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Berluscolandia trema

Il Regno di Berluscolandia trema. Il caso Marrazzo scompare dalle pagine dei giornali per lasciare spazio alle incredibili dichiarazioni di Spatuzza, un amministratore di Mafiolandia che accusa Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri di essere dei mafiolandesi travestiti da comuni abitanti del regno. Dichiarazioni che sconvolgono l’opinione pubblica e che fanno gridare allo scandalo la maggior parte dei media i quali, evidentemente, non ricordano come le stesse identiche cose furono affermate già una decina di anni addietro da un altro mafiolese coi rimorsi, Francesco Di Carlo.

Così, mentre Marcello Dell’Utri si difende indossando brillantemente i panni dell’ospite-vittima seduto nel salotto dell’insetto-giornalista, l’imperatore, zitto zitto, effettua le prime prove tecniche di fuga lampo durante la inaugurazione della TAV a Torino, proprio il giorno in cui, in centinaia di piazze italiane e quarantacinque città estere, il popolo manifesta a favore di una detronizzazione del re.

Nel frattempo, la seconda personalità di Fini, un vassallo di corte, si fa sempre più pressante, costringendo il povero vassallo a dichiarazioni schizofreniche e contrastanti rispetto alla sua identità primaria. Prima firma la legge sull’immigrazione con Bossi “ce l’ho duro”, l’uomo di corte con la più elevata assuefazione al viagra dopo l’imperatore, e poi si pronuncia in favore del diritto di voto agli immigrati e dà degli stronzi ai razzisti in presenza di un gruppo di bambini rom e etnie varie. Il suo disagio psicotico, in una escalation inarrestabile, lo ha anche spinto ad affermare (convinto che non lo ascoltasse nessuno) che l’imperatore deve farsi processare da quegli esseri abominevoli e antropologicamente diversi dei magistrati, in cui egli ripone piena fiducia, scatenando le ire del re e dei suoi più fedeli servitori. Tra questi ultimi, Vittorio “Bau-Bau” Feltri, l’animale più fedele subito dopo le squillo di Tarantini, e Maurizio Belpietro, su cui non mi esprimo perchè mi è stato insegnato di avere rispetto per chi è diversamente abile.

In tutta questa confusione, il partito dell’opposizione si è scisso in più di due per solidarietà a Fini, che rischia di essere psichiatrizzato. Alcuni sono scesi in piazza durante il No Imperatore Day, senza salire sul palco per paura di essere spinti di sotto; Violante, il primo bambolotto antimafia che se gli premi la pancia dice “mi sono dimenticato di dirvi che ero stato invitato a colloquio da Ciancimino”, è andato in TV a dire che lo scontro tra due poteri potrebbe portare al collasso di entrambi, quindi meglio non far processare il re così tutti possono vivere felici e contenti. Bersani, invece, non ha partecipato alla manifestazione per ritirarsi nelle sue segrete stanze e pensare ad una soluzione politica con cui battere l’imperatore dispotico. Da allora, non è mai uscito. Tranne una volta per andare in bagno, con una evidentefuoriuscita di sangue dal naso, probabilmente dovuta allo sforzo intellettivo.

Per fortuna, in questo marasma generale, qualcosa di buono c’è stato: grazie a Report, la trasmissione di Milena Gabanelli in onda fino a quando Rai Tre non diventerà solo regionale con dei buzzurri che parlano un dialetto sconosciuto, è riuscita a far recuperare il tesoro nascosto di Tanzi “te lo do io il latte” in quadri ed opere d’arte del valore di svariati milioni di euro. Siccome però, molto probabilmente, si farà la riforma del processo morto, l’ex presidente della ParmaCrack se n’è sbattuto le palle.

Notte tempo, nonostante il ponte per il ponte dell’immacolata e la settimana del poker mondiale, il parlamento è riuscito a presentare l’ultima finanziaria: solo un miliardino di euro lo prenderanno dagli intrioiti dello scudo fiscale, perchè gli “utilizzatori finali” dello scudo non ricordano dove hanno seppellito il resto dei contanti da far rientrare (sono al momento in corso svariate ricerche, soprattutto nel siciliano); circa un terzo della manovra, invece, arriverà direttamente dalle casse dell’INPS, che ha un viadotto connesso direttamente con le nostre tasche. Infatti, i fondi del TFR “inoptato” (nel senso che non puoi scegliere mica tu come usarlo, anche se è tuo di diritto) ingresseranno nella finanziaria circa tre miliardi di euro.

