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Allarme schizofrenia alla direzione della Luiss. Pier Luigi Celli: due uomini in un solo direttore. Quale dei due mente?

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Pier Luigi Celli, classe 1942, narratore, saggista, ex Direttore Risorse Umane dell’ENI dal 1985 al 1993, manager partecipe dello start-up di Omnitel e Wind, direttore Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998, ex direttore Rai, membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri e attualmente Direttore generale dell’università Luiss Guido Carli di Roma ha scritto una toccante e accorata lettera pubblicata oggi su Repubblica in cui afferma:


“Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.”


Nel 2008, in un libro che titola “Comandare è fottere – Manuale politicamente scorretto per apiranti carrieristi di successo” lo stesso uomo afferma a pagina 62:


“Scalare la carriera richiede determinazione, una buona prestanza di carattere e l’attitudine a utilizzare tutte le occasioni per affermare sè stessi, la propria visione del mondo, il proprio dominio strumentale delle regole, la propria distanza dagli altri. Nel salire verticalmente, come è inevitabile se si vuole risparmiare tempo, non sono previsti alleati”.


Secondo voi, quale dei due mente?