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Narco War: Inchiesta sulla guerra dei cartelli del narcotraffico ai confini del Sud America


La città messicana di Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti, è conosciuta come la città più pericolosa al mondo. I cartelli messicani sono diventati i più potenti narcotrafficanti del continente americano e rischiano di fare del Paese un Narco-Stato. Il Governo messicano sta svolgendo una lotta spietata alle organizzazioni criminali che dal 2001 al 2007 hanno provocato più di 12 mila morti in una guerra che non risparmia nessuno: poliziotti, giornalisti, funzionari e uomini di chiesa.

Il Governo di Claderòn è dovuto ricorrere spesso all’esercito per colpire i trafficanti, ma non è ancora riuscito a scalfirne il potere e il controllo territoriale.
Oggi attraverso il Messico passano ogni anno il 70% della cocaina ed il 50% della marijuana distribuite negli Usa. Cifre da capogiro. Anche Obama ha riconosciuto che gli Stati Uniti devono sentirsi coinvolti proponendo un coordinamento e un lavoro comune.
Il narcotraffico messicano non era tra le maggiori priorità di Obama rispetto alla crisi economica e le guerre in Iraq e Afghanistan. Ma pressioni da parte del Congresso e analisi d’intelligence hanno spinto Washington a riconsiderare il fenomeno.
Se la droga arriva dal sud, infatti, è da nord che giungono le armi. Il doppio canale di traffico permette ai cartelli della cocaina di sviluppare affari in relativa tranquillità e di estendere il loro influsso anche nel territorio statunitense di confine.

La nuova politica della lotta al narco traffico si gioca sulla frontiera che unisce e separa i due Paesi. Ma non è facile, i cartelli trovano comunque il modo di passare il confine, e a Juarez, si continua a morire. Nel 2008 in Messico le vittime legate a guerre di droga risultano 7.200.

Davanti a questo fenomeno è lecito chiedersi se sia veramente possibile debellare il fenomeno del traffico di droga. Secondo Luca Rastello, giornalista e scrittore del romanzo-inchiesta sul mondo del narcotraffico “Io sono mercato” (edizioni Chiarelettere, 2009), combattere il fenomeno del narcotraffico è praticamente impossibile :”un Paese come gli Stati Uniti è tenuto in piedi anche dal denaro proveniente dal traffico di cocaina, una cifra senza la quale il tracollo dell’intero sistema bancario locale sarebbe inevitabile con conseguenze e ripercussioni su scala mondiale.” Infatti secondo il Rapporto del 1999 del Centro di investigazione e sicurezza
nazionale USA se il narcotraffico venisse debellato l’economia degli Stati Uniti subirebbe perdite tra il 19% e il 22% mentre quella messicana vedrebbe un crollo del 63%.

Negli ultimi anni oltre ad essere diventato più violento, il mondo del narcotraffico è anche notevolmente cambiato, lo spiega molto bene Luca Rastello nel suo libro e ce ne da anche conferma un ex narcotrafficante chiamato “El Viejo” davanti alle nostre telecamere che ci spiega la rivoluzione “dei sistemisti” di cui ha fatto parte:”Il trasporto è sempre la cosa più importante, ed il trasporto si basa sui sistemi. Il sistema è molto semplice: o corrompi tutti, dal primo all’ultimo come faceva Pablo Escobar, oppure fai quello che facevamo noi: il buio, vale a dire la possibilità di infiltrare la cocaina dentro i trasporti effettuati in modo lecito, sotto marchi e nei container di ditte così importanti da essere insospettabili.Tutto questo naturalmente avviene all’oscuro delle ditte che vengono infiltrate. Un trasporto pulito, regolare, mentre quegli altri non sanno niente. Ho importato cocaina a nome delle più grandi ditte del mondo, senza che nessuno potesse sospettare, io sono stato il migliore a farlo.”

“Questo è – ci spiega Luca Rastello- analogo a quello che hanno fatto aziende di altri settori, utilizzando lavoro meno costoso, lontano dalle zone di produzione e appaltando i servizi per lo più all’esterno invece di gestirli in proprio. L’industria della droga vive di un mito: quello di incarnare in maniera perfetta la logica del tardo capitalismo liberista.”

Secondo i dati forniti dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga nel 2008 in Italia sia le operazioni (+3,83%) che le denunce (-0,28%) che riguardano la cocaina hanno mantenuto il segno positivo la prima e un lievissimo decremento il secondo, in presenza di un incremento dei sequestri (+4,66%). Nel complesso, le operazioni rivolte al contrasto della cocaina sono state 7.373 e le denunce 13.143, mentre i sequestri sono stati di kg. 4.111,994. Delle 13.143 persone denunciate per cocaina, 1.198 (9,11%) erano donne e 183 (1,39%) minori.

Prima di lasciare andare via “El Viejo” gli chiediamo come vede il futuro del mercato della cocaina: “Penso che i tempi siano cambiati, ormai la coca ritorna ad essere un valore per gli indios andini che possono respirare e lavorare in determinate altezze, e come descrivono i libri di fantascienza, in cui io credo molto, ci saranno droghe sempre più sintetiche, sempre più potenti sempre a minor costo”.

(da Vanguard.current.com)