Dunque, dopo mesi di dibattito non siete ancora giunti ad una conclusione. Questo accade quando il problema è fittizio oppure è mal posto.

Vi lamentate che la vostra voce resti inascoltata, e questo vi preoccupa e vi offende. Vi preoccupa perché è giusto pensare che una società che non ascolti la voce dei suoi intellettuali è più probabilmente destinata ad un percorso infelice; vi offende perché vi fa sentire inutili, invalorati, come un giocatore perennemente in panchina o un operaio annoiato che fissa il suo mostro meccanico in silenzio.

Lamentate la mancanza di spazi che, però, io vedo ancora numerosi: basti considerare quelli che hanno accolto negli ultimi mesi i vostri rumorosi rimbrotti. Lamentate la mancanza di mezzi e qui, forse, potrei darvi ragione, a patto di considerare come mezzi solo quei canali da voi considerati e che sono quelli istituzionali.

Viste le premesse ed essendo io in buona fede, voglio pensare non che il problema sia un modo come un altro di parlare di qualcosa per avere visibilità, come un attore fallito che partecipa ai talk show parlando del proprio fallimento, ma che il problema sia mal posto.

I vostri ragionevoli piagnistei si volgono dal lato del potere, dove spesso le lacrime vengono confuse col sudore: cercate appoggio e comprensione dalla parte sbagliata del mondo, dove difficilmente sarete ascoltati.

Sognate di andare in TV a dire al mondo che la TV è una incantatrice di serpenti e che la ricerca della verità deve essere portata avanti altrove. Ma già ci fu qualcuno, anni fa, che lo fece. Ed è proprio per questo che non ve lo lasciano più fare. Anelate ad un rinvigorimento delle terze pagine morte e sepolte su giornali che ogni giorno perdono sempre più credibilità. Lamentate le porte chiuse a più mandate delle Università, dove da tempo non si insegna nulla che vada oltre la riproduzione di un mondo sempre più uguale a se stesso.

Io non vi rimprovero ciò che dite, ma il modo in cui lo dite e, soprattutto, a chi vi rivolgete. Non potete continuare a pensare di poter cambiare il mondo o la vostra situazione con invettive lanciate dalle colonne di un qualunque periodico. Il tempo in cui gli articoli risuonavano come bande è passato da un pezzo. Oggi siamo in democrazia (?), dove ognuno è libero di dire quel che vuole e proprio per questo ciò che dice subisce un ridimensionamento che forse non potete (o volete) accettare. Le voci che hanno qualcosa da dire si sono moltiplicate a dismisura, ed anche questo ha infiacchito la forza delle parole di tutti. Non sto dicendo che ciò che dite abbia perso di senso, né che tutti abbiano sempre qualcosa di interessante da dire. Ma chi riuscirebbe ad apprezzare un’Aria sulla A14 il week end di Ferragosto? Read the rest of this entry »

Il linguaggio di Alessandro Assiri è semplice, misurato. Il gioco poetico dei suoi componimenti si sviluppa quasi totalmente a livello sintattico, attraverso una struttura capace di unire in maniera impercettibile il passaggio logico al salto pindarico, con un utilizzo mimetico della metafora all’interno di un discorso che dà l’impressione di lesinare le parole. Più che dal classico “lavoro a togliere”, è dal bisogno di essenzialità che a me sembra nascano direttamente i versi di questo poeta. Ed è proprio grazie a questi versi “scarni” che la poesia di Assiri guadagna in immediatezza: ogni verso è un suggerimento, un indizio ben preciso a cui segue il successivo; sta al lettore tenere il passo, unire i puntini per ritrovarsi sorpreso di fronte ad una figura scolpita nella carta, dal taglio netto, sincero nonostante una considerevole dose di ambiguità. Se le poesie di Assiri fossero un romanzo non avrebbero trama, ma solo un lungo colpo di scena. Come sassi levigatissimi, viaggiano veloci privi di attrito, raggiungendo prima il colpo.

 

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io non vado, ti anticipo
non lascio, preparo
ogni passione è a primavera,
quando la vita dovrebbe sbocciare
invece spesso si infligge,
passione è farsi uomo
dove non occorre nulla
per descriversi
difendersi senza cambiarsi il nome

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1. Obiettivo del Premio: rafforzare i rapporti culturali italo-russi e valorizzare le opere di giovani narratori e traduttori, sia russi che italiani, dando loro la possibilità di trovare un editore e di confrontarsi, in tal modo, con un più ampio numero di lettori.

2. Organizzatori:

• In Russia: Istituto Letterario A. M. Gorky, Società russa degli autori (RAO) e altri enti pubblici e privati interessati;

• In Italia: Associazione Conoscere Eurasia, Istituto Italiano di Cultura a Mosca e altri enti pubblici e privati interessati.

