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Manuale del Buon Italiota – 15

Approfitta sempre della prima occasione per stigmatizzare la violenza, parlare di mandanti morali ed auspicare censure. In questo modo, mentre tutti si guarderanno intorno e bene gli uni dagli altri, tu potrai pulirti con il braccio il sangue che ti cola dalla bocca del polpaccio del polizziotto che hai appena azzannato e nel frattempo il tuo amico può attraversare il Po con le truppe armate per secessionare la Nazione.

(Maroni e Bossi docent)

Anche la violenza, come la legge, è uguale per tutti

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Era solo questione di tempo.

No, non mi sto riferendo all’ “insouvenirata” che ha fatto saltare i denti del Premier. Mi sto riferendo ai commenti – ufficiali e non – che sono arrivati (e continuano a giungere) a seguito del “lancio del duomo”. Sembra, infatti, che Tartaglia rappresenti l’icona dei manifestanti e dei “piazzisti”, il prodotto socio-logico di un processo che ha contribuito a fomentare l’odio nella popolazione italiana, di cui il folle lanciatore di oggetti vacanzieri è divenuto rappresentanza, paradigma. È ovvio che chiunque sia dotato di almeno due neuroni non in conflitto tra loro e con le connessioni comunicanti arrivi a capire che un atto del genere va respinto, stigmatizzato, rifiutato e soprattutto seriamente punito. Questo nonostante le migliaia di adesioni al gruppo pro Tartaglia che ha già raccolto centinaia di migliaia di adesioni su Facebook: la prova tangibile che la mamma degli imbecilli è sempre incinta.

Bisogna però mettersi d’accordo su una cosa: non c’è una violenza buona, giustificabile, e una cattiva e da reprimere. Erano andati un attimo al bagno tutti coloro che ora gridano all’attentato, quando le mazzate le prendevano i manifestanti del G8 dai manganelli della polizia? Il dito che ora puntano addosso a coloro che ritengono i mandanti morali, i responsabili dell’atto di un uomo mentalmente instabile, lo avevano nel naso quando a prendere le botte sui denti erano gli studenti di Milano o i lavoratori in Sardegna (che non ha visto nessuno)? E poi, perchè invece di parlare delle responsabilità indirette di un atto riprovevole non si parla di quelle dirette di chi il Presidente avrebbe dovuto difenderlo? Domande troppo complicate, a cui il piduista Cicchitto e il guerrafondaio Bossi, il morsicchiatore di polpacci polizieschi Maroni non riescono a dare una risposta. Ed ai fatti documentati di Travaglio & C. i poveretti sanno rispondere solo con delle gran pugnette mentali.

Nonostante non sia il più grande tifoso del primo Premier martorizzato degli ultimi 150 anni, auguro con grande sincerità al Presidente del Consiglio la più pronta e serena guarigione, perchè il dolore alla bocca non si vada ad aggiungere alla facoltà di non rispondere. Per quanto riguarda Tartaglia, spero che la riforma del processo breve non interferisca troppo nel percorso giudiziario che auspico inserisca il soggetto “con il duomo in tasca” in un contesto più idoneo rispetto ad un comizio politico (poco adeguato alle sue facoltà mentali), da dove mi auguro di vederlo uscire vivo. Sai com’è…