Quasi ogni Martedì

acquattato
su un ramo a testa in giù
attendo
che il mondo si metta a sedere
sulle ombre che fioriscono
finalmente ferme

a volte
risorgo alle mie spalle
per cogliere la vita in flagrante:
striscio in silenzio tra
i   n   n   u   m   e   r   e   v   o   l   i
corpi morti
fingendo di giocare
a mosca cieca

mi annoio
se ti tocco e non ti muovi
ipoteco un paio d’occhi per
un paio d’ali.

Da quassù
posso sentire i sogni
infrangersi e avverarsi
fare lo stesso
rumore.

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