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Uccidete la democrazia!


(Avviso: non so per quale motivo mi si sovrappone un altro video in home page. Per vedere Uccidete la democrazia cliccate sul titolo dell’articolo per andare nella pagina del post.)


Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio, con la regia di Ruben H. Oliva, hanno pensato e prodotto “Uccidete la democrazia!”, un film che si concentra sulle polemiche riguardo le elezioni politiche dell’Aprile 2006, cercando di dare fondamento alle accuse di brogli ipotizzate dalla notte stessa dei risultati elettorali. Un film-inchiesta-documentario che ricostruisce vari pezzetti di quanto accaduto prima, durante e dopo quelle fatidiche elezioni, in parte con spezzoni di riprese televisive, interviste e filmati e in parte con riproduzioni scenografiche “essenziali” ed attori decisamente non professionisti.

Senza badare troppo alla forma, di contenuti ce ne sono da vendere. Anche perchè “Uccidete la democrazia!” è un docu-film di ampio respiro non solo giornalistico ma anche storico, capace di ripercorrere i pezzi più importanti della storia della nostra Repubblica, indispensabili per poter vedere gli eventi come risultati di una serie di concause che, viste isolatamente, possono sembrare solo coincidenze. Uno spasso per chi ama porsi questioni e cercare di darsi delle risposte, ed uno spasso anche per chi ama definire tale atteggiamento come “complottismo”.

Chiunque voi siate a guardare questo film, resta incontrovertibile il fatto che “noi votiamo ma non eleggiamo”. E questo dovrebbe farci riflettere.

(Il documentario è su Arcoiristv)

Ho il piacere e l’onore di segnalarvi un articolo pubblicato da ByoBlu alla cui stesura ho partecipato. L’articolo analizza l’ultimo referto della Corte dei Conti che distilla una per una le cifre a svariati zeri dei rifornimenti, ehm… intendevo dire dei rimborsi statali ai partiti politici in relazione alle spese elettorali.

Tanto per darvi un’idea: l’ammontare dei rimborsi elettorali della recente tornata del 2009 è pari a 500 milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno. Circa 100 milioni di euro superiore al taglio dell’ultima finanziaria ai danni di scuola e università. Come dire che se l’università fondasse un suo partito politico non dovrebbe chiedere più soldi a nessuno (oltre a quelli già destinati ogni anno dallo Stato, che sono molti di più).

C’è un altro particolare degno di nota: la Corte dei Conti suole inviare ai Presidenti delle Camere i suoi referti, una volta terminati. Quest’anno, il referto in questione è stato depositato il giorno 4 Novembre 2009. Il caso ha voluto che, proprio quella settimana, la Camera dei Deputati fosse chiusa – a detta di Gianfranco Fini – per “mancanza di risorse economiche”. Voi ci credete?


Il Regno di Berluscolandia trema. Il caso Marrazzo scompare dalle pagine dei giornali per lasciare spazio alle incredibili dichiarazioni di Spatuzza, un amministratore di Mafiolandia che accusa Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri di essere dei mafiolandesi travestiti da comuni abitanti del regno. Dichiarazioni che sconvolgono l’opinione pubblica e che fanno gridare allo scandalo la maggior parte dei media i quali, evidentemente, non ricordano come le stesse identiche cose furono affermate già una decina di anni addietro da un altro mafiolese coi rimorsi, Francesco Di Carlo.

Così, mentre Marcello Dell’Utri si difende indossando brillantemente i panni dell’ospite-vittima seduto nel salotto dell’insetto-giornalista, l’imperatore, zitto zitto, effettua le prime prove tecniche di fuga lampo durante la inaugurazione della TAV a Torino, proprio il giorno in cui, in centinaia di piazze italiane e quarantacinque città estere, il popolo manifesta a favore di una detronizzazione del re.

