Tag Archives: sindrome da iperattività

ADHD – Bambini a rischio

Nell´era delle epidemie siamo costantemente aggiornati dai media su nuove sigle, acronimi, termini di riferimento per dare un nome all’ennesima malattia con cui dover fare i conti. Per ogni malattia si parla subito di cura, per ogni cura c’è un farmaco e puntualmente si passa alle disquisizioni sulla sua validità. Rischi e virtù della farmacologia, tra pubblico interesse e interessi oscuri.

In mezzo alle sigle degli ultimi anni troviamo la ADHD. Interessa i bambini di tutto il mondo, non è un nuovo ceppo di influenza e non è contagiosa. Attention Deficit Hyperactivity Disorder, sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Si tratta di un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria. Rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e l’integrazione sociale dei bambini. Guardando i numeri il fenomeno assume la portata di una vera e propria epidemia.
Ne soffrono 162.000 bambini in Italia secondo i risultati del progetto di screening “PRISMA” (fonte: Ministero per la Salute).
Negli Stati Uniti il 10% della popolazione infantile soffrirebbe di ADHD secondo l’International Narcotics Control Board (OMS).

Esistono farmaci che possono mitigare i comportamenti ma anche approcci educativi per rendere più vivibili le vite di questi bambini e delle loro famiglie.
Due diversi modi di intendere l’infanzia. In una società che ci chiede sempre più di correre a soluzioni immediate, le decisioni vanno prese in breve tempo: che effetto hanno sui piccoli le scelte degli adulti?
Mentre è in corso un aspro dibattito sull’efficacia dei vaccini, anche per l’iperattività si discute di farmaci e case farmaceutiche.
Secondo l’Istituto Mario Negri di Milano, ufficio studi Giù le Mani dai Bambini, da 30.000 a 60.000 bambini italiani ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti “warning” dagli USA. Il 25% dei giovani pazienti ha dimostrato dipendenza (difficoltà ad interrompere l’assunzione) da molecole antidepressive (fonte: Ufficio studi Glaxo).
La Novartis (ex Ciba Geigy) è l’industria che produce il Ritalin, classificato nella stessa tabella di cocaina, anfetamina e altri stupefacenti e somministrato come soluzione al problema della ADHD.
Negli Stati Uniti infatti sono attualmente in corso varie in cause legali che coinvolgono l’Associazione Americana degli Psichiatri (APA) e l’Associazione degli utenti CHADD, per collusione con la Novartis.

L’accusa per gli psichiatri è di avere preso soldi dalla multinazionale del farmaco per formulare criteri diagnostici sempre più elastici e inclusivi per favorire la vendita del Ritalin. La “Children and Adults with Attention Deficit/Hyperactivity Disorder” (CHADD) ufficialmente appare come un’associazione di utenti, ma in realtà è risultato essere particolarmente vicina alla psichiatrica organicista: il disturbo dell’attenzione avrebbe una causa biologica e il Ritalin sarebbe la cura.

Il metilfenidato (MPH, principio attivo del farmaco) ha effetto calmante sulla sfera emotiva e comportamentale, permette dunque a genitori e insegnanti di poter gestire e “normalizzare” il rapporto col bambino iperattivo.
Come le benzodiazepine, a piccole dosi ha un effetto stimolante, a dosi maggiori un effetto calmante; nei bambini anche una dose che per un adulto è modesta può già dare un effetto calmante.

2,1 miliardi di dollari è il giro d’affari per la vendita di psicofarmaci stimolanti per bambini nei soli Stati Uniti
(fonte: DEA USA) mentre l’Italia è il 5° mercato farmaceutico al mondo per fatturato delle multinazionali produttrici (fonte:Nomisma).
Il numero di bambini trattati è cresciuto drasticamente negli anni, l’ONU ha dichiarato che: “…l’uso di metilfenidato/Ritalin per la cura dell’ADHD è aumentato di un sorprendente 100% in più di 50 paesi”.

La Food and Drug Administration (FDA), non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti per la fascia sotto i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai lattanti. Il Ritalin ormai è diventato la droga più diffusa fra gli adolescenti degli Stati Uniti, e viene utilizzata sia per divertimento che per migliorare prestazioni di studio e lavoro.

(da Vanguard.current.com)