Tag Archives: loretta napoleoni

Loretta Napoleoni: crisi economica, criminalità organizzata e politiche economiche (Arcoiris TV)

[flashvideo file=http://www.youtube.com/watch?v=-s7wh0UR_Cs /]

In occasione del Festival di Internazionale tenutosi il 4 Ottobre a Ferrara, Loretta Napoleoni parla, in una intervista rilasciata ad Arcoiris TV, della politica e delle azioni dei governi occidentali davanti alla crisi economica e l’inefficacia dei numerosi summit internazionali; dei sistemi criminali che, di fronte alla reticenza delle banche a effettuare prestiti alle piccole e medi imprese, si avvantaggiano della crisi facendo iniezioni di liquidità che consente loro di riciclare il denaro; della Cina che si sta configurando come la nuova superpotenza che probabilmente è destinata nel prossimo decennio a sorpassare gli USA, cosa non necessariamente negativa e che potrebbe rappresentare un’alternativa ed un nuovo modello a cui ispirarsi, anche se rimane necessario reimpostare una serie di cose; degli sconvogimenti climatici e la necessità di energie alternative da legare al nostro modello economico.

The silent guest – Conferenza su legalità, crimine e regime dell’informazione in Italia. Parlano Sonia Alfano, Carlo Vulpio e Nicola Tranfaglia.The silent guest – Conferenza su legalità, crimine e regime dell’informazione in Italia. Parlano Sonia Alfano, Carlo Vulpio e Nicola Tranfaglia.The silent guest – Conferenza su legalità, crimine e regime dell’informazione in Italia. Parlano Sonia Alfano, Carlo Vulpio e Nicola Tranfaglia



 

Sonia Alfano, Carlo Vulpio e Nicola trafaglia parleranno di crimine, legalità e regime dei media in Italia e non solo.

Lunedì 18 Maggio 2009 alle 19.30 presso il King’s College di Londra.






L’inatteso successo (150 persone che abbiamo dovuto buttar fuori dalla sala per poter chiudere e restituire le chiavi) ottenuto dalla conferenza, e la presenza di Sonia Alfano, Carlo Vulpio e Nicola Tranfaglia ci hanno davvero resi orgogliosi e paghi degli sforzi fatti. Ancor più, questa opportunità che abbiamo avuto ci ha messi di fronte a due grandi evidenze: chiunque, nel suo piccolo, può fare qualcosa per rendere il mondo in cui vive migliore; la gente – nonostante le distanze, le difficolà, il tempo che manca, la lingua diversa e chi più ne ha più ne metta – dicevo la gente risponde come mai ci si aspetterebbe.

Non è vero che nulla si può fare. Non è vero che è “immaturo” ed “utopistico” pensare di poter cambiare le cose.  Paradossalmente, nell’era digitale e di internet, dei voli low cost e delle videochiamate a distanza intercontinentale, non si è soli ma isolati. Di gente ce n’è, e tanta. Solo nessuno sa dell’esistenza dell’altro. Siamo tutti come tanti piccoli atolli galleggianti in un mare che sembra senza confini, le cui correnti ci spingono verso direzioni che solo in parte possiamo decidere e prevedere. Tutto sta nel costruire dei “ponti” che siano in grado di connetterci gli uni agli altri, di unirci. Per lo meno quelli la cui direzione è comune.

Per chi era presente e vuole ripercorrerlo e per chi, invece, non ha potuto attraversarlo, questo è stato il nostro primo piccolo ponte: godetevelo.



TESTO

(in tradotto dall’inglese)

Sono le 20:00 e, mentre vi parlo, lei è li: seduta in un angolo, il volto coperto da un ombra impercettibile e innaturale, che osserva.

In silenzio.

Lontano e vicino, lei agisce, colpisce, opera, decide. Impone. Invisibile e sotterranea ci ricatta, compromettendo le nostre vite.

In silenzio.

Un silenzio che nessuno osa rompere, nessuno osa affrontare, nell’erronea convinzione che questa quotidianità – tangibile, irremovibile – sia qualcosa di estraneo, quasi ai limiti della realtà. Come se non riguardasse la vita di tutti noi. Quando, invece, noi tutti la conosciamo, ne sentiamo l’odore, ne percepiamo i movimenti e ne suggelliamo gli atti con il silenzio, diventandone complici.

Un silenzio che ha permesso ad alcuni, che un tempo si nascondevano nei covi tra le campagne, di sedere oggi in parlamento, nei consigli di amministrazione, nelle redazioni dei giornali, e di occupare i vertici di quelle istituzioni cardine che hanno in mano il destino della nostra nazione.

