Il Gruppo editoriale Mauri Spagnol - una holding che conta su nomi quali Longanesi, Guanda, Garzanti, Ponte alle Grazie, Chiarelettere e molti altri – ha indetto l’ “ennesimo” concorso letterario per penne in cerca di editore. Dalla sua, però, ha il fatto di essere gratis e sembrare davvero serio, vista l’autorevolezza dei promotori.
Lo scopo del Gruppo Editoriale è quello di trovare “scrittori unici, capaci di emozionare i lettori per la durata di un racconto lungo, di una raccolta di racconti o di un intero romanzo”, ripetendo l’esperienza del 2000 che ha visto la pubblicazione dei dieci racconti finalisti in una raccolta per la Longanesi.
Per partecipare al concorso è necesario avere più di 16 anni ed un racconto, una raccolta di racconti o un romanzo da sottoporre ad una giuria di lettori “non addetti ai lavori” in assoluto anonimato – è richiesto uno pseudonimo. L’iscrizione è aperta fino al 31 Marzo, giorno ultimo di consegna dell’opera che fino a tale data può essere ampliata, accorciata e modificata in ogni sua parte.
La partecipazione è semplice e richiede solo di attenersi a quanto indicato dal regolamento. Per eventuali dubbi o chiarimenti, si può visitare la pagina delle FAQ o scrivere direttamente a ioscrittore@illibraio.it.
Il fine ultimo del torneo è “la pubblicazione in forma di e-book dei 30 libri finalisti e la pubblicazione del libro del vincitore ed eventualmente di altri prescelti con una delle sigle del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS)”.
L’unica pecca, se vogliamo, del concorso è il metodo di selezionamento dei testi. Sul sito del torneo si legge che “i concorrenti sono chiamati a esprimere un giudizio sulle opere in gara sulla base della lettura dell’incipit del libro“. Mentre, da un lato, è un buon tentativo di ripristinare la pratica (ormai in disuso) di far leggere gli scrittori (o potenziali tali) tra loro, dall’altro ritengo sia abbastanza opinabile ritenere di poter giudicare un testo dal suo incipit, soprattutto quando i testi in gara sono molto diversi tra loro e giudicare l’incipit di un racconto è cosa ben più determinante che giudicare l’incipit di un romanzo. Ma è meglio di niente, o no?
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