“La morte non ci riguarda. Quando moriamo, non siamo noi che si muore: è la morte che muore.”


 Carmelo Beneanother quote »

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17
Jun 09

Berlusconi e il “golpe” che non c’è.

Cercando il più possibile di non incappare in avventure (leggi: seghe) mentali da paranoide e senza voler procurare allarmismi inutili, ritengo che la faccenda di Berlusconi che grida al golpe dovrebbe destare più sospetti di quanto non abbia già fatto e far alzare le antenne di coloro che non le hanno già sintonizzate sui suoi canali.

Tutta questa storia del complotto puzza un pò di costruito: come dice il detto, sembra stiano buttando le mani avanti per non cadere. La cosa che desta ancor più sospetti, rendendoli ancor più fondati, è che questo atteggiamento apparentemente solo patetico ed autocommiserativo – a cui purtroppo molti si sono abituati al punto di crederci – nasconde in realtà uno scaltro anticipo di mosse di colui che furbescamente è in grado di dirigere la barca dove vuole nonostante molti dell’equipaggio sembra stiano remando contro.  La preoccupazione nasce – e si fonda – su un precedente che sicuramente molti non ricordano (tra cui anche io prima di vedere l’ultimo 168 di Grillo e riguardarmi il DVD di 15 Anni di Storia con Travaglio): l’episodio del cimicione. Trovata la cimice, fatta la legge; fatta la legge deturpata la costituzione con l’appoggio dell’intero parlamento che, pare, non si sia accorto di averla deturpata.

Ora la mia domada è: quanto si può essere sicuri che Berlusconi non stia spingendo sulla tesi del complotto solo per poter giustificare i decreti deturpanti della sua coalizione?

La domanda successiva è: quanto paura bisogna avere del fatto che, per anullare la possibilità di un golpe (inesistente), non se ne faccia un’altro? A chiunque, a questa domanda, dovesse venire in mente che nel 2009 non è possibile che avvenga un golpe gli suggerisco di vedere il video di quello organizzato in Venezuela ai danni di Chavez. Era il 1998. Se poi la stessa persona giustifica la cosa dicendo che lì è il Sud America, probabilmente non si è ancora resa conto di cosa sia diventata l’Italia.


15
Jun 09

Passaparola – ‘Massima insicurezza’


Con la fiducia posta d’urgenza dalla maggioranza ed il beneplacito silenzioso dell’opposizione (per cui vale il detto che “chi tace acconsente”), sta per arrivare definitivamente il colpo di grazia alla giustizia italiana. L’assurdità della legge “bavaglio” sulle intercettazioni è evidente come la mancanza di pudore di coloro che l’hanno scritta e approvata. Un’offesa, non solo ad uno tra i migliori (in termini di principi, perchè non il più efficiente) sistema di giustizia al mondo, ma anche all’intelligenza degli italiani ed al Diritto in genere.

Dal momento in cui questa legge varcherà tutte le soglie del suo iter diventando effettiva, in Italia non è che non si potrà più dare informazione. Non si potrà più offrire informazione vera, oggettiva. Scompare il dato di fatto, il nero su bianco e Dio solo sa l’invasione di “opinionisti” che ci ritroveremo sui media.

E pensare che siamo stati la Patria del Diritto e della Giurisprudenza nel mondo…

Sotto il testo dell’intervento settimanale di Marco Travaglio che, come affermò una volta Montanelli, “non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio“.



“Buongiorno a tutti, vediamo, visto che siamo al rush finale, com’è l’ultima versione della cosiddetta legge delle intercettazioni, la Legge Bavaglio che ancora una volta quella squisita persona del Ministro Alfano ha voluto chiamare con il proprio nome, ormai sta facendo la collezioni di leggi Alfano, pensate quando sarà anziano e avrà terminato la sua carriera politica, quanti vanti potrà accampare davanti ai suoi figli e ai suoi nipoti se per loro disgrazia dovesse averne qualcuno, ho fatto la Legge Bavaglio, ho fatto la legge per l’impunità di Berlusconi e chissà quante altre perché noi ancora non abbiamo idea, ma lui sicuramente ne ha già una o almeno chi gli dà gli ordini e chi gli scrive materialmente le cose, lui poveretto, sapete, basta guardarlo!