A proposito di ponte, il governo del re, che è un governo del fare, si sta impegnando per portare a termine l’opera architettonica più importante del XXI secolo: il ponte sullo stretto di Messina. Per farlo, siccome il governo è attento all’ambiente, ricicleranno i resti della città dopo il terremoto.

(Le vignette sono del perfido Natangelo e del cattivissimo Gavavenezia)

Accade a Berluscolandia – Scandali e colpi di scena

A Berluscolandia, accade che bisogna rigare dritti e seguire le regole della morale condivisa per potersi assicurare la fiducia del Re e del popolo e per non andare alla deriva. Prendete, ad esempio, Mesiano: nessuno, tantomeno un servitore della giustizia, a Berluscolandia, indosserebbe calzini turchesi ed andrebbe su e giù, fumando come un turco, mentre attende il proprio turno dal barbiere. A meno che non sia un sovvertitore comunista: loro si che usano vestire indumenti con colori sgargianti e il più delle volte con abbinamenti indiscreti. È dalle piccole cose che ci si può rendere subito conto se qualcuno esce fuori dai binari prestabiliti. Ma questo è il minimo, qualcosa che può essere gestito con un piccolo video di avvertimento, ad esempio, per ricondurre il sovvertitore sulla strada delle regole comuni condivise da tutti. Son ben altri i casi in cui serve una mano forte e ferma che rimetta a posto le cose.


Prendete ad esempio quell’attenzionato omosessuale di Boffo, che di mestiere fa (o meglio, faceva) l’oracolista del Vaticano sulle pagine dell’Avvenire. Quest’uomo, che saliva sul pulpito offertogli ingenuamente dalla Santa Sede, a causa del suo indice puntato sulle persone sbagliate, è stato subito riportato sulla retta via. Boffo era davvero l’ultima persona che avrebbe potuto esprimersi sulla generosità dell’Imperatore con le sue cortigiane: pagare per una prestazione sessuale (in denaro o con premi tipo un seggio nel parlamento europeo) come utilizzatore finale è cosa ben diversa che pagare un’ammenda per evitare un’accusa di molestie a sfondo omosessuale. Proprio lui, un oracolista del Vaticano. Avrebbe dovuto sapere che la sua omosessualità sarebbe stata più al sicuro da qualunque attacco se fosse stato un prete, o magari un vescovo, piuttosto che un mero oracolista. Non sono bastate, infatti, le denunce dei molti cittadini in varie parti del mondo, i servizi e le inchieste della BBC e le evidenze dei fatti ad intaccare la fiducia del Pontefice nei i suoi fratelli. Se sei un prete o un vescovo puoi addirittura affermare che l’olocausto è una invenzione mediatica, costruita a tavolino da quei cattivoni di History Channel con i loro maledetti documentari che ogni anno puntualmente ci tediano, senza rischiare il linciaggio. Fatto sta che Boffo, fortunatamente, è stato dimesso dal suo incarico, grazie al pronto intervento dell’animale più fedele dell’Imperatore (molto più dei cani che usa per le sue battute di caccia): Vittorio Feltri. Feltri, infatti, ha impugnato la causa con anima e corpo e si è detto pronto ad affrontare con pugno di ferro tutte le eventuali sovversioni provenienti da più lati: egli si curerà dell’Imperatore con tutte le sue forze, proteggendolo con un abbraccio fatto di fogli di carta di giornale, avvolgendolo come un chilo di totani al mercato del pesce, per difenderlo da chiunque osi mettergli il bastone tra le ruote con attacchi preventivi. Il famoso “cominciamo da Boffo” del suo editoriale di benvenuto al Giornale fu il suo modo di avvertire i più delle sue intenzioni e l’Imperatore della sua devozione.


