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Le cose che succedono sono davvero tante. Arrivano l’una dopo l’altra e a volte, come nell’ultimo periodo, si accavallano l’una sull’altra. Come se la vita, la storia, venisse periodicamente presa da un’incredibile fretta di accadere. E certe volte non si sa proprio da che parte guardare,o cosa guardare, tante sono le cose esposte ai nostri begl’occhi. Nonostante il nuovo s’affanni, però, c’è chi del vecchio continua a preoccuparsi. E se ne ricorda.

La faccenda della Mondadori, iniziata nel lontano 1989, sembra volgere al termine. Nonostante Berlusconi abbia usufruito delle attenuanti generiche, facendo decadere le accuse a lui rivolte in prescrizione, ha di che preoccuparsi. La Corte di Cassazione, infatti, tre anni fa ha stabilito che

“Silvio Berlusconi, nei cui confronti è stata emessa sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, che ben poteva chiarire la causale del bonifico addebitato da conto non ufficiale del suo gruppo – i soldi che sono poi finiti al giudice Metta – dopo aver concordato la data del suo esame – cioè del suo interrogatorio – comunicava tramite i suoi legali la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

“Il percorso del denaro dai vari conti Svizzeri costituisce un imponente quadro indiziario preciso, univoco e concordante, tale da assurgere a piena prova e consente di affermare che il giudice Metta ha venduto agli stessi intermediari, nello stesso periodo, anche la causa Mondadori.

“ Berlusconi è, in questa vicenda, un privato corruttore. L’attività degli estranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere in via diretta dal privato interessato.

“La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore [...] niente generiche agli intermediari e al giudice, perché l’enorme gravità del reato e la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile, secondo i quali la giurisdizione è valore e presidio a tutela di tutti i cittadini, ma un conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte [De Benedetti] nella causa civile e per le ricadute sul sistema editoriale italiano, trattandosi di una controversia, la cosiddetta guerra di Segrate, finalizzata al controllo dei mezzi di informazione.

“Niente attenuanti per la spiccata intensità del dolo, per i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente, per i comportamenti processuali tenuti da Previti e dagli altri che hanno continuato a rendere continue e spudorate menzogne.”

Non ci resta che attendere e vedere se la prossima sentenza civile vedrà un giudice alla stregua di Metta, altrimenti detto “mano veloce” (a scrivere 169 pagine di sentenza in 24 ore e acor meno a far sparire i 400 e passa milioni di bustarella), oppure se ci sarà un giudice che penserà sia giunta l’ora di risarcire i danni compiuti dal Gruppo Fininvest. Rimaniamo tutti in trepidante attesa.