La legge sulle intercettazioni, una legge che è in discussione da più di un anno, una legge che copia in parte la legge Mastella votata anche dal centro-sinistra nella scorsa legislatura e che contiene una parte nuova, la parte condivisa da Partito Democratico e centro-destra è quella del bavaglio alla stampa, per cui quando sentite le Finocchiaro, i Gentiloni insorgere perché i giornalisti vengono imbavagliati, sappiate che nel loro programma elettorale c’è il divieto di pubblicare le intercettazioni e le notizie giudiziarie prima del processo, quindi su quello sono esattamente d’accordo con il centro-destra. 
Ora fanno finta di non essere d’accordo perché l’ha proposto il centro-destra, ma anche loro l’avevano proposto nel loro programma elettorale dell’anno scorso. 
Quindi la parte bavaglio alla stampa riguarda praticamente tutta la casta, salvo Di Pietro che è sempre stato contrario anche se inizialmente quando era partito il Disegno di Legge Mastella aveva trascurato questo aspetto alla Camera, poi invece promise di emendarlo al Senato, poi al Senato non ci fu neanche il tempo di votare, all’epoca comunque erano contrari quelli della sinistra radicale, alcuni della sinistra radicale, neanche tutti, Di Pietro, Furio Colombo e pochissimi altri, invece la parte che divide il centro-destra e il centro-sinistra e sulla quale anche oggi l’opposizione del PD è un po’ più credibile è quella sui poteri di intercettare da parte della Magistratura, quindi vediamo schematicamente cosa cambia, visto che poi questa legge è stata scritta, riscritta, emendata, riemendata, peggiorata, rimigliorata, ripeggiorata, riveduta, corretta, corrotta etc., etc., intanto chi può intercettare oggi il Pubblico Ministero chiede al GIP quando gli è proprio necessario fare un’intercettazione, l’autorizzazione a mettere sotto controllo i telefoni o i luoghi dove vive una certa persona o dove va una certa persona e il G.I.P. decide con un Decreto che autorizza a utilizzare un’utenza, se la persona ha più utenze o sulla stessa utenza usa più schede ci sono tanti decreti quanti sono le utenze e le schede e lo stesso vale per le ambientali, per le cimici nei luoghi di pertinenza della persona, ogni decreto vale dai 15 ai 20 giorni e quindi se uno vuole intercettare una persona per un tempo Po lungo, deve chiedere ogni volta la proroga, spiegando perché gli serve la proroga e non sempre il G.I.P.  gliela concede. 
Per rendere più complicato questo meccanismo, il Governo ha pensato bene di affidare a un collegio di 3 giudici, non più a un G.I.P., ma 3 giudici la risposta alla richiesta del PM con l’aggravante che nei tribunali piccoli non si potrà decidere in loco, bisognerà andare nel Tribunale della Corte d’Appello, quindi da una piccola Procura bisognerà che parta tutto l’incartamento, tutto il faldone con gli elementi che il giudice deve vedere, anzi i 3 giudici devono vedere per valutare se dare o non dare le intercettazioni, quando saranno vagonate di carte che partono dalle piccole procure e si avviano verso i grandi centri, i grandi tribunali e lì si metteranno in fila in attesa di trovare 3 giudici liberi, giudici che ovviamente avranno molto più da fare, perché? Perché se oggi il lavoro lo fa uno, in futuro lo faranno in 3, è ovvio che i tempi si triplicano e la possibilità di fare in fretta si riduce ovviamente del 30% e tutto per dare più sicurezza ai cittadini com’è ovvio. 
Quindi l’abbiamo già detto ma lo ripetiamo, il giudice da solo, il G.I.P.  da solo può darvi l’ergastolo, il G.I.P.  può arrestarvi, ma non potrà più decidere da solo di intercettarvi, per dare l’ergastolo a uno si può anche essere da soli, mentre invece per intercettare uno per una settimana, bisogna che ci siano 3 giudici, pensate quanta paura hanno delle intercettazioni questi! Invece quanta poca paura hanno di essere condannati anche all’ergastolo visto che il processo l’hanno sfasciato a tal punto e praticamente le condanne per i colletti bianchi non arrivano più, quindi loro giustamente si concentrano a impedire anche che vengano fuori i reati con le intercettazioni, ecco perché 3 giudici per incettare, un solo giudice per condannare perché tanto alla condanna lor signori sanno che non arriveranno mai!