La tecnica del dossieraggio come strumento di conquista della fiducia, avendo dato i suoi primi frutti, dev’essere piaciuta a molti. Tant’è che ha preso piede rivolgendosi a più parti. L’ultimo attacco è stato sferrato a Piero Marrazzo, un vassallo potenzialmente infedele dell’Imperatore, reggente del feudo denominato Lazio, un luogo nel centro della penisola che ultimamente va di moda tra i latitanti camorristi, i quali si rifugiano da quelle parti dove possono gestire meglio i loro affari nella edilizia e mettere le mani nel mercato ortofrutticolo più grande d’Eurolandia. L’errore di Marrazzo è stato quello di andare a trans, secondo il ricatto filmato effettuato da quattro fedeli del servizio d’ordine pubblico che irruppero senza alcun ordine di servizio nè permesso in un appartamento privato. E un feudatario dell’Impero non va a trans. Al massimo, come utilizzatore finale, si diletta con delle puttane. Ma a trans proprio no, non si fa. E questo è risaputo da tutti. Tant’è che Gasparri, preoccupato per una segnalazione della polizia che lo vide aggirarsi in una zona frequentata da questi sovversori della natura umana durante una retata, si è subito pronunciato dicendo che lui era lì per caso, perchè aveva smarrito la retta via. Il governo si è subito mobilitato, accorrendo in aiuto di un suo ministro: ora, chiunque può contribuire all’acquisto di un GPS satellitare da regalare a Gasparri con una tassa del 5% sul denaro raccolto all’estero durante anni ed anni di evasioni fiscali reingressandolo in territorio nazionale grazie allo scudo fiscale di Tremonti.


Per fortuna, si è risolto tutto nel migliore dei modi: Boffo ora passa il tempo a fare telefonate anonime invece di disturbare il corso prestabilito delle cose. Marrazzo è in convento ad espiare il peccato delle sue perversioni. Le camere sono state chiuse per una settimana, perchè i parlamentari sono corsi in aiuto a Gasparri, che un giorno disse: “vado alla Fnac a scegliermi un GPS”, e da allora non è più tornato. Si è scoperto, poi, che preso da un attacco di panico di fronte a tanta tecnologia e impossibilitato a compiere una scelta perchè affetto da microcefalia cronica, ha avuto un momento di confusione e dalla Fnac è andato dritto alla conferenza su Paolo Borsellino. Fortunatamente i suoi amici di partito lo hanno raggiunto in tempo, riportandolo sulla buona strada prima dell’inizio dell’incontro. E infatti, Gasparri, invece di parlare di Borsellino e delle infiltrazioni della Mafia nello Stato, ha approfittato della conferenza per presentare l’ultimo modello di Tom Tom regalatogli dai suoi amici (immaginari).


L’Imperatore, l’utilizzatore finale di cortigiane, sposato e divorziato due volte e con cinque figli, nonstante le calunnie, gli attacchi diffamatori della stampa e della TV e degli oppositori politici, i tentativi sovversivi della Magistratura, la scarlattina e chi più ne ha più ne metta, ha umilmente dedicato il suo prezioso tempo alla Chiesa, alla difesa dei valori Cristiani della famiglia ed alla permanenza del crocifisso nelle aule di scuola. Prima, però, ha: chiamato i direttori di RaiSet per alcuni suggerimenti sui palinsesti e la proposta di un nuovo programma su Rai Due con Belpietro; ha chiamato al telefono Floris di Ballarò per dargli del comunista, ha suggerito a Ghedini che la soluzione al mancato Lodo Alfano è una legge che accorci i tempi delle prescrizioni; ha chiamato l’insetto travestito da giornalista (Vespa) per dirgli che nel suo ultimo libro avrebbe dovuto inserire suoi commenti, tipo “anche se accusato, non mi dimetterò mai”.

Insomma: tutto è bene ciò che finisce bene.


Le vignette sono di quel genio malefico di Natangelo.



Manuale del Buon Italiota – 7

Se ne fai di grosse e una dopo l’altra, cacciandoti in un pasticcio che non avevi previsto, assolda qualcuno per preparare dei dossier (veri o presunti che siano, non ha molta importanza) per fare in modo che in molti sembri ti assomiglino.

(Boffo, Mesiano, Augias, Marrazzo docent)