Tag Archives: Cristiano

Cyrano de Bergerac – L’ultimo romantico prima dell’invasione degli eroi

[flashvideo file=http://www.stroboscopio.com/wp-content/Video/Cyrano.flv /]


Il presente filmato è da intendersi a scopo educativo e senza fini di lucro.


Quando, il 28 Dicembre 1897, al Théâtre de la Porte Saint Martin andava in scena la prima di quella che sarebbe diventata la sua opera più famosa, Edmond Rostand, temendo un clamoroso insuccesso, si scusò con la compagnia per averla trascinata verso un probabile fallimento. Non sapeva, Rostand, che da lì a qualche ora il suo Cyrano de Bergerac gli avrebbe valso l’assegnazione della Legion d’Onore tra il fragoroso scroscio degli applausi del pubblico in sala.

Ispirata dalla figura di Savinien Cyrano de Bergerac, un eclettico scrittore e drammaturgo del ‘600 e precursore della letteratura fantascientifica, la commedia in cinque atti di Rostand rappresenta (assieme a poche altre opere dello stesso periodo) l’ultimo atto di resistenza di ciò che era rimasto del Romanticismo, ormai schiacciato dalla sempre più invadente presenza del realismo, che il neo-postivismo dell’industria e del primo capitalismo avevano introdotto (anche) nel mondo delle arti.

Oltre alle varie rappresentazioni teatrali, il Cyrano di Rostand può vantare anche molte trasposizioni cinematografiche dell’opera, la migliore delle quali è sicuramente quella del 1990 con la regia di Jean-Paul Rappeneau. La pellicola, costata venti miliardi, ha una scenografia impeccabile, la cui resa cinematografica è sicuramente dovuta al contributo dei costumi (per cui il film ricevette un Oscar) e ad un uso intelligente e ponderato della fotografia.

La memorabile interpretazione di Gérard Depardieu nei panni di Cyrano – doppiato da uno straordinario Oreste Rizzini nell’edizione italiana eccelsamente curata da Oreste Lionello – ha indubbiamente contribuito al successo di questo film ben riuscito, fondendo in un ritmo incalzante e sempre teso la musicalità degli alessandrini di Rostand con un’azione ricca di apparati figurativi che non si distaccano mai troppo dalla natura teatrale dell’opera rappresentata, realizzando una sintesi perfetta di parola e immagine.

Cyrano de Bergerac è l’anti-eroe per eccellenza, anche se, senza volerlo, è sicuramente un eroe agli occhi di chi lo osserva, sommerso dalla piccolezza dei suoi compomessi. Provocatore, anticonformista, avventuriero, il suo motto è libertà e, come tutti coloro che si sentono liberi, vive come chi non abbia mai nulla da perdere. Memorabile, a tal proposito, è il monologo in rima con cui egli rifiuta il mecenatismo, proposto come soluzione per il suo sostentamento da un amico.

Intelligente, sagace, pungente, padrone delle arti della parola e della rima, audace spadaccino, Cyrano è però incredibilmente brutto. Il suo naso enorme è il suo tallone d’achille: debolezza poco compensata da tutti i suoi pregi. Follemente innamorato di Rossana, sua cugina, non trova il coraggio – lui, così temerario – di dichiararle il suo amore, soprattutto quando viene a sapere della passione di lei per un gentiluomo, bello ma poco intelligente, di nome Cristiano.

Da vero romantico, Cyrano rinuncia per amore al suo amore, aiutando Cristiano a conquistare Rossana, compensando il suo proprio struggimento con la supposta felicità di lei.

In realtà, il vero romanticismo di Cyrano sta proprio nel suo personaggio: Cyrano rappresenta l’eccesso, nel pregio come nel difetto, il limite del genio, la dannazione dell’imperfezione umana e la estenuante lotta intrapresa contro di essa, portata avanti con la consapevolezza di chi sa di aver perso in partenza. Ma cos’è, in fondo, il romanticismo, se non quel cercare l’impossibile e perseguirlo, per dare alla vita un senso che, senza un tale attegiamento, non ci sarebbe? Cosa c’è, alla fine, di più romantico del mantenere sempre al limite la tensione tra il desiderio ed il suo appagamento?

Anche Cyrano morirà, come tutti gli uomini. Ma non invano.