Nel frattempo, la seconda personalità di Fini, un vassallo di corte, si fa sempre più pressante, costringendo il povero vassallo a dichiarazioni schizofreniche e contrastanti rispetto alla sua identità primaria. Prima firma la legge sull’immigrazione con Bossi “ce l’ho duro”, l’uomo di corte con la più elevata assuefazione al viagra dopo l’imperatore, e poi si pronuncia in favore del diritto di voto agli immigrati e dà degli stronzi ai razzisti in presenza di un gruppo di bambini rom e etnie varie. Il suo disagio psicotico, in una escalation inarrestabile, lo ha anche spinto ad affermare (convinto che non lo ascoltasse nessuno) che l’imperatore deve farsi processare da quegli esseri abominevoli e antropologicamente diversi dei magistrati, in cui egli ripone piena fiducia, scatenando le ire del re e dei suoi più fedeli servitori. Tra questi ultimi, Vittorio “Bau-Bau” Feltri, l’animale più fedele subito dopo le squillo di Tarantini, e Maurizio Belpietro, su cui non mi esprimo perchè mi è stato insegnato di avere rispetto per chi è diversamente abile.

In tutta questa confusione, il partito dell’opposizione si è scisso in più di due per solidarietà a Fini, che rischia di essere psichiatrizzato. Alcuni sono scesi in piazza durante il No Imperatore Day, senza salire sul palco per paura di essere spinti di sotto; Violante, il primo bambolotto antimafia che se gli premi la pancia dice “mi sono dimenticato di dirvi che ero stato invitato a colloquio da Ciancimino”, è andato in TV a dire che lo scontro tra due poteri potrebbe portare al collasso di entrambi, quindi meglio non far processare il re così tutti possono vivere felici e contenti. Bersani, invece, non ha partecipato alla manifestazione per ritirarsi nelle sue segrete stanze e pensare ad una soluzione politica con cui battere l’imperatore dispotico. Da allora, non è mai uscito. Tranne una volta per andare in bagno, con una evidentefuoriuscita di sangue dal naso, probabilmente dovuta allo sforzo intellettivo.

Per fortuna, in questo marasma generale, qualcosa di buono c’è stato: grazie a Report, la trasmissione di Milena Gabanelli in onda fino a quando Rai Tre non diventerà solo regionale con dei buzzurri che parlano un dialetto sconosciuto, è riuscita a far recuperare il tesoro nascosto di Tanzi “te lo do io il latte” in quadri ed opere d’arte del valore di svariati milioni di euro. Siccome però, molto probabilmente, si farà la riforma del processo morto, l’ex presidente della ParmaCrack se n’è sbattuto le palle.

Notte tempo, nonostante il ponte per il ponte dell’immacolata e la settimana del poker mondiale, il parlamento è riuscito a presentare l’ultima finanziaria: solo un miliardino di euro lo prenderanno dagli intrioiti dello scudo fiscale, perchè gli “utilizzatori finali” dello scudo non ricordano dove hanno seppellito il resto dei contanti da far rientrare (sono al momento in corso svariate ricerche, soprattutto nel siciliano); circa un terzo della manovra, invece, arriverà direttamente dalle casse dell’INPS, che ha un viadotto connesso direttamente con le nostre tasche. Infatti, i fondi del TFR “inoptato” (nel senso che non puoi scegliere mica tu come usarlo, anche se è tuo di diritto) ingresseranno nella finanziaria circa tre miliardi di euro.

A proposito di ponte, il governo del re, che è un governo del fare, si sta impegnando per portare a termine l’opera architettonica più importante del XXI secolo: il ponte sullo stretto di Messina. Per farlo, siccome il governo è attento all’ambiente, ricicleranno i resti della città dopo il terremoto.

(Le vignette sono del perfido Natangelo e del cattivissimo Gavavenezia)

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IL FATTO QUOTIDIANO

Ballaro(bondi)
















Un altra interessante puntata di Ballarò con ospiti il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il leader dell’IdV Antonio Di Pietro, il presidente della commissione finanze del Senato Mario Baldassarri, Bruno Tabacci di Alleanza per l’Italia, l’economista Giacomo Vaciago, la direttrice dell’Unità Concita De Gregorio. Si è discusso di Lodo Mondadori, deposizione del pentito Spatuzza, udienza del processo Mills, riforma della giustizia, economia e legge finanziaria.

Giovanni Floris ha raccolto anche un intervento del Presidente della Camera Fini, tirato in ballo nella trasmissione con l’ormai famoso fuori onda di Repubblica. Ancora una volta,Gianfranco Fini ha dimostrato di essere un politico capace ed equilibrato, l’unico ancora in grado di rappresentare una destra che sa riconoscere gli estremi e li tiene ben lontani.