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Dunque, manca un giorno al grande giorno, quello in cui una moltitudine di cittadini italiani hanno deciso di dire: BASTA! Ed hanno deciso di farlo non solo da tutte le piazze di Italia, ma anche da quelle delle città straniere che da tempo li ospitano.

Le piazze di tutta Europa saranno in diretta streaming a partire dalle ore 14 all’indirizzo http://www.ustream.tv/channel/nobdayeuropa .

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Questa settimana The Economist torna ad occuparsi dell’Italia e, più precisamente, del loro “Primo Ministro favorito”. È così che, sarcasticamente, quelli di The Economist si rivolgono al nostro Premier Silvio Berlusconi. La puzza di bruciato è filtrata dalle finestre del nostro Parlamento arrivando oltremanica. A fiutarla, quelli del settimanale più British e “politically correct” che c’è sul mercato, i quali per la quarta volta suggeriscono agli italiani di mandare via il loro attuale Presidente del Consiglio, non lasciandosi sfuggire l’occasione di dirci: avevamo ragione.

Avevano ragione già 15 anni fa, quando criticarono il debutto politico di Berlusconi nel 1994. Ebbero ragione nel 2001, quando scrissero che Silvio Berlusconi non era adatto a governare l’Italia. Ed ebbero ragione nel 2006, quando cercarono di far comprendere gli italiani che era giunto il momento di dire Basta!”. In totale coerenza, oggi tornano a dirci che Silvio Berlusconi dovrebbe andare via ed occuparsi dei suoi problemi giudiziari come privato cittadino invece che come carica pubblica, lasciando a qualcuno meno in difficoltà il compito di pensare ad una Italia in recessione ed in serie difficoltà economiche.

Speriamo che questa volta il consiglio non resti inascoltato e che gli italiani dicano oggi ciò che avrebbero dovuto dire 15 anni fa: Basta!

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IL FATTO QUOTIDIANO

 

In un articolo pubblicato su Piovono Rane, Alessandro Gilioli esprime il timore che il 5 Dicembre, giorno del No-B-Day, possa diventare il “casus belli” che giustifichi il generarsi di “un clima in cui lo Stato «deve reagire all’eversione e all’odio”. Ovvero una giustificazione ad una azione di repressione alla cieca.

Mentre Gilioli auspica che l’Italia diventi “un paese civile, magari perfino con una destra democratica e costituzionale con cui poter bisticciare tutti i giorni, come in ogni paese normale”, io ho paura invece che ci cascheremo in pieno. Che cascheremo in pieno nella trappola psicologico-mediatica annunciata con il Si-B-Day. Ci cascheremo, in questa manipolazione politico-sociale, come pere mature nel cestello di vimini aggangiato al braccio del manipolatore travestito da contadinella. Purtroppo, temo che accada l’inevitabile. Mentre, però, la colpa sarà di coloro che perderanno il controllo, la responsabilità (che è cosa ben più grave della colpa, perchè prevede il dolo) sarà di coloro che avranno avuto l’ideona di invadere uno spazio che non era il loro. Un anno ha 365 giorni.

Considerato ciò, la cosa più triste sarà un’altra: “la colpa e la responsabilità sarà di chi ha espresso con la violenza un sentimento di una minoranza che va controllata e repressa”. Questo sarà il commmento che udiremo a reti unificate in tutti i TG e salotti televisivi che si occuperanno di questa faccenda, se se ne occuperanno. E questo accade quando il potere è nelle mani di pochi o di uno solo. E per di più con seri problemi dell’ego.

Non ho mai desiderato, più di oggi, di sbagliarmi.

Possiamo aspettare la loro dipartita o il loro spontaneo abbandono della vita politica, per vederceli sostituire con elementi peggiori di loro, o possiamo buttarli fuori prima che sia davvero troppo tardi. Il No B Day non è una manifestazione di comunisti frikkettoni che seguono la moda del “Berlusconi No”. Il No B Day manifesta il rifiuto del berlusconismo come forma di governo, stile di vita e impostazione culturale di un Paese che può e deve essere migliore.


No B Day: partecipare o soccombere.


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L’appello

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.it

 

Per chiunque legga questo post che si trovi a Madrid e voglia contattarmi, può farlo inviando una mail a info@stroboscopio.com