Gaza, Operazione “Piombo Fuso” e Gerusalemme occupata

L’operazione Piombo Fuso, che lo scorso anno a visto migliaia di civili palestinesi morire sotto una pioggia di bombre (anche) al fosforo, ha “macchiato” la dignità del governo israeliano con un’onta di vergogna che si è estesa a livello internazionale (anche se non si sono viste molte conseguenze, né i politici ed i militari israeliani arrossire). La principale ragione di tale vergogna sta nell’aver contravvenuto ad una serie di regole da rispettare in temppo di guerra, stabilite dalle varie Convenzioni di Ginevra.


Mi chiedo: ma quando esattamente è morta la nostra umanità, se è il mancato rispetto di una regola a scandalizzarci o inorridirci? Ma che livello di follia della ragione abbiamo raggiunto, se siamo stati in grado anche di darci delle regole per fare la guerra? Come se rispettandole, la guerra potesse essere benvista, accettata o magari auspicata più volentieri. Come se la guerra avesse bisogno di regole, essendo una circostanza assolutamente inevitabile. Il livello di paradossalità raggiunto supera Zenone di gran lunga. La guerra è un male sempre, a dispetto di coloro che credono che sia un male necessario: non vi sono guerre giuste e guerre sbagliate; non vi sono ragioni che le possano giustificare; non vi sono circostanze che le possano determinare prescindendo dal nostro giudizio.

(I due interessanti reportage che hanno raccolto ciò che non è “passato”, come spesso accade, per le vie maestre sono di Vanguard.current.com)