Dopo le sei

Il fragore del fragile giorno
Scolorisce poco a poco d’incanto,
s’assopisce la piazza in un manto
ch’imbrunisce del sole la voce..

La città già s’osserva più attorno
ché nei vichi la gente s’appresta,
non si vede più dalla finestra
l’ingiallito scaldar della luce..

Il cielo è una buccia di pesca:
dai muri tira su la coperta
mentre ad ovest reclina la testa..

L’aria s’è già fatta più fresca,
piano piano si chiude la porta;
laggiù, forse comincia una festa.

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