“L’arte è un modo di esprimere cosa significa essere vivi, e la caratteristica principale dell’esistenza è l’infinito numero di probabilità che sembrano negarla. Per ogni possibilità che abbiamo di essere in questo mondo, vi è un’infinità di modi di non esserci. La statistica ci considera ridicoli, la termodinamica ci nega. La vita, secondo qulunque metro razionale, è impossibile, e la nostra vita, questa, qui e ora, lo è infinitamente di più. L’arte ci permette di dire, di fronte a tutta questa impossibilità, quanto valga la pena celebrare il fatto che siamo in grado addirittura di dire qualcosa”.
Si presentano così i Satisfactors, guidati dalla direzione di Gian Paolo Serino (ideatore del progetto nato inizialmente come blog) e Paolo Cioni. Cos’è Satisfiction? L’ennesima rivista letteraria per sfoghi di penna ed egoiche manifestazioni di presunta superiorità culturale? La risposta è: sima anche no. La differenza di questa rivista, però, è che ha ragione di esserci perché parla davvero di Letteratura, e chi lo fa è talmente sicuro di ciò che scrive da sfidare il lettore con la formula del più audace venditore del “soddisfatti o rimborsati” – anche se la rivista è, in realtà, il primo free press culturale italiano distribuito gratuitamente in circa 120.000 copie in tutte le librerie indipendenti d’Italia. Sulla rivista (quattro numeri all’anno) compaiono, oltre a svariati inediti dei più importanti autori di questo e dello scorso secolo, numerose recensioni a romanzi di ogni genere e tipo. Se il lettore di Satisfiction legge un romanzo la cui recensione sulla rivista risulta non proprio adeguata, la redazione è disposta a rimborsare il lettore corrispondendogli il prezzo pagato per l’acquisto del libro.
A parte la “trovata pubblicitaria” – nulla e nessuno può esimersi da questo, purtroppo, al giorno d’oggi – la rivista mi è parsa sinceramente interessante, un importante contributo alla Letteratura che mi sono sentito in dovere di sostenere, dando compimento, forse, al primo ossimoro capitalistico post-moderno: abbonandomi ad una rivista a tutti gli effetti gratuita. Qualcuno, probabilmente più autorevole di me, ha pensato di fare lo stesso diventandone addirittura editore. Vasco Rossi – si, proprio lui: smettete di sgranare gli occhi – a dimostrazione del fatto che la vita da rock star e qualche seria esperienza di vita fanno molto meno male della pubblicità, se sei una persona il cui cervello è ancora in grado di emettere delle scariche elettriche che abbiano un senso – ha per il momento investito circa 50 mila euro nel progetto, permettendo alla redazione di continuare in un percorso che, grazie a questo intervento, è forse passato dal medio al lungo termine.

Satisfiction è una rivista letteraria nuova, diversa: ai pomposi discorsi in terza persona, a cui destina poche righe senza presunzione, preferisce lasciare spazio alla parola diretta degli autori: è una vera rivista letteraria perché smette di parlare di letteratura per lasciar parlare la Letteratura. A tutti gli altri non resta che leggere. Dunque: buona lettura.