Quando si può intercettare? Quando il Pubblico Ministero può chiedere e eventualmente ottenere di intercettare una persona e le intercettazioni sapete sono telefoniche, ambientali, sotto controllo il telefono, oppure cimice nei locali, macchina, ufficio casa, nei luoghi dove uno va e poi ci sono anche telecamere a volte, non soltanto cimici e poi ci sono i tabulati telefonici che sono una cosa praticamente diversa, mentre la telecamere la cimice o l’intercettazione telefonica ti svelano il contenuto del colloquio tra le persone intercettate, il tabulato non ti svela un bel niente, ti svela semplicemente che a quell’ora di quel giorno, da quel posto tizio ha chiamato Caio, ci ha parlato per un certo numero di secondi e poi a un certo punto ha staccato, questo è quello che vi rivela il tabulato, quindi l’intrusione nella vita privata della persona è infinitamente più lieve visto che non si sa la ciccia, il contenuto. 
I tabulati vengono equiparati alle intercettazioni e alle cimici come se fossero paragonabili, una cosa semplicemente folle, quando dunque si può procedere a questi tipi di controlli? Oggi bastano i gravi indizi di reato, cosa vuole dire? Bastano degli indizi che si sta commettendo un reato, in futuro ci vorranno evidenti o gravi indizi di colpevolezza, qualcuno dirà: ma che differenza c’è tra indizi di reato e indizi di colpevolezza? Da così a così, nel senso che gli indizi di reato vuole dire che io Magistrato so, oppure ho il forte sospetto che si sia commesso o si stia commettendo un reato, sparisce un bambino, si teme che l’abbiano rapito, ci sono forti indizi di reato. Una donna in lacrime sanguinante va a denunciare uno stupro, è molto probabile che sia stato commesso uno stupro, trovo il cadavere di una persona senza niente intorno, è molto probabile che quella persona sia stata assassinata soprattutto se ha delle ferite da arma da fuoco e l’arma non c’è, quelli sono i gravi indizi di reato. 
Mentre invece gli evidenti indizi di colpevolezza vuole dire che io già so chi è stato, ho dei gravi indizi che tizio e colpevole, prima si potevano fare le intercettazioni per scoprire chi era il colpevole, adesso bisogna già sapere chi è il colpevole per cominciare a fare le intercettazioni, qualcuno di voi probabilmente penserà che io stia scherzando, che vi stia prendendo per il culo, no, sono loro, è il nostro Governo che ci sta prendendo per il culo, perché questo è esattamente il principio cardine alla base di questa legge, sembra un paradosso logico, matematico, per scoprire il colpevole bisogna intercettarlo, ergo faccio una legge per stabilire che per intercettarlo devo scoprire il colpevole, questa è la mente malata di queste persone, la paura fottuta di essere presi, pensate quante ne combinano!
Ancora oggi, mentre stiamo parlando, se sono costretti a introdurre nei codici una norma così devastante! Il risultato quale è? Il risultato sarà che, ogni volta che si presenta un delitto e non si sa ancora chi è stato, il che è piuttosto frequente devo dire, perché è raro che l’assassino, il rapinatore lascino un post- it sul luogo del delitto   con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, oppure magari alleghino anche la foto o la videocassetta a che li ritrae mentre commettono il reato. Di solito si danno e non si fanno beccare. Se non ho la più pallida idea di chi è stato o non ho comunque evidenti indizi che è stato il tizio o il tale, io il tizio o il tale non li posso intercettare e non posso intercettare nessuno. Il delitto contro ignoti, Meredith che viene trovata esanime, tutti i delitti che potete immaginare, ma anche una rapina in banca di gente incappucciata, insomma qualunque cosa, bambini violentati, donne stuprate, di tutto, se non la vittima non ha riconosciuto per certo il colpevole, oppure la vittima è morta e quindi, anche se l’ha riconosciuto, non può parlare e come fai a trovare evidenti indizi di colpevolezza di tizio o Caio? Non si parte con le intercettazioni, ma oggi è proprio così che si fa a trovare i colpevoli in tutto il mondo, ovviamente! Che cosa fai? Trovi il cadavere, non sai chi è stato, non ci sono impronte, non c’è l’arma del delitto, l’assassino non ha lasciato niente di scritto, la vittima, che potrebbe dire qualcosa, è morta e allora tu cosa fai? Metti sotto intercettazione telefonica e ambientale, prendi i tabulati di tutti quelli che possibilmente conoscono, amici, parenti, conoscenti, vicini di casa o cosa, per vedere se c’è qualcuno che parla di questo delitto dopo che è stato commesso, ossia quando tu l’hai scoperto e magari spessissimo succede che qualcuno si tradisce, qualcuno ha qualcosa da dire, qualcuno ha visto ma magari ha paura di andare.. e invece con le intercettazioni lo becchi, lo incastri e cominci a lavorare e, alla fine, con la pesca a strascico riesci finalmente a tirare su nelle reti qualcosa, che non è male, perché vuole dire prendere l’assassino e evitare che continui a uccidere, se è un serial killer, oppure prendere un assassino e assicurarlo alla giustizia. Tutto questo non si potrà più fare perché? Perché nel delitto contro ignoti non esistono i gravi indizi di colpevolezza: li raccogli soltanto con le intercettazioni, ma qui invece le intercettazioni le puoi fare soltanto quando hai i gravi indizi o gli evidenti indizi di colpevolezza e quindi, praticamente, tu non scoprirai mai il colpevole e, a quel punto, non intercetterai mai nessuno: perché? Perché se non l’hai scoperto il colpevole non lo puoi intercettare. Anche se poi lo scopri a che ti serve intercettare? Intercettare serve per scoprire chi è stato: se hai già scoperto per altra via chi è stato a che serve intercettarlo?  Quando hai gli indizi di colpevolezza l’assassino lo arresti, mica lo intercetti! E’ prima dell’arresto che serve intercettarlo, non dopo! 
Questa porcheria capite bene perché viene fatta, perché viene introdotta: viene introdotta perché si vuole dire pubblicamente, in televisione, che le intercettazioni si possono fare per tutti i reati per i quali attualmente già si possono fare e questo è vero, perché in teoria si possono fare per tutti i reati puniti con pena superiore ai cinque anni. In realtà non si potranno più fare praticamente per nessun reato, perché? Perché appunto devi prima scoprire il colpevole del reato, per poi poter cominciare a intercettarlo, a fare l’intercettazione. Con urgenza, eh! Guardate che questa legge è passata addirittura davanti al decreto sul terremoto, sulla ricostruzione e davanti alla legge sul sostegno alle piccole e medie imprese falcidiate dalla crisi, quindi è una cosa urgentissima proprio. L’unica eccezione alla regola che vi ho detto, cioè alla richiesta del requisito dei gravi indizi di colpevolezza o evidenti indizi di colpevolezza per poter iniziare a intercettare, è quella che riguarda i reati di mafia e di terrorismo: per quelli bastano i gravi indizi di reato, ma attenzione, gravi indizi di reato quale? Come è che si prende un terrorista? Un terrorista non si prende mai per il reato di terrorismo, di strage, di omicidio e lo stesso il mafioso: il mafioso non lo prendi mai per il reato di strage, di omicidio etc., di solito arrivi al mafioso indagando su un caso di usura, su un caso di racket, su un caso di pizzo, su un caso di estorsione, su una rapinetta, su una minaccia, su un furto d’armi, è così che arrivi al mafioso. Anche su un omicidio, che non è un reato di mafia, è dopo che è stato consumato che scopri che l’omicidio è stato fatto dal mafioso, ma quando parti nelle indagini gli omicidi sono tutti uguali, non è che il morto per mano del mafioso sia più brutto o più bello del morto per mano del delinquente comune o di chi ha avuto un raptus. Conseguentemente il problema è saperlo all’inizio che l’autore è un terrorista o un mafioso e tu come fai a saperlo? Assolutamente non lo sai, perché non esistono reati tipici della mafia: la mafia spara, la mafia ruba, la mafia estorce, la mafia ricetta, la mafia traffica in droga, traffica in armi, ma anche non un mafioso può fare le stesse attività e quindi è alla fine che si scopre se uno è un mafioso o meno, non all’inizio. Questa eccezione della mafia e del terrorismo, che ci viene continuamente sbandierata per dire che siamo al sicuro, non è vero niente: tant’è che la Procura Nazionale Antimafia ha fatto una durissima critica a questa legge porcata.

