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Accade a Berluscolandia – Intro

Berluscolandia è un meraviglioso Regno di Eurolandia. Con un po’ di fantasia, lo si potrebbe immaginare come una donna nuda (e non a caso nuda) che corre scalza in una pozzanghera, con la chioma mossa dal vento, mentre gioca con una pallina e una barchetta. La pozzanghera si chiama Mare Mediterraneo ed è un po’ più grande e più profondo di una pozzanghera, anche se è sporco uguale. La chioma al vento della fanciulla sono i confini frastagliati delle Alpi. La pallina e la barchetta sono due pezzetti di terra staccatisi moltissimo tempo fa dal resto della penisola e che si chiamano Mafiolandia e Viplandia.

La capitale di Berluscolandia è Arcore, un piccolo villaggio situato a Nord del Regno, la cui superficie è quasi totalmente occupata dalla gigantesca residenza ufficiale dell’Imperatore, Villa Casati-Stampa, una meravigliosa struttura rinascimentale di enorme valore patrimoniale, acqustata dall’Imperatore per soli 500 milioni di lire (l’antica moneta del Regno) attraverso meccanismi non proprio insindacabili.

Nonostante Villa Casati-Stampa sia la residenza ufficiale del Regno e si trovi nella sua Capitale, è a tutti nota la preferenza dell’Imperatore per la sua residenza estiva, Villa La Certosa, a cui Egli dedica tutte le maggiori attenzioni e in cui è stato costruito anche il mausoleo all’interno del quale l’Imperatore otterrà degna sepoltura, assieme ai suoi più fedeli vassalli, quando il tempo lo richiederà. Tale residenza estiva assieme a tutti gli altri possedimenti terrieri e immobiliari dell’Imperatore in questa regione del regno raggiungono le dimensioni del doppio di Città del Vaticano o la metà del Principato di Monaco, un Regno confinante dove molti abitanti di Berluscolandia hanno scelto di spostare la loro residenza per questioni fiscali.

Il Regno di Berluscolandia è una democratura, come la definirebbe Max Liniger-Goumaz, ovvero una dittatura con le vesti di una democrazia. Infatti, a Berluscolandia, nonostante chi decide è sempre lo stesso gruppo di potere, tutto sembra svolgersi secondo le regole di qualsiasi buona democrazia: c’è la Repubblica ed il suo Presidente, la cui unica funzione è firmare le leggi proposte dalle camere altrimenti è incostituzionale; c’è il suffragio universale, dove tutti possono votare anche se sprovvisti degli strumenti necessari della conoscenza per un voto consapevole; c’è libertà di informazione ed espressione, anche se qualche giornalista è stato epurato, la maggior parte dei mezzi di informazione appartengono all’Imperatore e in molte città non ci si può riunire in più di tre in un parco dopo le nove di sera; c’è una costituzione, anche se è stata cambiata e cercano di cambiarla ad ogni riunione parlamentare e se non la cambiano è uguale perché tanto non ne rispettano i principi; ci sono vari partiti politici di diversi orientamenti, anche se tutti dicono le stesse cose con le stesse parole e spesso le discussioni parlamentari consistono in liti bipartisan su chi ha detto per primo cosa e in fin dei conti sono sempre tutti d’accordo.

Questa è, molto sommariamente, Berluscolandia: il Regno in cui vivo e di cui vi racconterò, a partire da oggi, tutte le avventure.


Nota: I racconti di questa rubrica sono una interpretazione assolutamente personale in chiave ironico-critica di fatti reali. Per quanto possibile, cercherò di asegnare a tutte le affermazioni che riporterò i link delle fonti ufficiali delle stesse. La vignetta è di quel genio malefico di Natangelo.