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Via Craxi? No, via i corrotti! Domani, in Piazza Cordusio si manifesta a ritmo di Rap

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Domani, Sabato 9 gennaio 2010, si terrà la manifestazione contro la proposta di intitolare una via di Milano a Bettino Craxi organizzata da Piero Ricca ed il gruppo superattivo di Qui Milano Libera. L’appuntamento è in Piazza Cordusio dalle 14,00 alle 18,00.

Sul sito di Qui Milano Libera si legge:

Il Sindaco Moratti ha proposto di intitolare una via di Milano a Bettino Craxi, leader politico condannato per corruzione e fuggito latitante. Al di là del giudizio storico-politico che ciascuno può formulare sul personaggio, si tratta di una scelta inaccettabile, che divide l’opinione pubblica e propone un pessimo esempio ai cittadini poiché sul piano simbolico riabilita il sistema della corruzione e delegittima ulteriormente la funzione giudiziaria, a suggello di quindici anni di leggi per l’impunità del ceto di potere e di riprogrammazione della memoria collettiva.

Alla manifestazione parteciperanno anche Moni Ovadia, Gianni Barbacetto, Antonio Di Pietro e Beppe Grillo. Per l’occasione, c’è anche chi le canta di santa ragione.

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Un turista a Milano

Turista: “Scusi, mi sa dire come faccio ad arrivare in Via Bettino Craxi?”

Passante: “Uè figa, ma è facilissimo! Te attraversi Piazza del finanziamento illecito per la costruzione della Metropolitana Milanese, prendi la prima a destra e ti fai tutta Via Processo Eni-Sai. Quando ti trovi di fronte al Palazzo della Televisione GBR, giri a sinistra in Via All Iberian fino a quando non si incrocia con Viale delle Tangenti Enel. Prosegui dritto fino a che non arrivi a Piazza Tangenti Enimont, la attraversi e svolti in Vicolo Fondi Neri Eni e Montedison. Alla fine del vicolo, prendi Via del Debito Pubblico, attraversi la Piazzetta Zine El-Abidine Ben Ali, prendi Via del Sostegno alla Dittatura Tunisina, prosegui verso Vicolo del Latitante fino a quando non sbuchi in Piazzale Hammamet. Una volta arrivato in Piazzale Hammamet, vedrai una grossa porta chiusa su una strada. Al di là di quella porta c’è Via Bettino Craxi“.

Turista: “Ma se quando arrivo la porta è chiusa come faccio ad entrare?”

Passante: “Tu tiragli una monetina con la faccia incazzata e lei si apre.”

Storia e controstoria: dopo Via Craxi nasce Radio100Passi

C’è chi a Milano vuole intestare un parco della città a Bettino Craxi, e chi a Ponteranica (BG) rimuove la targa di Peppino impastato dalla Biblioteca comunale. C’è stato chi ha gridato allo scandalo facendo bene attenzione a non spettinarsi e chi ha parlato di atto irrispettoso che oltraggia la pubblica decenza. Sia quel che sia, è in atto (più o meno consapevolmente) un vero e proprio revisionismo storico di orwelliana memoria e questi atti, seppur piccoli, assumono un forte valore simbolico.

È ripugnante il modo in cui, soprattutto negli ultimi anni, si neghi l’evidenza dei fatti in una maniera talmente tanto spudorata che riesce ad offendere anche l’intelligenza di chi non ce l’ha. In tutto questo, la cosa più sconvolgente (ma neanche tanto) è il silenzio del PD e del Capo dello Stato. In Senato è addirittura in programma una cerimonia di commemorazione in onore dell’ex Presidente del Consiglio: devono aver proprio perso la bussola. Forse dovremmo inviargli la mappa che ha stilato Claudio Messora, chissà che riescano a ritrovare la strada.

È pur vero, però, che non è il nome di una via o la targa di una biblioteca che fa la memoria storica di un popolo nè i suoi valori. Quante persone si chiedono chi sia l’uomo o la donna che offre il suo nome ad una via o ad una biblioteca ogni volta che la percorre o la visita? Suppongo siano una ristretta minoranza. Vi dirò di più: ho il timore che se si provasse a chiedere chi fosse Bettino Craxi o Peppino Impastato ad un quindicenne sarebbero molto più probabili i silenzi che le risposte. Sarebbe come avermi chiesto a quindici anni se sapevo chi fossero i Fratelli Bandiera o Sacco e Vanzetti. L’unico modo, quindi, di recuperare e difendere la memoria storica di un popolo è l’esercizio del ricordo. E il ricordo non si esercita imprimendo un nome su una targa da appendere da qualche parte in una città. Il ricordo si esercita e sopravvive se si tramada, se lo si fa passare dagli uni agli altri, da quelli che c’erano prima a coloro che verranno poi.

In Sicilia l’esercizio del ricordo hanno pensato di praticarlo via radio. Ieri, 5 Gennaio 2010 in occasione della nascita di Peppino Impastato, è andata in onda la prima trasmissione ufficiale di Radio100Passi, la versione web della famosa Radio Aut. L’idea, inizialmente provocatoria, di riaprire Radio Aut fu lanciata al dibattito sulle radio libere in occasione della commemorazione dell’assassinio di Peppino Impastato. La provocazione destò un tale entusiasmo che spinse gli ex partecipanti di Radio Sud, l’associazione di Promozione Sociale e di volontariato Rete 100 passi e l’Associazione 100 passi network a trasformarla in realtà.

L’obiettivo è la costruzione di una rete, con l’apertura di circoli in tutta Europa e con l’affiliazione di altre associazioni già esistenti che abbiano gli stessi intenti. Sul sito www.radio100passi.net si legge che “Le radio libere degli anni 70 avendo un numero d’ascoltatori limitato al raggio d’azione dell’FM portarono Peppino Impastato a denunziare i misfatti della mafia nella zona del suo paese. Oggi la mafia non è più un fenomeno locale. I 100 passi che dividevano la casa di Peppino con quella di un Boss ben identificato, non possono che essere il punto di partenza per le migliaia di passi da fare per contrastare organizzazioni, che, sempre più occulte, hanno globalizzato i loro interessi radicandosi in tutta Europa.”

La nuova radio, anche se appena nata, è ambiziosissima. E la cosa più interessante è che si potrà ascoltare anche dalla Biblioteca di Ponteranica e da Via Bettino Craxi a Milano.

A Radio100Passi: in bocca al lupo!