Per quanto tempo potranno essere intercettate le persone? Non più di due mesi: quindici giorni prorogabili fino a due mesi complessivi, 60 giorni. Domanderà qualche ingenuo, o meglio qualche persona perbene: ma se al cinquantanovesimo giorno sento uno che dice a un suo complice “ dopodomani lo ammazziamo a quello là”, che però al telefono non ci dicono chi è, che si fa? In base alla legge l’indomani si stacca e quindi, al sessantunesimo giorno, verrà uccisa una persona che, se avessimo continuato a intercettare quei due, avremmo potuto scoprire chi era quella persona, ma purtroppo al sessantesimo giorno si stacca: non so se mi spiego, capite perché fanno questa norma.  Oggi è ovvio che non ci sia limite: perché? Perché l’intercettazione deve durare quanto dura il delitto, se uno ci impiega un anno a progettare e perpetrare un omicidio tu lo devi intercettare per un anno, per cercare di salvare quel poveretto che sta per essere ammazzato, se non te lo dicono prima chi è; e se poi non li insegui fino alla fine, quelli magari potranno pure dire che stavano scherzando, quindi è ovvio che devi prenderli un attimo prima che lo facciano. 
Bene, oggi lo Stato decide che la criminalità può delinquere per tutti i giorni che vuole, lo Stato la intercetta soltanto per i primi due mesi: tra l’altro è vantaggiosissimo per i delinquenti, perché già sanno che dopo due mesi di intercettazioni, devono starsene zitti 60  giorni e poi possono parlare invece di andare in giro con questi vecchi metodi, tipo pizzini o parlarsi nell’orecchio, ormai potranno parlare al telefono, in macchina, in casa etc., tanto per più di due mesi lo Stato non li può intercettare. E’ un’altra norma che tradisce le intenzioni: evitare che si scoprano le porcate che fa la nostra classe dirigente, perché questa è una legge che non sembra, ma non la stanno approvando delle bande di rapinatori o di delinquenti, la sta approvando il Parlamento italiano, non so se mi spiego. Sono loro che hanno paura di essere presi, non i rapinatori: i rapinatori ringraziano, come gli assassini. 
Ancora sui magistrati, l’ultimo punto è che i magistrati che facciano dichiarazioni sulla loro indagine verranno immediatamente destituiti e sostituiti: per esempio, capita quasi tutti i giorni, vedete i magistrati insieme alle forze dell’ordine che annunciano che è stata sgomitata una gang di terroristi, è stata sgominata un’organizzazione mafiosa, è stato preso il gruppo degli stupratori della Caffarella, quello ce l’hanno annunciato almeno sei volte perché hanno cambiato sei volte gli imputati, ma alla fine, grazie proprio ai tabulati e alle intercettazioni, li hanno presi quelli giusti, come ci siamo raccontati già più volte. E è ovvio che si faccia così: la gente è terrorizzata, un quartiere è minacciato da un mostro, da un serial killer, da un maniaco, finalmente lo prendono e c’è la conferenza stampa per dire alla gente “ l’abbiamo preso, state tranquilli, ha confessato, le prove sono queste, non ci siamo sbagliati, ve l’abbiamo tolto di torno, potete tornare a aprire le finestre e a respirare, basta con il terrore!”. Questa cosa qua non si potrà più fare, perché se il magistrato si azzarda a dire qualcosa diventa immediatamente incompatibile con il fascicolo che sta gestendo, che passa a un altro che il fascicolo non lo conosce e quindi naturalmente intanto si perde tempo, si perde professionalità, si raddoppia il lavoro che faceva uno, perché lo fanno due e, soprattutto, quello nuovo deve studiarsi tutto il fascicolo etc. etc. e c’è più probabilità, per il colpevole, di farla franca perché il Pubblico Ministero titolare è sempre più in grado di gestire il fascicolo che non uno che non l’ha seguito fin dall’inizio. Così il magistrato dovrà stare attento a come parla. 
Di più: potrà essere sostituito anche il magistrato che viene indagato per fuga di notizie. Prendete che oggi – non lo so – un cancelliere, un impiegato, un fattorino, un addetto alle fotocopie, un Avvocato riveli a un giornalista delle notizie ancora coperte dal segreto e il giornalista le scriva: è ovvio che non si sa chi gliele ha date e quindi, o si scopre chi gliele ha date, oppure non è detto che sia stato il magistrato a dargliele; bene, in futuro sarà sufficiente che un giornalista scriva una notizia coperta da segreto e qualcuno denunci il magistrato x, sostenendo che è stato lui a dargli questa notizia. Naturalmente l’indagine magari finirà nel nulla, nel senso che si scoprirà che il magistrato non ha mai parlato con quel giornalista e non ha mai fatto avere delle carte e che magari è stato qualcun altro, però intanto basta denunciarlo per farlo indagare e il magistrato dovrà spogliarsi del fascicolo, conseguentemente l’indagato potrà denunciare il suo Pubblico Ministero e immediatamente liberarsene, finché non ne trova uno o amico suo o incapace o malleabile o corruttibile, visto che stiamo parlando di Berlusconi e non dimentichiamoci che, negli anni 80, lui aveva questa bella abitudine e il suo Avvocato corrompeva i giudici, ok? Adesso, invece di fare fuori i giudici corrotti, vogliono fare fuori i giudici che non si fanno corrompere, mi sembra logico! 
E adesso passiamo alla questione.. ah, no, ancora una, scusate, perché sono delle cose meravigliose: per intercettare un uomo dei servizi segreti il Pubblico Ministero deve chiedere il permesso al Presidente del Consiglio, sembra una barzelletta ma è così! Il Pubblico Ministero, nella fase più segreta delle indagini, quando deve mettere sotto controllo agenti dei servizi segreti, per non parlare del capo dei servizi segreti, deve avvertire il governo da cui dipendono i servizi e che usa i servizi segreti e che spesso ha nominato i capi dei servizi segreti. Così che cosa fanno dal governo, conoscendoli? Avvertono quelli dei servizi segreti “ guardate che vi mettono il telefono sotto controllo!” e così le intercettazioni non servono, anzi magari uno fa le intercettazioni credendo che il tizio non sappia di essere intercettato e poi viene depistato, perché se uno invece sa di essere intercettato dice al telefono delle cose false per mettere su una falsa pista il magistrato che è in ascolto. Altrimenti il governo può anche decidere di mettere il segreto di Stato preventivo sulle telefonate, senza sapere ancora cosa diranno gli agenti dei servizi segreti metto il segreto di Stato e badate che è vietato, per gli agenti dei servizi segreti, parlare di segreti di Stato al telefono: se uno parla di segreti di Stato al telefono non è colpa del magistrato che lo sta intercettando, è colpa sua, perché? Perché non puoi parlare al telefono di segreti di Stato, visto che è ovvio che i telefoni sono vulnerabili e penetrabili. 
Se entro 30 giorni il governo non risponde allora il magistrato dà per scontato che il segreto di Stato non c’è e conseguentemente mette sotto intercettazione l’agente dei servizi segreti, cioè deve aspettare 30 giorni, mentre magari gli serve intercettarlo il giorno dopo l’agente dei servizi segreti. Ma sapete quale è la cosa ancora più divertente? E’ che, per intercettare un prete o un vescovo o un abate addirittura – aspettate che trovo la citazione, che è troppo fantastica! Se la trovo ve la leggo, altrimenti ve la racconto.. sì -  sacerdoti, abati, vescovi etc. etc., per non parlare, se uno deve mettere sotto un esponente della Chiesa deve avvertire il suo vescovo, oppure non so chi debbano avvertire.. ah, sì, la segreteria di Stato Vaticana per i vescovi e per i cardinali, i quali godono quindi di una specie di lodo bis e non sono cittadini come tutti gli altri: oltre al fatto che non pagano l’Ici, gli esponenti del clero avranno anche un trattamento particolare, bisogna avvertire i loro superiori prima di intercettarli. 
Tutto in Italia, eh, non nello Stato del Vaticano, in Italia!

