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Haiti

 

A Port-au-Prince
(la terra trema
)
le case sui tetti
(la terra trema
)
le teste pendono
(la terra trema
)
al di sopra dei petti
(la terra trema
)
sotto i mattoni
(la terra trema
)
le gambe rotte
(la terra trema
)
le braccia monche
(la terra trema
)
sparse per terra
(la terra trema
)
macchie di sangue
(la terra trema
)
sopra le pietre
(la terra trema
)
fosse comuni
(la terra trema
)
accolgono corpi
(la terra trema
)
ardendo in rossi
(la terra trema
)
mucchi di morte
(la terra trema
)

A Port-au-Prince
(la terra trema
)
zoppi rincorrono
(la terra trema
)
bottiglie d’acqua
(la terra trema
)
e tintura di iodio
(la terra trema
)
mentre i vestiti
(la terra trema
)
e le coperte
(la terra trema
)
chi può le prende
(la terra trema
)
a chi giace per terra
(la terra trema
)

A Port-au-Prince
(la terra trema
)
gli aiuti stranieri
(la terra trema
)
subliman le colpe
(la terra trema
)
delle loro colpe
(la terra trema
)
mandando soldati
(la terra trema
)
a puntare mitra
(la terra trema
)
a dare botte
(la terra trema
)
alle pance vuote
(la terra trema
)
di un popolo morto
(la terra trema
)
in differita
(la terra trema
)

Noi dispiaciuti
(la terra trema
)
preghiamo per loro
(la terra trema
)
doniamo denaro
(la terra trema
)
perchè in TV
(la terra trema
)
vediamo un bambino
(la terra trema
)
che ha perso una gamba
(la terra trema
)
la casa e la mamma
(la terra trema
)
poi ci sdraiamo
(la terra trema
)
nel nostro lettino
(la terra trema
)
spegniamo la luce
(la terra trema
)
sul comodino
(la terra trema
)

Berluscolandia trema

Il Regno di Berluscolandia trema. Il caso Marrazzo scompare dalle pagine dei giornali per lasciare spazio alle incredibili dichiarazioni di Spatuzza, un amministratore di Mafiolandia che accusa Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri di essere dei mafiolandesi travestiti da comuni abitanti del regno. Dichiarazioni che sconvolgono l’opinione pubblica e che fanno gridare allo scandalo la maggior parte dei media i quali, evidentemente, non ricordano come le stesse identiche cose furono affermate già una decina di anni addietro da un altro mafiolese coi rimorsi, Francesco Di Carlo.

Così, mentre Marcello Dell’Utri si difende indossando brillantemente i panni dell’ospite-vittima seduto nel salotto dell’insetto-giornalista, l’imperatore, zitto zitto, effettua le prime prove tecniche di fuga lampo durante la inaugurazione della TAV a Torino, proprio il giorno in cui, in centinaia di piazze italiane e quarantacinque città estere, il popolo manifesta a favore di una detronizzazione del re.

Nel frattempo, la seconda personalità di Fini, un vassallo di corte, si fa sempre più pressante, costringendo il povero vassallo a dichiarazioni schizofreniche e contrastanti rispetto alla sua identità primaria. Prima firma la legge sull’immigrazione con Bossi “ce l’ho duro”, l’uomo di corte con la più elevata assuefazione al viagra dopo l’imperatore, e poi si pronuncia in favore del diritto di voto agli immigrati e dà degli stronzi ai razzisti in presenza di un gruppo di bambini rom e etnie varie. Il suo disagio psicotico, in una escalation inarrestabile, lo ha anche spinto ad affermare (convinto che non lo ascoltasse nessuno) che l’imperatore deve farsi processare da quegli esseri abominevoli e antropologicamente diversi dei magistrati, in cui egli ripone piena fiducia, scatenando le ire del re e dei suoi più fedeli servitori. Tra questi ultimi, Vittorio “Bau-Bau” Feltri, l’animale più fedele subito dopo le squillo di Tarantini, e Maurizio Belpietro, su cui non mi esprimo perchè mi è stato insegnato di avere rispetto per chi è diversamente abile.

In tutta questa confusione, il partito dell’opposizione si è scisso in più di due per solidarietà a Fini, che rischia di essere psichiatrizzato. Alcuni sono scesi in piazza durante il No Imperatore Day, senza salire sul palco per paura di essere spinti di sotto; Violante, il primo bambolotto antimafia che se gli premi la pancia dice “mi sono dimenticato di dirvi che ero stato invitato a colloquio da Ciancimino”, è andato in TV a dire che lo scontro tra due poteri potrebbe portare al collasso di entrambi, quindi meglio non far processare il re così tutti possono vivere felici e contenti. Bersani, invece, non ha partecipato alla manifestazione per ritirarsi nelle sue segrete stanze e pensare ad una soluzione politica con cui battere l’imperatore dispotico. Da allora, non è mai uscito. Tranne una volta per andare in bagno, con una evidentefuoriuscita di sangue dal naso, probabilmente dovuta allo sforzo intellettivo.

Per fortuna, in questo marasma generale, qualcosa di buono c’è stato: grazie a Report, la trasmissione di Milena Gabanelli in onda fino a quando Rai Tre non diventerà solo regionale con dei buzzurri che parlano un dialetto sconosciuto, è riuscita a far recuperare il tesoro nascosto di Tanzi “te lo do io il latte” in quadri ed opere d’arte del valore di svariati milioni di euro. Siccome però, molto probabilmente, si farà la riforma del processo morto, l’ex presidente della ParmaCrack se n’è sbattuto le palle.

Notte tempo, nonostante il ponte per il ponte dell’immacolata e la settimana del poker mondiale, il parlamento è riuscito a presentare l’ultima finanziaria: solo un miliardino di euro lo prenderanno dagli intrioiti dello scudo fiscale, perchè gli “utilizzatori finali” dello scudo non ricordano dove hanno seppellito il resto dei contanti da far rientrare (sono al momento in corso svariate ricerche, soprattutto nel siciliano); circa un terzo della manovra, invece, arriverà direttamente dalle casse dell’INPS, che ha un viadotto connesso direttamente con le nostre tasche. Infatti, i fondi del TFR “inoptato” (nel senso che non puoi scegliere mica tu come usarlo, anche se è tuo di diritto) ingresseranno nella finanziaria circa tre miliardi di euro.

A proposito di ponte, il governo del re, che è un governo del fare, si sta impegnando per portare a termine l’opera architettonica più importante del XXI secolo: il ponte sullo stretto di Messina. Per farlo, siccome il governo è attento all’ambiente, ricicleranno i resti della città dopo il terremoto.

(Le vignette sono del perfido Natangelo e del cattivissimo Gavavenezia)