Tra poco meno di una settimana si vota per le elezioni regionali. Il fortunato cittadino democrata avrà l’onere e l’onore di esprimere, attraverso l’esercizio del voto – emblema della democrazia e dello stato di diritto, la sua preferenza. Giunte regionali, assessori dalle più varie mansioni e l’intero apparato burocratico saranno al servizio della popolazione, sforzandosi di offrire i servizi migliori e più efficienti al buon cittadino democrata che, proprio per questo, paga le tasse e rispetta la legge. Fino al prossimo turno, tra cinque anni – se tutto va bene.

Senza rendermi conto, in poche righe sono riuscito a sconfinare nella fantascienza. Non accadrà nulla di quanto detto sopra, a partire dal voto e dalla scelta che, di fatto, è una pratica democratica fittizia. Sceglieremo, infatti, non chi più ci aggrada, bensì tra i vari cessi quello più pulito. Mettendo da parte la scandalosa vicenda delle liste del PDL, la nomina dei candidati non è meno vergognosa – a partire da De Luca, nominato dal PD ed appoggiato da Mr. Lealtà e Giustizia Di Pietro. Una esemplare presa per il culo in conformità alle leggi vigenti, una posticcia struttura burocratica e un intricato labirinto di leggi sono ciò che resta della nostra tanto amata democrazia: un modo per metterlo nel culo alla maggioranza, ottenendone il consenso.

Nomi su nomi si accavallano l’uno sull’altro, allungando le liste, sporcando i muri delle città con i loro faccioni satolli, puliti, sbarbati e rilassati; presenze su presenze sui video-schermi a dirci, prometterci, parlarci, chiamarci, convincerci. Sinceramente, più che l’imbarazzo della scelta, io parlerei di scelta imbarazzante.

Buon vuoto a tutti e “Viva la Democrazia”.