Per la parte invece giornalisti, le norme sono state lievissimamente modificate, nel senso che prima era vietato pubblicare notizie di indagini in corso fino all’inizio del processo sia nel testo e sia nel contenuto, sia per riassunto; adesso, bontà loro, ci consentono di fare un riassuntino degli atti, naturalmente gli atti non più coperti da segreto, ma su questo non ci piove, nessuno di noi vuole essere autorizzato a pubblicare cose segrete: qualcuno di noi lo fa e giustamente lo fa, se ne viene a conoscenza; se ne viene a conoscenza però poi ne paga le conseguenze, qui stiamo parlando di notizie di indagini già a conoscenza dell’indagato e quindi non più segrete. Adesso potremo fare un piccolo riassuntino, non potremo invece citare brani testuali di questi atti e tanto meno di intercettazioni. Se qualcuno di noi dovesse citare brani di atti di indagine pubblici, già noti all’indagato, andrà incontro a una pena che, se oblaziona, cioè se paga e quindi evita il processo, costa 2.500 Euro per ogni articolo. Se invece uno pubblica intercettazioni trascritte, cioè quelle ritenute utili dai magistrati, anche un brano, anche una frasetta, rischia un’oblazione di 5.000 Euro per ogni articolo che pubblica. Se invece uno pubblica intercettazioni che non sono state trascritte, perché penalmente non sono considerate rilevanti, anche se magari sono gravissime dal punto di vista politico, morale etc. etc., c’è il carcere da sei mesi a un anno per ogni articolo che si pubblica, quindi basta pubblicarne tre e, se uno prende il massimo della pena, già arriva a tre anni e poi, alla quarta volta, in carcere ci finisce davvero in un Paese dove di solito non ci finisce mai nessuno. 
L’editore, che pubblica articoli nei quali ci siano brani di atti o di intercettazioni, rischia addirittura di pagare fino a 460.000 Euro per ogni articolo e quindi la sanzione per i giornalisti è di più, perché? Perché mai un editore, salvo che abbia un interesse suo e allora magari caccia fuori pure mezzo milione di Euro, ma altrimenti mai un editore autorizzerà un suo direttore o un suo giornalista a pubblicare notizie che gli provochino una multa di mezzo milione di Euro. Conseguentemente i giornalisti dipenderanno ancora di più dal loro editore per fare il loro mestiere e potranno farlo soltanto quando danno una notizia che conviene all’editore, perché magari sputtana un suo rivale in affari o un suo nemico politico. E questo è il bavaglio vero, anche perché molto spesso la gente ha il diritto di conoscere le cose come stanno nel testo, non dico nel testo integrale: è impossibile pubblicare integralmente migliaia o centinaia di atti, ma le cose importanti abbiamo il dovere di citarle testualmente, non di parafrasare, riassumere, fare dei raccontini. Tizio ha detto così, aperte le virgolette, è questo che serve ai cittadini, non la mia interpretazione o il mio riassuntino, il testo ufficiale, pagina tale dell’atto tal dei tali, tutto documentato! Invece no, non potremo documentare, perché hanno paura dell’informazione documentata, sono terrorizzati, vogliono dei generici, vogliono gente che la racconti in un modo e loro potrebbero dire “ ma non è vero, gli atti li ho letti io, gli atti dicono ben altro”: se invece uno li cita testualmente i fatti sono i fatti, è la fotografia delle loro malefatte che temono! Naturalmente danno gravissimo anche per le difese: per chi è veramente innocente e viene tirato in ballo in un’inchiesta o arrestato per errore, o cose del genere, è molto importante che la stampa possa fare una campagna in difesa di un innocente ipoteticamente perseguitato, citando i punti deboli dell’inchiesta e citando dunque le carte per far vedere che questo non è vero, questo è falso, questo è illogico, questo non tiene conto di quest’altra cosa. Tutto ciò.. non si potrà più fare un’analisi critica degli atti, io ho fatto, sull’ultimo numero di Micromega che è in edicola, un lungo saggio su tutte le sentenze nelle quali Berlusconi se la è cavata nei suoi processi e sono delle sentenze che, molto spesso, non stanno in piedi: sono scritte da giudici che si vede benissimo che prima hanno deciso di assolvere e poi hanno cercato di arrampicarsi sui vetri per abborracciare qualche motivazione che mediamente stesse in piedi, e poi non sta in piedi. Questa attività di critica nei confronti delle sentenze che non sono affatto insindacabili, sono sindacabilissime se uno le cita, le conosce e le critica nelle carte: beh, tutto questo non si potrà più fare per le indagini, cioè in quella fase in cui uno viene arrestato e non si sa ancora se è colpevole o innocente, conseguentemente avremo molti più errori giudiziari. E’ una legge fatta per i colpevoli e quindi non tiene conto delle esigenze degli innocenti, ovviamente, perché è fatta dai colpevoli per i colpevoli, cioè per sé stessi! 
