Se a qualcuno era capitato di credere di aver toccato il fondo, beh… sarà stato costretto a ricredersi.
Si è assistito, a seguito delle vicende delle ultime settimane, al passaggiodell’Italia da Repubblica delle banane a Repubblica delle puttane. Con buona pace di Papa Benedetto XVI che chiede spiegazioni come se l’evidenza dei fatti non bastasse, dei cattolici sostenitori del santo legame matrimoniale, dei bigotti che si scandalizzerebbero a guardarsi nudi negli specchi, dei partecipanti e degli organizzatori del Family Day. E in barba alla morale di facciata dei cittadini distratti , ai costumi che diventano sempre più facili, all’etica di una civiltà, al rispetto dei criteri di decenza auspicabile – se non da tutti – almeno da chi li determina legiferando, alla parità tra i sessi ed alle lotte femministe che – a quanto pare – sembrano aver raggiunto come obiettivo poltrone e posizioni di livello da cui fanno ciò che gli si dice di fare. E alla faccia delle leggi contro la prostituzione che multano sia chi la pratica come mestiere sia chi ne risulta essere “ultimo utilizzatore”.
Berlusconi, Noemi, le veline in Europa, le telefonate a Saccà, le escort che dalle camere da letto di Palazzo Grazioli approdano direttamente sul qualche set di RaiSet o su qualche poltrona in Parlamento, non sono altro che l’istantanea scattata anni or sono con la nascita di Mediaset, e che ora sta semplicemente fissando sulla pellicola mettendosi a fuoco. Non mi sto riferendo, in questo caso, a Mediaset come impresa ma come avvenimento storico che ha modificato – peggiorandolo - il tessuto socio-culturale italiano irrimediabilmente. Siamo in presenza di uno dei tanti reality show prodotti dalla Enimont, di un grande Grande Fratello, di uno di quei serial dagli intrecci impossibili.
A tutto questo va poi aggiunto il fattore Berlusconi: uno dei profili psicologici più interessanti che la Storia abbia mai regalato all’umanità, dopo quelli di Mussolini e Hitler. Quando si guarda ad un politico o ad un’alta carica istituzionale, non bisognerebbe mai dimenticarsi dell’uomo che ne porta le vesti. L’Io ipertrofico del nostro Presidente del Consiglio è stato il principale e forse unico responsabile di quel complotto di cui Berlusconi stesso si sente vittima. Il narcisismo ed il protagonismo patologici che hanno contribuito per la gran parte al successo (?) a tutti i costi di questo individuo sono gli stessi che lo stanno accompagnando per mano al suo declino. Berlusconi avrebbe dovuto capire – e forse lo ha sempre saputo – che ottenere tutto, dalle tre televisioni quando se ne possono avere solo due ai capelli quando invece si è calvi, significa anche e inevitabilmente che in quel tutto poi si muore soffocati. Nonostante fin’ora fosse stato convinto di aver trovato un modo per galleggiare su quel tutto senza affondare mai: il ricatto. Con l’idea, spesso vincente, che se in molti sono nelle stesse condizioni, alla fine il sistema non cede trascinandoti nel suo baratro.
Berlusconi non ha però tenuto conto di una cosa, che non sarebbe neanche difficile da intuire: ci sono, a questo mondo, anche persone che ritengono di non avere nulla da perdere. E una donna che vende il proprio corpo può essere una di queste.