3. Oggetto del Premio: racconti di giovani autori (da 18 a 30 anni). Le opere, non superiori a dieci cartelle, devono essere inedite, non premiate in precedenza, né segnalate in altri concorsi letterari. Ogni partecipante deve inviare un solo testo, scritto nella propria lingua, in italiano o in russo. Read the rest of this entry »


Libreria Interno 3 – Arti e Pensieri

Ateliers Via dei Due Gobbi 3 – Reggio Emilia

 

Sabato 24 Luglio

(dalle 21.00 alle 24.00)

 

 

POETARUM SILVA

(corpi a confronto)

 

READING LETTERARIO MULTIMEDIALE

a cura di Enzo Campi


con

 

Mariangela Guatteri, Arturo Moll, Mirella Gazzotti,

Silvia Molesini, Elena Lusvardi, Giovanni Campi,

Natàlia Castaldi, Antonella Taravella, Silvia Rosa,

Pierluigi Tedeschi, Federica Gramiccia, Anna Maria Meliga,

Stefania Crozzoletti, Enzo Campi,

 

 

 

Programma della serata

 

READING

 

Di sole voci (Silvia Rosa) – Ed. LietoColle

Ipotesi Corpo (Enzo Campi) – Ed. Smasher

Poetarum Silva (AAVV) – Ed. Samiszdat

Vertigini scomposte (Antonella Taravella) – Ed. Smasher

Prima vita (Stefania Crozzoletti) – Fara Editore

 

 

ANTEPRIME INEDITI

 

Due Dimensioni (Mariangela Guatteri)

La distruzione della morte affrescata (Silvia Molesini)

 

 

PROIEZIONI VIDEO

 

Simpliciter & Complicatibus ne La burla del tempo

di Giovanni Campi, interpretato da Nevio Gambula e animato da Orsola Puecher

Ipotesi Corpo

di Enzo Campi, con Mariaestella Coli, Chiara Puglisi, Antonio Iorio

 

 

PERFORMANCE

 

Grevelieve

di e con Pierluigi Tedeschi, e con Lucia Bonacini, Luca Censi

I Cantastorie

di e con Mirella Gazzotti, Anna Maria Meliga

 

 

INSTALLAZIONI

 

Il profilo delle parole (Pierluigi Tedeschi)

Gesti d’aria e incombenze di luce (Enzo Campi)

 

Mutevoli labirinti di forme: la natura e le sue metamorfosi

Curatrice: Greta Perletti (greta.perletti@unibg.it)


Il numero della rivista Elephant and Castle che qui si presenta si propone di raccogliere testi, materiale iconografico e recensioni che abbiano come tema le metamorfosi nel mondo naturale, con riferimento in particolare alle trasformazioni che interessano il regno vegetale.  La molteplicità delle forme della natura ha affascinato nei secoli poeti e naturalisti, artisti e filosofi, generando infiniti dibattiti e riflessioni sulla bellezza, la complessità e l’origine del mondo naturale. Ma è soprattutto nell’incessante mutare e trasformarsi della natura – nel suo instancabile divenire ‘altro’ – che l’immaginario trova un laboratorio ricco di suggestioni, capace di esprimersi e affascinare in epoche e luoghi assai diversi. L’Origine delle Specie di Charles Darwin (1859) si chiude con un ammirato tributo alla magnificenza della natura, colta nel sofisticato movimento di trasformazione delle sue forme: “[c]’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita […]; da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolvono”. È noto come per Darwin l’arte potesse essere solo una pallida imitatrice dello spettacolo offerto dal mondo naturale, con la sua infinita varietà di forme in costante mutamento. Eppure le metamorfosi del mondo naturale costituiscono da sempre un ricchissimo terreno d’indagine per l’espressione artistica, secondo un filo rosso che collega la classicità alle avanguardie (specialmente simbolismo e surrealismo) e alle sperimentazioni contemporanee. Mentre lo studio delle metamorfosi (specie nell’opera di Ovidio e Apuleio) si è spesso soffermato sulle trasformazioni che coinvolgono il regno animale, l’ambito delle trasformazioni relative al mondo vegetale rimane relativamente poco esplorato, nonostante le numerose riscritture che ne sono state compiute (si pensi alla ripresa della vicenda di Polidoro nella Commedia dantesca o ne L’Orlando Furioso, o alla novella di Lisabetta di Messina riproposta dal romantico Keats). È dunque ai percorsi dell’immaginario generati dalle metamorfosi del/nel regno vegetale che questo numero di Elephant and Castle intende rivolgersi, per esplorarne le ricadute nel discorso letterario, filosofico, artistico e scientifico. Se una declinazione preponderante di questo tema è costituita dai movimenti metamorfici che coinvolgono i due regni del vegetale e dell’umano (per limitarci alla mitologia, basti pensare a Dafne, Narciso, Filemone e Bauci, ma anche al grano che nasce dal corpo di Osiride), i contributi della rivista potranno indirizzarsi anche all’analisi delle trasformazioni e evoluzioni che avvengono in seno alla botanica (emblematico il caso de La Metamorfosi delle Piante di Goethe), o ai mutamenti delle forme naturali nella loro contaminazione con l’arte e l’architettura (ad esempio nell’Art Nouveau o in alcune sperimentazioni artistiche e cinematografiche contemporanee). Alcuni possibili (non necessariamente vincolanti) aspetti d’indagine potranno pertanto includere:

  • Le metamorfosi di/in piante e fiori nella mitologia e nell’arte;
  • Contaminazioni e trasformazioni tra regno vegetale e regno umano, animale, o inorganico in letteratura e arte;
  • La fanciulla-fiore in letteratura e arte;
  • Lo studio dell’evoluzione della pianta e del fiore in filosofia e scienza;
  • Fitomorfismo e biomorfismo in architettura e arte.

È gradita una manifestazione di interesse a partecipare alla pubblicazione entro il 15 agosto 2010, inviando il titolo del contributo, un abstract di circa 300 parole e una breve nota biografica a greta.perletti@unibg.it

I contributi dovranno pervenire in redazione entro il 31 gennaio 2011.


Qui la pagina ufficiale della rivista

Qui le norme per la stesura dei testi