio nome
il fumo e i calcinacci
levarsi come incenso sulla strada, staccarsi dai palazzi
Non in mio nome
i padri fucilati
i figli coi fucili
e i ventri delle madri rattrappiti.

Lascia
ciò che chiami Io
sospendersi nell’Altro
Ti sorprenderà
non riconoscere che
te.

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