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Il Nuovo Secolo Americano: retroscena politici, sociali ed economici di una guerra annunciata


Nel suo film-inchiesta “Il Nuovo Secolo Americano”, Massimo Mazzucco – fotografo, regista e responsabile del sito luogocomune.it – si serve di ragionamenti logici, inquietanti coincidenze e documenti ed archivi storici per raccontare la storia di una strage annunciata: l’11/9.Il crollo improbabile delle torri, l’area più sorvegliata del pianeta invasa da aeroplani a bassa quota, l’aereo sul muro del Pentagono che produce un buco di soli 4 metri, la polizza assicurativa delle torri crollate, il bacino d’oro presente nel terreno sottostante l’attuale ground zero, i neocons, il PNAC, gli archivi ed i documenti storici, la CIA, l’FBI, l’Iraq, l’Afghanistan, il petrolio. Questi sono solo alcuni dei temi trattati.

Il documentario si concentra sulle cause dell’11/9 solo in apparenza: in realtà l’11/9 è il punto di partenza che Mazzucco ha scelto per raccontare gli obiettivi nascosti di una politica di respiro internazionale aggressiva e spregiudicata iniziata già più di un secolo fa, non solo da parte degli Stati Uniti ma anche di tutti gli altri Paesi che sempre (o quasi sempre) accorrono in suo sostegno. Un importante punto di vista che può sicuramente essere d’aiuto nell’interpretrare non solo quanto è accaduto nel recente passato, ma anche le scelte che caratterizzeranno il futuro prossimo.

(il video è su Arcoiris.tv)

Zero: inchiesta tutta italiana sull’11 Settembre

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ZERO è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.

Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale.

Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.


- Perché le Torri Gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center, mai colpito da un aereo, sono crollati a velocità di caduta libera?

- Che cosa è accaduto al Pentagono? Se un aereo lo ha colpito, dove sono i resti di quell’aereo? E come avrebbe fatto un Boeing dirottato a penetrare lo spazio aereo più protetto del mondo senza incontrare alcuna resistenza, proprio nel mezzo di quello che era ormai universalmente riconosciuto come un attacco terroristico?

- Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia intercettato nessuno dei quattro aerei dirottati? Com’è possibile che nessun responsabile di questo disastro sia stato punito o rimosso?

- Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Come sono entrati negli Stati Uniti?

- Cos’è realmente al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001?

- Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state ostacolate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse in brevissimo tempo?


A sei anni dall’evento che ha cambiato volto al mondo, queste domande rimagono ancora senza risposta.

A nulla è servita una Commissione ufficiale d’inchiesta. I suoi lavori sono stati contestati da molti: esperti dei servizi segreti, scienziati, parenti delle vittime.

Molti testimoni non sono stati nemmeno ascoltati, molte prove sono state ignorate. Il rapporto finale sorvola su molte, moltissime questioni chiave.

Per usare le parole di Robert McIlvaine, padre di una delle vittime delle Torri Gemelle, “la Commissione sull’11 settembre non è stata un’investigazione, ma un’esposizione”. Una mera esposizione di quella che ormai è conosciuta come “la versione ufficiale”, una versione monolitica e indiscutibile.

Secondo questa versione, la tragedia è stata il risultato di un’operazione condotta con successo da diciannove dilettanti di origine araba, comandati da un uomo che vive in una caverna afgana. Secondo questa versione diciannove dilettanti, armati di temperini, e con scarsissima esperienza di volo, avrebbero sequestrato quattro aerei di linea, li avrebbero diretti con estrema perizia contro i loro obiettivi senza l’ausilio della torre di controllo e passando inosservati attavero le maglie di uno dei migliori sistemi di difesa che la storia abbia mai visto. Secondo questa versione quattro piloti improvvisati, con alle spalle pochissime ore di volo e qualche ora di simulatore, sarebbero riusciti a colpire il 75% dei loro obiettivi con una precisione che nemmeno i più bravi piloti statunitensi sarebbero in grado di riprodurre.

Albert Einstein diceva: “È difficile conoscere la verità, ma a volte è molto semplice riconoscere una menzogna”.

A distanza di sei anni anni, se escludiamo un paio di passaporti bruciacchiati sorprendentemente sopravvissuti agli incendi delle Twin Towers e del volo 93, non esistono ancora prove di come si siano svolti veramente i fatti, non si ha alcuna idea di chi abbia veramente ideato gli attentati.

Tutto il mondo sa che a progettare gli attacchi è stato Osama Bin Laden.

Ebbene, a tutt’oggi, sul sito dell’FBI, Bin Laden è accusato degli sttentati del 1998, ma non dell’11 settembre.

E quando è stato chiesto all’FBI per quale ragione sul loro sito non abbiano accusato Bin Laden per l’11 settembre, la risposta è stata: “perché non abbiamo prove”.

In questi anni, molte domande sono emerse, troppi buchi neri senza una risposta. Domande che l’informazione ufficiale non ha il coraggio di affrontare.

ll più famoso anchorman statunitense, Dan Rather, ha dichiarato alla BBC NewsNight: “Non abbiamo indagato per paura di essere linciati”.

La nostra indagine sull’11 settembre è dunque ripartita da ZERO per ricostruire i fatti.

Non possiamo sapere tutta la verità su quanto è accaduto l’11 settembre, ma sappiamo cosa non è accaduto. Sappiamo che ci hanno mentito su molte cose, forse su tutto. Sulla base di queste menzogne, sono state scatenate due guerre, decine di migliaia di persone sono state uccise. Per questo, continueremo a sollevare dubbi, a porre domande.

Come cittadini di un mondo che l’11 settembre ha mutato per sempre, noi chiediamo, vogliamo, pretendiamo la verità.


“11 settembre, rompere il muro del silenzio”.

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