Slot*

 

Raramente mi accorgo di me anche la notte fa ombra se il corpo alla luna espone la carne la pelle avvizzita vuol dire che il tempo nasconde nei solchi delle rughe il segreto della sopravvivenza abituarsi a morire un poco per volta a volte vorrei non saperlo vorrei non sapermi di fronte allo specchio la trasustanziazione della colpa non sapere il mio nome per chiederlo pronunciandolo sillaba a sillaba sgocciolando fonemi dalla bocca come bava con il giorno che si incastra negli occhi alle prime ore del mattino abitate dal sospetto che non sia un giorno nuovo mentre mi lavo i denti meditando su alcune questioni secondarie di poco conto come il grado di fatica che l’inutilità del vivere richiede oppure quante vite vale un pieno se cerco di ascoltarmi non ho nulla da dire riempio il silenzio che ho prodotto con vaghi progetti a medio e lungo termine o con buoni propositi di inizio stagione oppure con pensieri utili come ricordati di chiudere la porta di casa con la chiave quando esci fuori inevitabilmente coinvolto in una intricata ragnatela di relazioni che implicano cose come sorridere ai vicini votare soddisfarmi con qualcuno che vive con me dichiarare guerra ad un paese straniero esercitare la mia libertà d’acquisto tenere sotto controllo la prostata pranzare con i colleghi sostenendo valori di media portata produrre rifiuti organici non fare il bagno dopo pranzo partecipare ad eventi collettivi scusandomi di vivere lontano da quei luoghi di intrattenimento dove riversare le ultime energie inassorbite dal precariato comunicare con monoliti verbali tipo buongiorno dove pranziamo ti amo hai comprato il pane mi manchi arrivare in orario in ufficio esprimere emozioni come due punti meno parentesi chiusa oppure due punti meno pi sentirmi all’altezza dei tempi che cambiano perdemmo la coda quando iniziammo a trascinarci dietro il resto gli scheletri negli armadi hanno lasciato i corpi molli sprofondati nelle poltrone sfondate dalla forza di gravità depositato da qualche parte ai margini della coscienza mi scorgo impegnato ad assaporare un mondo senza presenza mentre il tempo lentamente mi tace.

(Antologia AA VV Poetarum Silva, Arturo Moll, Samiszdat 2010)

*il testo qui riportato presenta alcune lievi modifiche rispetto alla versione originale per volere dell’autore.