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Quando i paradisi fiscali diventano un inferno giudiziario. Le scatole cinesi di Mediaset.

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Gira voce che il Cavaliere sia preoccupato. A disturbarlo sarebbe un fascicolo aperto dal Pubblico Ministero De Pasquale, il quale, attraverso una contestazione suppletiva riferita al processo Mediatrade, ha allungato il falso in bilancio fino al 2001, riabilitando Berlusconi & Co. alle accuse  di falso in bilancio e appropriazione idebita cadute in prescrizione nel 1999.

Oltre a questo, a rendere l’estate del Presidente ancor più calda è la notizia della perquisizione, avvenuta l’11 giugno scorso, della Arner Bank da parte della Guardia di Finanza in seguito a un’indagine della Procura di Milano, nata dalla denuncia di riciclaggio di denaro sporco o sospetto da parte di alcuni ispettori della Banca d’Italia. Nata come Finanziaria a metà degli anni 90, è diventata una banca a tutti gli effetti con sede centrale a Lugano e principale cliente Silvio Berlusconi e famiglia.

Nonostante il Lodo Alfano, che esime le alte cariche dall’imputazione di qualunque accusa fino al termine del mandato, la legge ex Cirielli, che diminuisce sensibilmente i tempi di prescrizione, e tutte le altre “trovate legislative” del governo, le due nuove inchieste (soprattutto la prima) mettono a serio rischio l’incolumità giuridica del Cavaliere. A meno di un nuovo exploit legislativo ad personam o che non riesca a farsi eleggere per almeno un altro paio di mandati.

Presidente, se mi legge, ascolti il mio consiglio: si rilassi e non ci pensi. Vada a stendersi nel lettone di Putin e chieda a qualcuno di portarle una Valeriana. O una Patrizia, una Barbara, una Noemi, una…


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