La maggioranza sta terminando la messa a punto dell’ultima porcata: la legge del processo morto. Forte del passato appoggio alle precedenti porcate da parte del Presidente della Repubblica, nemmeno si pongono il problema dell’incostituzionalità: sicuramente non incontreranno ostacoli e tutto filerà liscio, prima con la fiducia e poi con la firma di Napolitano, soprattutto dopo la ramanzina di Vespiana memoria che il Premier fece al Capo dello Stato per il risultato negativo che il Lodo Alfano ottenne al giudizio della Commissione Costituzionale.
Se è vero, come sembra che sia, che la legge sul processo breve non incontrerà ostacoli, sarà davvero una svolta nella giustizia italiana: se fin’ora ci si è preoccupati che la legge fosse uguale per tutti, dopo la legge-porcata verrà approvata, bisognerà iniziare ad assicurarsi che la legge non sia uguale per troppi. Una questione che la maggioranza (e non solo, vedi Casini) sta utilizzando come arma ricattatoria. Ormai lo dicono senza timore e peli sulla lingua: se non volete che la stragrande maggioranza dei processi in atto venga mandata a puttane, fate in modo di mandare a puttane solo quelli del Premer (che di puttane se ne intende).
Un timore che preoccupa l’ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, il quale – dalle colonne di Repubblica – fa sapere che
Insomma, come dire: Napolitano, non firmerai mica anche questa? Ha ragione Berlusconi: maledetti comunisti.