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Immigrati, questi "ebrei" moderni

«I risultati sui nostri contrasti all’immigrazione clandestina sono molto positivi e una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali». Con queste affermazioni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi terminava il Consiglio dei Ministri, tenutosi ieri a Reggio Calabria a seguito dei fatti di Rosarno. E pensare che, solo il giorno prima, si celebrava in tutto il mondo (non proprio tutto tutto; magari i palestinesi avevano altro a cui pensare) la Giornata della Memoria dedicata alle vittime dei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono bastate 24 ore per dimenticare tutto e tornare alla cruda realtà, spiegata, chiarita, giustificata con numeri, statistiche, dati di fatto.

Proprio come fece Hitler quando gli chiesero: “Hey,  Mein Führer, ma perchè proprio gli ebrei?”, e di tutta risposta egli scrisse un libro.

A cosa serve istituzionalizzare il Giorno della Memoria, se poche ore più tardi si offre la voce a tali affermazioni? Per legge, ogni 27 Gennaio siamo obbligatoriamente autorizzati a ricordare milioni di ebrei morti ammazzati durante la Seconda Grande Guerra. Ma, allo stesso modo, siamo autorizzati a dimenticarcene il resto dell’anno. Cos’è mai tutto questo, se non l’ennesima farsa socio-culturale?

Certo, Berlusconi non ha parlato di sporchi negri (solo i comunisti sono sporchi, per lui), nè di immigrati in generale. Il Presidente ha utilizzato parole ben precise, e cioè: immigrazione clandestina, extracomunitari, ingrossare schiere dei criminali. Ciò lascia intravedere delle speranze, perché la “pacatezza” dei termini utilizzati non ha ancora segnato la transustantazione di Berlusconi in Borghezio. E questo è già molto. Però, allo stesso tempo, il linguaggio del Presidente delinea un elevato profilo politicamente comunicativo di una persona intelligente che sa quel che dice e perché. Un volpone, insomma. Analizziamo:

La proposizione “immigrazione clandestina” determina il fatto che esista una immigrazione regolare. Qual è l’immigrazione regolare? Quella che dice a mezzo mondo: ragazzi, io me ne vado di qui. Troppe guerre e fame in questa nazione di folli pazzi maniaci omicidi, me ne vado in Italia: sole, mare, gnocca e ho pure trovato una casa ed un lavoro. Ah, chiaro, ho il permesso di soggiorno. Bene, qualcuno mi spiega come diavolo fa un ganese a fare tutto ciò senza mezzi, senza strutture e soprattutto rimanendo in vita? Io, da italiano emigrato per breve tempo negli Stati Uniti, non ci sono riuscito. Eppure l’Italia non è il Gana. Almeno, non dovrebbe. Quindi non si dice: basta agli immigrati in Italia. Si dice: solo immigrati regolari in Italia. Che è uguale, se non gli offri i mezzi per essere regolari, però suona meglio.

Riduzione Extracomunitari. Bene. Quindi un australiano pazzo e irregolare può tranqullamente gironzolare per le strade delle nostre città senza essere preso a manganellate dalle ronde? Mah…

Meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali. Quindi la colpa è degli immigrati che si lasciano inglobare nelle bande, non delle bande che approfittano delle loro condizioni di degrado assoluto per farne carne da macello. Una strategia indiretta di Maroni di lotta alla Mafia? Siccome prendere i capi delle cosche è più difficile (oltre al rischio di trovarsi davanti un amico di partito al momento dell’arresto), si taglia la forza lavoro alle fabbriche della criminalità. Mi sembra un’ottima idea, anche perché gli immigrati vengono in Italia per delinquere. Certo. Non è mica vero che sono spinti ad una vita criminale a causa delle loro condizione indegne e disumane in cui vengono costretti a vivere, tipo in dieci in un monolocale, paghe da anni ’30 a nero e senza contributi, orari massacranti, sicurezza sul lavoro pari a zero.

Se uno ci riflette bene, sembra un mondo al contrario. Se poi ci riflette meglio, si accorge che è proprio così che vogliono che vada. I parassiti hanno la tendenza a proiettare l’immagine del nemico davanti agli occhi delle loro vittime ignare. Questo è ciò che accade. Questo è ciò che fa non questo governo, ma ogni governo. C’è bisogno di puntare il dito al di fuori delle proprie mura per fare in modo che, chi all’interno ci vive, non si accorga dei tarli che da dentro le scavano, indebolendole. Così, tutti a dare la caccia all’uomo nero armati di mazze da baseball*.

Ma ci siamo dimenticati di chi siamo? Di noi, italiani immigrati in ogni angolo del maledetto globo? Ci siamo dimenticati di come fummo trattati? Di come fummo sfruttati? Povera carne da macello andata ad ingrassare le già grasse tasche altrui? Ci siamo dimenticati del sogno americano nella valigia di cartone?

Gli immigrati ci tolgono il lavoro, e nel frattempo le arance marciscono in terra senza braccia che le raccolgono. Gli immigrati aumentano il tasso di criminalità, e le bande made in Italy che approfittano delle loro condizioni disumane. Si fa sempre in modo che le conseguenze somiglino alle cause, che le colpe ricadano sulle vittime, con i numeri e le statistiche sempre a fare da contorno.

Gli immigrati sono clandestini, irregolari, senza tetto e disoccupati. Questo non è uno stato – non nascono così, ma una condizione. Cosa facciamo noi, Paese ospitante, per fare in modo che queste persone possano avere una condizione differente? Gli immigrati puzzano, dicono i residenti dei centri cittadini che fittano i loro buchi fatiscenti a 900 euro al mese a dieci o più di loro. Gli abbiamo costruito docce? Gli diamo la possibilità di vivere decentemente, con gli spazi necessari e degni di un essere umano?

Il 1º Marzo 2010 ci sarà il primo sciopero indetto dagli immigrati in terra italiana: 24 ore senza immigrati. Io, da immigrato italiano, sono con loro.


*Qualcuno mi spiega cosa cazzo ci fanno, a Rosarno, con delle mazze da baseball?

Genocidi: trova le differenze

(Genocidio degli Ebrei, 1940-1945)

(Eccidio di Sabra e Shatila, 1982)

Il programma della Giornata della Memoria prevede un gioco a premi. Il gioco è molto semplice: il primo che trova le differenze tra le immagini sopra vince la possibilità di utilizzare le ultime riserve di combustibile fossile (petrolio) rimaste all’uomo per dar fuoco agli uffici dell’ONU e Istituzioni simili.

Buona fortuna.