Pier Paolo 88

Cosa importano le grida
di tua madre se
dal corpo sgrava l’utero
della civiltà?

Sotto l’ampia fronte il tuo pensiero,
arricciato tra i solchi delle raggrinzite
rughe, grondava le parole
del suo privilegio
sui tetti gialli che otturavano le case,
fino a che non ti si smise
il fiato dalla bocca.

Dalle tue ceneri rinasce
ogni giorno da allora
zoppa la fenice
o senza un ala che muova
un poco d’aria intorno.

Non brilla la virtù opaca
dei discorsi ripetuti
alle televisioni violentate
da qualsiasi microfono.

Son di moda oggi i froci
comunisti
: li puoi incontrare
ovunque nei palazzi
alti, tranne di domenica
Ché cantano nei cori.

I fetusi già
non tingono più le sabbie
né giocano con le palizzate delle spiagge:
rimboccate le maniche
per non sporcare il vestito buono
agitano gli avambracci pelosi
con la faccia all’ombra di un pino
sotto il quale scrivono le leggi
della religione del mio tempo: corpi
semimorti che accolgono
il riposo di assopite coscienze, stanche
dopo la visita al mercato centrale
tra i saldi sui saponi
e quelli sui fucili.

Nonostante gli sconti sui cuscini
su di essi ancora resta la mattina
l’orma del sogno di una cosa
che non riusciamo a ricordare.

 

Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 Marzo 1922. Morì assassinato il 2 Novembre 1975 e questo ancora ci duole.

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