Tra non molto nessuno potrà più dire: “possono prendermi tutto ma non le mie idee: questa è la mia libertà”. Una delle frasi più rappresentative della coscienza di un uomo e del concetto stesso di libertà fra qualche generazione non verrà più pronuciata. Non sarà più compresa. non potrà esserlo. Il concetto stesso di coscienza e di libertà sarà sparito sotto l’ombra di un enorme, voluminosissimo nulla.

Dopo essere riusciti a limitare – se non ad impedire – l’esercizio del diritto a sapere, in Parlamento si stanno occupando ora del diritto a ricordare (quel poco che fino ad ora si è riusciti a conoscere).

Il deputato leghista Carolina Lussana - già moglie del deputato PDL Giuseppe Galati - ha presentato il 20 Maggio una bozza di legge sul diritto all’oblio, con annesse relazione delle motivazioni e totale appoggio del Garante per la Privacy.

La legge, intitolata “nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su Internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”, è finalizzata a:

riconoscere ai cittadini, già sottoposti al processo penale, il cosiddetto diritto all’oblio su Internet, cioè la garanzia che decorso un certo lasso temporale le informazioni, immagini e i dati riguardanti i propri trascorsi giudiziari, non siano più direttamente attingibili da chiunque. Prima della nascita di Internet l’eco delle vicende giudiziarie di una persona imputata in un processo penale, finiva per esaurirsi in tempi accettabili.

Dall’alto della sua poltrona, la Lussana trova che la possibilità di una fruizione permanente di informazioni attraverso internet sia inaccettabile, e che il fatto che un cittadino si informi su chi sta per votare o su chi sia l’azienda di cui compra i prodotti sia indiscutibilmente increscioso. Il deputato leghista, come motivazione alla sua proposta di legge (che si spera resti tale), si appella al diritto di una serena riabilitazione di chi si renda colpevole di reati. Chiaramente una motivazione di facciata, visto che per difendere questo diritto ci sarebbe bisogno di riformare i canali di riabilitazione trasformandoli in percorsi educativi, piuttosto che cercare di nascondere un errore rischiando di favorirne la reiterazione.

Curioso come la diffusione di tali informazioni appaia inaccettabile solo in versione online. Probabilmente la motivazione è data dal fatto che il cartaceo non ha bisogno di leggi che indichino “la retta via da seguire” per l’educazione all’oblio della popolazione…

Chissà, forse che Berlusconi & C. (e tutti gli altri, s’intende) sulla soglia della quarta età stiano cercando di decidere da vivi cosa dovrà essere ricordato di loro? Con gli Italiani che, si sa, sono un popolo smemorato e disabituato alla lettura ed alla cultura, la Mondadori che si preoccupa di pubblicare i libri di Storia dei nostri figli, le TV che mandano in onda i vari reality di intrattenimento intervallati da servizi documentaristici che rappresentano un latitante come un esiliato (leggi: Bettino Craxi) credo siano già a buon punto.

Il video qui sotto è la sintesi del concetto di Giustizia ideale per la parlamentare Lussana.

“Amministrazione della giustizia che non corrisponde a quello che i cittadini vorrebbero”, “scarcerazioni facili”, “persone che subiscono una condanna e vengono lasciate facilmente in libertà”, “principio della certezza della pena”. Che io sappia, nessuno di questi principi viene perseguito da leggi come quella di cui stiamo parlando. Per non parlare del Lodo Afano o della legge sulle intercettazioni.

A tal proposito, invito tutti a dare alla Lussana una delucidazione sulle esigenze popolari in termini di giustizia postando un commento al video oppure scrivendo a LUSSANA_C@CAMERA.IT .

Questo è il testo della email che le ho inviato:

 

Gentile Onorevole Carolina Lussana,

La “amministrazione della giustizia che i cittadini vorrebbero”, a cui lei fa riferimento in una sua intervista (http://www.youtube.com/watch?v=4RG1P2ef9pg ), mi sembra si stia risolvendo in interpretazioni piuttosto distanti dall’ascolto dell’esigenze popolari relative a tale ambito. Non mi risulta, infatti, che la cosiddetta “legge sulle intercettazioni”, il cosiddetto “Lodo Alfano” e la Sua ultima proposta di legge che istituzionalizza l’oblio nascondendosi dietro la difesa del diritto di chi sbaglia ad una serena riabilitazione, corrispondano al desiderio di rinnovamento della Giustizia che molti Italiani si auspicano per il futuro – che dura ormai da 60 anni. Piuttosto, se proprio si vuol parlare di espressione della giustizia a livello popolare, bisognerebbe fare riferimento alle proposte di legge referendarie a favore delle quali giacciono – chissà dove – centinaia di migliaia di firme di Italiani che richiedono un parlamento possibilmente senza condannati.

Alla luce di quanto esposto, gradirei, come cittadino, maggiore trasparenza e soprattutto coerenza tra quello che si afferma nelle interviste o si dice dai palchi e quello che poi in Parlamento si propone, e che venisse interrotta quella che io interpreto come una continua offesa all’intelligenza mia e dei cittadini di questa impoverita Nazione.

Cordialmente,