Naturalmente questa è una legge profondamente incostituzionale, intanto perché è illogica, intanto perché è irragionevole, intanto perché viene meno all’obbligatorietà dell’azione penale: immaginate soltanto che sono obbligato a perseguire i reati, so che dopodomani quelli ammazzano qualcuno, non so chi è quel qualcuno, ho bisogno di un altro paio di giorni per intercettare e purtroppo me li sono già giocati tutti e conseguentemente non saprò chi è che sta per essere ucciso, non salverò la sua vita, non prenderò i colpevoli e come fa una legge a impedire al magistrato di esercitare l’obbligo dell’azione penale? E’ evidente che è incostituzionale, come è ampiamente incostituzionale, in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione, il bavaglio alla stampa e le stangate ai giornalisti e agli editori, senza contare – ma questo ve l’ho già raccontato più volte, trovate tutte nel libro Bavaglio che ho scritto l’estate scorsa , con un anno di anticipo ci avevamo già preso – che ci sono tutte le sentenze della Corte Europea di Strasburgo, sentenze su casi francesi, su casi della Grecia etc. etc., li trovate anche nel blog, voglio scendere nel link Signori della Corte, dove mettiamo sentenze, leggi etc. etc., sentenze della giurisprudenza europea che dicono che non si può limitare il diritto di pubblicazione dei giornalisti, quando si tratta di vicende di interesse pubblico, addirittura quando il giornalista ha violato il segreto. Figuratevi, in questo caso, quando non si viola nessun segreto, ma c’è semplicemente il divieto di pubblicare il testo, cioè di essere precisi. A noi sarà vietato di essere precisi, questo è il.. e a voi sarà vietato sapere le notizie precise. 
Abbiamo in cantiere, come Il Fatto Quotidiano, il giornale nostro che dovrà uscire – nostro nel senso di tutti noi e anche di tutti voi- una grande serata, faremo probabilmente una specie di notte bianca a Roma l’8 luglio, 8 luglio che ci evoca la grande manifestazione di Piazza Navona dell’anno scorso, dove ci saranno magistrati, giornalisti, scrittori, artisti e faremo una grande serata fino a notte per informare su questa legge e per informare su tutto ciò che non vogliono più farci sapere e quindi faremo degli esempi di tutte le vicende che non avremmo più scoperto, o che la magistratura non avrebbe più scoperto o che noi non avremmo più potuto raccontarvi e poi leggeremo, faremo sentire addirittura in originale intercettazioni famose e inedite sui nostri potenti della politica, della finanza, dell’economia e dell’imprenditoria, che sono poi i mandanti di questo delitto perpetrato in Parlamento. 8 luglio, alla sera, se vi tenete in contatto con il blog Voglio Scendere, troverete via via tutte le indicazioni sul luogo, sugli orari, sugli aderenti e sui partecipanti, vi comunico anche che la nostra campagna abbonamenti per Il Fatto va a gonfie vele e siamo sopra le 30. 000 prenotazioni per l’abbonamento e adesso, da un paio di giorni, è anche possibile farlo proprio l’abbonamento: se lo si fa entro il 31 luglio si ha diritto a un forte sconto rispetto al prezzo normale e lo si può fare su un bonifico bancario di cui trovate gli estremi sul sito sempre voglioscendere.it, oppure sul sito apposito che abbiamo creato in attesa del nuovo giornale, che si chiama www.antefatto.it. Su Antefatto vi prenotato e poi trovate le indicazioni per il bonifico bancario. Per chi non lo può fare tutto insieme ci sono anche soluzioni rateali e, molto presto, avremo anche la possibilità di effettuare il pagamento con carta di credito. 
Passate parola e a presto!”


