Archives for posts with tag: Poesia

Anche quest’anno, la giuria della XXIV edizione del Premio Lorenzo Montano ha designato i suoi vincitori. Per la sezione opera edita, sono risultate vincitrici ex-aequo la raccolta Amarore di Alessandro Ghignoli, edita da Kolibris, e Magnificat di Cristina Annino, edita da Puntoacapo. Tra i finalisti per questa sezione:  Alessandro Assiri & Chiara De Luca, sui passi per non rimanere, Fara 2008; Enrico De Lea, Ruderi del tauro,L’arcolaio 2009; Carlo Invernizzi, Secretizie, Mimesis2009; Marica Larocchi, Solstizio in cortile, Passi Puntoacapo 2009; Daniele Mencarelli, Bambino Gesù, Nottetempo 2010; Andrea Raos, Le api migratori, Liquid Oèdipus 2007; Luca Salvatore, Dead City Radio, Arcipelago 2008. Read the rest of this entry »

Poetarum Silva, AA. VV, a cura di Enzo Campi, 168 p. (Poesia), Samiszdat.

 

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Intervista con l’autore: Arturo Moll


Luigi: Buongiorno.

Arturo Moll: Buongiorno a lei.

L.: Chi è Arturo Moll?

A.M.: E a lei cosa importa? Read the rest of this entry »

« Nobil natura[...]/Madre è di parto e di voler matrigna.»

(La Ginestra, Giacomo Leopardi)

L’ho già detto – e molti prima di me, ne sono sicuro: la ragione estinguerà l’uomo.

Il mondo tornerà ad esser di nessuno, e le rocce approfitteranno del silenzio primordiale per dar voce al loro canto sotto l’ombra colorata dei loro stessi quarzi; e le bestie danzeranno sopra campi d’orecchie piene di terra e di antico cerume; lo scricchiolar di ossa e il cinguettar dei chiurli riempiranno le giornate azzurre e il cemento scoppierà all’incedere delle edere.

Ma lungo è il tempo che ancora attende l’uomo e la sua paziente disfatta, poiché il cinismo è la vendetta di ciò che passa, e l’agonia l’unico luogo che resta al rimanere.

Ci si potrebbe abbandonare tutti in una lunga eutanasia dei ghiacciai e avremmo Ragione. Ma sarebbe contro Natura. Poiché il vivere possiede ancora un interstizio nel suo illeso principio dove Natura e Ragione riescono a convivere, dove la prima trova la sua giustificazione nella seconda, nonostante la loro irriducibile inimicizia.

«La ragione è nemica d’ogni grandezza: la ragione è nemica della natura: la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande quanto più sarà dominato dalla ragione: che pochi possono esser grandi (e nelle arti e nella poesia forse nessuno) se non sono dominati dalle illusioni. [...] La natura dunque è quella che spinge i grandi uomini alle grandi azioni. Ma la ragione li ritira: e però la ragione è nemica della natura; e la natura è grande, e la ragione è piccola.»[1]

Eppure l’uomo ha creduto alla Ragione, convinto di aver trovato dentro di sé quel Dio che non è riuscito ad incontrare altrove, ed in essa ha riposto la sua fede. Ma la fede, che fu anello della concordia tra Natura e Ragione, ora non è che cerchio di un vizio che si apre e si richiude su se stesso.

L’uomo è in impasse, la Natura lo sa. Read the rest of this entry »

È incredibile: mi allontano un attimo (beh, effettivamente qualcosa di più lungo di un attimo) e cose incredibili decidono di accadere.

(No, non mi sto riferendo al novo DDL D’addario che, con la scusa di impedire ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni, impedisce ai magistrati di farle. Non mi sto riferendo nemmeno al fatto che il nostro Premier da 15 anni è Silvio Berlusconi. E nemmeno alla proposta della Gelmini di far iniziare le lezioni della scuola dell’obbligo ad ottobre).

Mi riferisco, per esempio, al “caso letterario su internetThomas Leoncini: “giovane e bello come un tronista” è invece (purtroppo) un poeta. Di quelli cuore-amore che (a suo dire) scrive canzoni senza musica. Il problema è che qualcuno dovrebbe ricordargli che invece fa (e non “è”) il poeta.

Deve essere stato lui a proporre Musica e Parole. 10 in poesia, un cd nel quale fantastici protagonisti di Amici della De Filippi e altri personaggi dello spettacolo altrimenti disooccupati letteralmente ammazzano dieci tra i più bei pezzi poetici della poesia dell’ultimo secolo. Le musiche sono di Loriana Lana, quella di Meno male che Silvio c’è, quella che scrive le canzoni a quattro mani col premier e le musiche di Apicella. Read the rest of this entry »

Tutto iniziò quando i poeti della domenica pomeriggio (come me) tappezzarono il web di rime cuore-amore, dilettando una ristretta cerchia di amici, a loro volta poeti della domenica pomeriggio.

Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come riuscire ad andare oltre il romanico pollice all’insù di Faccialibro ai singoli componimenti galleggianti nella rete. Fu così che i poeti – quelli veri – hanno iniziato a chiedersi come fare in modo che la poesia non diventi, col tempo, un mero sfogo egonico, una pratica pseudo-masturbatoria del più sterile solipsismo.

C’è stato Vimercate, poi Verona. Dopo una serie di lunghi ed accesi dibattiti, si son tirate le somme, e le conclusioni* a cui si è momentaneamente giunti sono:

1. la poesia, per la sua natura sempre meno adatta ai tempi che (letteralmente) corrono, non si presta al consumo né ad una ampia diffusione facilitata da un elevato tasso di commerciabilità – escludendo alcuni (fortunatamente) sporadici casi – e di questo bisogna farsene una ragione e tenerne conto;

2. la rete è l’amplificazione spettrale della realtà: se le rime cuore-amore prolificano, è segno che la cultura poetica, molto poco appoggiata da un contesto che non si può definire “accogliente”, ha fallito in qualche modo nei suoi obiettivi, nel tentativo di proporsimporsi in qualcosa di diverso dall’incolonnare piccole frasi, a volte in rima a volte no;

3. dunque si è capita la lampante necessita di costruire una rete di “addetti ai lavori” che lavori sinergicamente sul territorio, con l’obiettivo futuro di vedere i risultati dei suoi sforzi riprodotti anche sugli schermi dei PC. Read the rest of this entry »