La Mafia é una tradizione antica nella cultura italiana, espressa nel patrimonio mondiale attraverso le figure dei boss siciliani, calabresi e campani; favorita da una società omertosa, è riuscita a radicarsi nel territorio locale.



Col tempo, da sistema locale, la Mafia si trasforma in impresa. E come ogni impresa capitalistica, la Mafia, seguendo la logica del profitto, è sempre in cerca di possibilità attraverso le quali accrescere i propri capitali. Non solo.

I canali tradizionali, non essendo più sufficienti a sostenere la continua espansione di questa attività, la spingono a svincolarsi dai territori in cui origina, mossa dalla necessità  di trasformare larve monetarie in farfalle finanziarie.

E’ negli anni Settanta, quando nel panorama italiano cominciano ad agire forze nuove e significative, che la mafia comincia ad entrare in contatto con i circoli imprenditoriali milanesi, riuscendo a garantirsi profitti e riciclaggio a basso rischio.

I rapporti tra mafia ed imprenditoria si fanno sempre più stretti, così come si accorciano le distanze tra imprenditoria e politica. Condividendo la stessa logica del profitto, mafia imprenditoria e politica creano un circuito criminoso a senso unico.

Ed è così, che il silenzio comincia la sua ascesa verso uno status di “silente armonia”. L’illegalità diventa inodore, insapore, non perché assente, ma in quanto integrata alla normalità, giustificata dalle leggi, taciuta dall’informazione.

Diventa un morbo in espansione continua, spregiudicata, illimitata: in presenza di un mercato saturo, cerca nuovi orizzonti da conquistare, sfruttando i vuoti di potere e normativi dei nuovi territori in cui si insidia.

Non solo in Italia. Noti sono i casi di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna dove lacune normative facilitano la fioritura di attività criminose, spesso legate alla mafia, alla ‘ndrangheta e alla camorra italiane.



Un esempio che ci riguarda molto da vicino, è quello illustrato dalla giornalista Loretta Napoleoni al Parlamento Europeo.

Nel 2001 viene introdotto negli Stati Uniti il Patriot Act che proibisce alle banche americane – e a quelle straniere che sono registrate negli Stati Uniti – di  avere qualsiasi tipo di relazione commerciale con le banche dei paradisi fiscali. Si chiude, quindi, quella porta di accesso – i paradisi fiscali dei Caraibi – che avevano consentito fino ad allora il riciclaggio del denaro sporco.

Il Patrioct Act consente inoltre la possibilità di monitorare tutte le transazioni in dollari nel mondo, punendo penalmente quelle banche che non allertino in caso di transazioni sospette.



Qual è stata la conseguenza?

I narcotrafficanti sudamericani, nella necessità di reinvestire nel mercato i proventi delle loro attività criminali, entrano in contatto con la ‘ndrangheta calabrese.

Favorita dalla mancanza di una legislazione simile al Patriot Act americano, la ‘ndrangheta italiana ha aperto le porte dell’Europa ai narcotrafficanti, facilitando il riciclaggio dei loro profitti illeciti attraverso un network di avvocati, commercialisti e agenti immobiliari compiacenti.

I proventi illegali vengono investiti in attività a tutti gli effetti legali, principalmente tramite investimenti immobiliari, gli stessi che sono alla base della crisi economica e finanziaria di cui stiamo tutt’ora subendo le conseguenze.


Questa sera noi siamo qui per rompere questo silenzio, lanciando un grido d’aiuto ai nostri connazionali, così come all’Europa intera: state allerta! State allerta perché alcuni politici che chiedono il vostro voto, vi propongono le loro demagogie in cambio del vostro silenzio. State allerta, perché alcuni uomini d’affari, con il loro denaro sporco di sangue, vogliono comprare il vostro silenzio. State allerta, perché alcuni giornali, con la loro informazione di facciata, vogliono educarvi al silenzio. State allerta: sappiate riconoscere chi, con le vesti di uno qualunque di noi, vuole farci diventare come uno di loro.

Gli ospiti qui presenti, attraverso il racconto delle loro storie e delle loro esperienze, ci condurranno lungo un percorso il cui intento è quello di creare consapevolezza, risvegliando i nostri cuori  e le nostre menti.

In un’ epoca in cui l’informazione é spesso drogata da politiche propagandistiche, da interessi imprenditoriali e da regimi di governo non democratici, il nostro umile tentativo e’ quello di offrirvi qualcosa di vero.