23
Mar 09

Chiedilo a Travaglio – Passaparola del 23 Marzo 2009Chiedilo a Travaglio – Passaparola del 23 Marzo 2009Chiedilo a Travaglio – Passaparola del 23 Marzo 2009

IL FATTO

Dunque, a quanto pare la situazione delineata da Marco Travaglio nel suo Passaparola è la seguente: se sei italiano e sei accusato di uno stupro vai agli arresti domiciliari; tutti si incazzano e gridano allo scandalo sostenendo che agli stupratori non va concesso cotanta libertà (ai pazzi omicidi però si) e che vanno messi in galera. Quindi ti mettono in galera. Poi, però, attraverso i metodi tradizionali di investigazione, scoprono che in realtà non è stato un vero e proprio stupro perchè, probabilmente, sotto i fumi dell’alcol o dio sa solo cosa la ragazza era consensiente. Ci si è fatti prendere solo un po’ la mano e si è finiti alle botte. Fatto sta che, fintanto che la questioe non viene chiarita, si sta a casa.

Se sei italiano e vieni accusato di qualcosa ma fai il politico: che te lo dico a fare?

Se sei italiano e vieni accusato di qualcosa ma non fai il politico: poi fai il politico.

Se sei rumeno sicuramente non fai il politico; primo grande punto a sfavore. Sempre se sei rumeno, vivi al 90% in un tugurio insieme ad altri 12 connazionali, lavorando come un negro per quattro soldi, fino a che non ne hai più ed inizi a praticare strade differenti per guadagnarti da vivere. E soprattutto che ti lascino vivere. Questo non risolve tutti i tuoi problemi, visto che sei straniero ma l’effetto che fai è parecchio lontano dal fascino esotico. Essendo un essere umano trattato come una bestia (e guardato allo stesso modo) non hai modo di dare libero sfogo a quelli che sono i tuoi istinti che, repressi per un tempo indeterminato in condizioni su cui non ci dilunghiamo, si trasformano in aggressività esasperata che ti porterà sicuramente a compiere azioni di cui ti pentirai a lungo. Supponiamo, quindi, che – sempre attraverso minuziose analisi investigative tradizioali -  ti trovino colpevole di uno stupro. Chiaro: vai in galera (avresti dovuto conoscere bene la legge italiana per sapere che se oltre a violentare la tua vittima l’avessi ammazzata te ne saresti potuto stare ad aspettare comodamente a casa i tempi lunghissimi della giustizia italiana). Poi, però, l’analisi del DNA rivela che tu non c’entri assolutamente nulla con lo stupro di cui sei accusato e probabilmente la tua “confessione” è dovuta a quei bizzarri segni rossi che ti si vedono sul collo, nonostante la pelle scura. Finanto che non si è sicuri, però, meglio lasciarti in galera (lo stupratore italiano sta seguendo, nel frattempo, tutte le tue peripezie giudiziare a casa sua sul divano seguendo Porta a Porta dell’insetto). ad un certo punto spuntano i possibili colpevoli: tu sei felice, vai gridando nei corridoi che “avevi ragione, dicevi la verità”. Ma caro mio, ti sei scordato che sei rumeno e che, in quanto tale, qualcosa avrai pur commesso. Se non è zuppa, è pan bagnato, quindi stai in galera.

IL TRUCCO

Se non se ne parla, non esiste. Questa la funzione della stampa italiana (compresa l’ANSA). Mentre la Giustizia da fine è diventata anch’essa un mezzo. La si manovra a piacimento e, come quello scienziato che tagliate le zampe al grillo dimostrò che il grillo era diventato sordo, si costruiscono macchinosi marchingegni istituzionali per avere sempre ragione. E quando non la si ha, fa lo stesso e non se ne parla.

Delle intercettazioni che funzionano non se ne parla mentre si esulta quando si mettnono in galera rumeni innocenti con rudimentali tecniche di investigazione, manifestazione di una politicizzazione delle forze dell’ordine che dovrebbe preoccupare ed invece crea entusiasmo.

Mentre si continua a dire che la parola regime è un termine esagerato, sproporzionato rispetto ai tempi ed al contesto, ad affiancare la polizia politicizzata c’è la magistratura politicizzata (per non parlare della stampa). Dove si ha troppa ragione si cela sempre un torto enorme che, per praticità ed in ordine allo stato delle cose viene corroborato come vero e giusto.

Mentre i rumeni sono in carcere senza un perchè e senza che nessuno dica o faccia nulla (ovvero: ammetta l’errore), imputati e condannati mandano avanti la macchina Italia e, perchè le due parti in gioco siano alla pari, hanno appena iscritto nel registro degli indagati (informazione che dovrebbe rimanere segreta) il dott. De Magistris a seguito dell’annuncio alla candidatura alle europee. Così anche la sinistra avrà il suo canditato sulla cui testa pende la spada (di gomma) della Giustizia.

CHIEDILO A TRAVAGLIO

1- Perchè nessuno reagisce?

2- Come mai non v’è stata nessuna reazione all’iscrizione al registro degli idagati di De Magistris?

3- Se De Magistris vince le europee, quanta europa può far entrare in Italia senza che troppa Italia esca in europa?


2
Feb 09

Le intercettazioni impossibili – Chiedilo a Travaglio, Passaparola del 2 Febbraio 2009

IL FATTO

Prendete la frase “l’intercettazione si può disporre solo quando assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione dell’indagine” e cercate di unirla, senza creare alcun conflitto logico, a quella che dice, sempre riferendosi alle intercettazioni, che esse vanno fatte “solo quando sussistono gravi indizi di colpevolezza”. Se ci siete riusciti, mandate pure il vostro curriculum vitae al Ministero della Giustizia: nonostante questo tempo gramo di vacche magre, lì c’è sempre posto per qualche maiale e le sue porcate.

Ovviamente si sta parlando della nuova e contestatissima legge sulla regolamentazione dell’utilizzo delle intercettazioni e delle modifiche che sono state apportate al testo che Travaglio, nel suo Passaparola di oggi, definisce delinquenziale. Non è una esagerazione ma un eufemismo assolutamente fuor di metafora che definisce realisticamente questa proposta di legge. Secondo il nuovo testo di legge, le intercettazioni non potranno più esser disposte da un solo giudice (GIP) ma da un collegio di tre giudici – questo in un Paese con 10 mila giudici e alcuni tribunali con non più di 20 magistrati e, quindi, l’elevato rischio di ricusazione del giudice che si vedrà incaricato di diverse mansioni in conflitto tra loro (GIP, GUP, Riesame, Intercettazioni…). La seconda modifica ha intaccato la durata delle intercettazioni. Questa non dipenderà più dal vaglio della proposta del PM da parte del GIP, ma avranno un limite massimo di 45 giorni, estendibili in casi assolutamente eccezionali ai 60. Come dire: se decidi di giocare la carta delle intercettazioni (e ne ottieni il consenso dal collegio dei tre giudici) devi sapertela giocare usandola al momento giusto. Da qui in poi l’esito delle indagini è nelle mani del fattore C. Se durante quei 45 giorni non si è riusciti a carpire nessuna informazione: ciccia. La legge contiene una terza modifica – questa oserei definirla “bekettiana” – che definisce meglio i luoghi delle intercettazioni. La suddetta modifica suggerisce che le intercettazioni vengano effettuate “solo in posti dove si ha il fondato sospetto che si commettano dei reati”. In altre parole, se il fattore C sta per culo e determina il grado di utilità delle intercettazioni, il fattore P, che sta per preveggenza, risulta indispensabile alla determinazione dei luoghi d’indagine. Dulcis in fundo, ciò che dicevamo all’inizio: le intercettazioni si potranno disporre “solo quando sussistano gravi indizi di colpevolezza”. Attenzione: qui si è parlato di colpevolezza e non di sospetto, e le parole in giurisprudenza ed in un testo di legge hanno un peso assolutamente determinante.

IL TRUCCO

Quello che si deduce da tutto ciò è il fatto che l’intercettazione è stata declassata da strumento d’indagine per l’acquisizione di prove di reato, a strumento di “conferma” di eventuali capi di imputazione acquisiti in altri modi. Quali, non ci è dato sapere.

Ricapitolando, prima di fare una intercettazione abbiamo bisogno di:

  1. forti indizi di colpevolezza di colui che vogliamo intercettare – ossia dobbiamo essere quasi certi che la persona che vogliamo intercettare abbia commesso o stia per commettere il reato; l’intercettazione deve solo aiutare a fornire ulteriori elementi di prova e non a formarne di nuovi.
  1. Appurato (con quali strumenti, Dio solo lo sa) che X è coinvolto in uno specifico reato, dobbiamo capire dove il reato è avvenuto o avverrà, per non correre il rischio che la nostra richiesta vada contro la definizione di “luogo adatto all’indagine” stabilito dalla legge.
  1. Fatto questo, dobbiamo intuire quando, approssimativamente, l’indiziato parlerà del reato (da commettere o commesso) con qualcuno e proprio nel posto da noi previsto (vedi punto due).
  1. In ultimo, bisogna sperare che il collegio di tre giudici, non solo sia d’accordo con le nostre intuizioni-deduzioni dimostrate, sia unanime nella decisione di rilasciarci il permesso di proseguire l’indagine con l’utilizzo delle intercettazioni.

Come Travaglio ha illustrato nel suo Passaparola, formalmente l’utilizzo dell’intercettazione non è stato eliminato dalla lista dagli strumenti d’indagine. Di fatto, però, esso è stato reso pressoché  inaccessibile. Allo stato delle cose, visti non solo i tempi giuridici ma anche le condizioni che dovrebbero fungere da fondamento all’ottenimento del consenso all’utilizzo di tale strumento, le intercettazioni sono uscite dall’ambito giuridico per entrare a far parte di quello religioso: sono un miracolo, mentre le modalità ed i presupposti per ottenerli sono misteri della fede. In altre parole, se questa legge passerà e diventerà effettiva, sarà più probabile che Dell’Utri e Berlusconi vengano esorcizzati dal Vescovo Williamson piuttosto che accusati a fronte delle loro chiacchierate.

CHIEDILO A TRAVAGLIO

1-     Supponiamo che questa proposta di legge passi: avrà alcun effetto retroattivo sui processi in corso? E se si, quali? Intaccherà in qualche modo le indagini ad essa precedenti?

2-     È lecito sospettare, senza cadere in contorte dietrologie, che una legge così impostata non solo limiti l’utilizzo effettivo delle intercettazioni, ma allunghi ulteriormente i già lunghi tempi processuali, aumentando la possibilità della prescrizione del reato?

3-     Se questa legge passa vuol dire che non solo il parlamento (ovvero la nostra classe politica) ma anche la magistratura, attraverso il nulla osta della Corte Costituzionale, ha ritenuto tale legge opportuna. Se non mi sto sbagliando, dovremo preoccuparci? Chi sono i pazzi?, loro o noi?